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Dominica

E’ definita da alcuni Tour Operator “Isola della natura”, quello spicchio di terra emersa al centro del suggestivo arco che costituisce le piccole Antille.
E’ ubicata infatti tra l’isola di Guadalupa a nord e l’isola di Martinica a sud.
Stiamo parlando della Dominica (da non confondere con la Repubblica Dominicana, quasi omonima, ma di ben altre dimensioni), piccolo territorio facente parte del Commonwelth Britannico, autentica “esplosione” naturalistica.
Pur non essendo dotata di spiagge dalla bellezza “struggente” come altre sue “sorelle” dell’arco caraibico, qui la natura è l’indiscussa quanto generosa protagonista.
Le foreste pluviali e lussureggianti che ne rivestono quasi per intero il territorio, le vette vulcaniche, le cascate, le sorgenti sulfuree sono la testimonianza di quanto sia incontaminato, ancorché selvaggio, l’entroterra di quest’isola, la cui risorsa principale è la coltivazione delle banane.
Ed è qui, nel porto del suo capoluogo, Roseau, che il 13 dicembre 2008 Costa Atlantica ormeggia, caratterizzandosi per essere la prima nave della Compagnia ad effettuare questo scalo.
Dal diario di Ro.

“Dominica 12/12/2008

Questa è la prima volta che Costa Crociere fa scalo a Dominica.
Il tassista che ci ha accompagnati (eravamo in quattro) per tutta la giornata per 25 euro a persona, parlava unicamente inglese, ma spiegava dettagliatamente ogni angolo e particolarità incontrate durante il nostro percorso. Comunque abbiamo constatato girando che qui la gente è molto cordiale, quasi riverente.
Il giro si è snodato tra le cascate, il parco naturale, la zona del vulcano (ancora attivo), le solfatare in mezzo alla foresta.
Nella zona delle solfatare, dei venditori ai bordi della strada, ci hanno offerto dei fanghi in confezioni; pare che per la cura della pelle siano speciali, quindi li abbiamo acquistati prontamente: tre per 5 dollari Usa.
Le strade sono tortuosissime e dissestate.
L’isola verdissima è ricchissima d’acqua (è solcata da più di 300 fiumi). Che vegetazione!! Una foresta pluviale da sogno, i fiori e le piante oltre ad essere moltissimi sono anche giganteschi.
Felci, banani, alberi del pane, del caffè, del cacao, noce moscata. Ogni tipo di vegetazione tropicale è presente su quest’isola, ancora incontaminata.
Le spiagge però non sono altrettanto belle, la sabbia è nerissima, tempestata di piccoli brillantini: sotto un certo aspetto, una novità, piacevole da scoprire, ma il colore del mare anche se cristallino, non rende l’idea dei Caraibi, intesi come paradiso tropicale.
Passiamo nel centro di Roseau (la capitale dell’isola) dove ci fermiamo a fare acquisti nelle bancarelle multicolori.
Successivamente, dato che la pioggia battente delle ultime ore aveva dato un pò di tregua, decidiamo di farci accompagnare ad una spiaggia. Ci vogliono circa 30 minuti dal porto, ma devo dire che non mi ha decisamente appagata, a parte come dicevo per la particolarità del colore e la consistenza della sabbia.
Prima di risalire sulla nave, ci fermiamo in un bar situato proprio di fronte al porto con collegamento wireless free.
Salutiamo quest’insolita isola; rotta verso Guadalupa dove molti sbarcheranno, ma noi avremo ancora una settimana di crociera toccando gli scali più belli di quest’arcipelago”.

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