Rio de Janeiro
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Diario By : Fiore 51
Le due principali attrattive della città Carioca sono il Corcovado (collina alla cui sommità sorge l’imponente statua del Cristo) ed il Pan di Zucchero, morro che dall’alto dei suoi 400 metri sovrasta Rio de Janeiro.
E sono proprio questi due luoghi mitici e ricchi di fascino dell’universo brasiliano, che abbiamo avuto l’opportunità di visitare nel corso della crociera del marzo 2009 (che ripeteremo a cavallo di novembre-dicembre di quest’anno in senso inverso).
A differenza delle altre tappe, abbiamo optato per l’escursione organizzata dalla Compagnia (prenotata on line dall’Italia, al costo di 92 $ USA), che prevedeva, nell’arco di sei ore (davvero esigue per la verità), la visita ai luoghi simbolo della grande metropoli sudamericana.
Metropoli dove i suoi cittadini vivono ammassati sullo sfondo del più bel panorama cittadino del mondo.
Rio è infatti localizzata in una splendida e suggestiva posizione, tra l’oceano atlantico e la scarpata dell’altopiano ed è proprio questa posizione privilegiata di cui gode, a renderla tra le città più popolate del pianeta.
I “Cariocas” (abitanti di Rio de Janeiro), accendendo la fantasia di noi occidentali, perseguono il divertimento ed il piacere come nessun altro popolo al mondo; il culto della bellezza del proprio fisico portato quasi all’esasperazione, il carnevale, il samba, il calcio, tutti atteggiamenti e modi di vivere percepibili in qualsiasi momento della giornata con una semplice passeggiata sulle sue “uniche” spiagge.
Vi è però il rovescio della medaglia con i suoi enormi problemi dati dallo stato di povertà estrema, in cui versano milioni di persone nelle baraccopoli.
Ma torniamo alla giornata a Rio.
Il nostro tour (a bordo di un confortevole pullman, con guida parlante italiano) ci porta, costeggiando il sambodromo, dopo una breve sosta sulla mitica spiaggia di Copacabana (giusto il tempo di scattare qualche fotografia), alla stazione della teleferica che ci condurrà in cima al “Pao de Acucar” (Pan di Zucchero).Questo miracolo della natura, autentica manna dal cielo per i produttori di cartoline, è di rara struggente bellezza.
Due cabinovie, da cui lungo il percorso e possibile godere di vista spettacolare mozzafiato, conducono in cima ai 400 metri che sovrastano Rio e la baia di Guanabara; da qui lo spettacolo è assicurato e non ritengo azzardato dire che la città più bella del mondo, con le sue incredibili spiagge sia sotto i nostri occhi.
Infatti, da questa postazione è possibile deliziarsi gli occhi osservando i litorali di Copacabana, Ipanema e Leblon, Flamengo e Botafogo, spiagge e quartieri di Rio che danno il nome allle omonime grandi società calcistiche.
Escursione da non perdere quindi.
Come da non perdere è la seconda meta prevista dal programma del giorno; il Corcovado.
Ma prima, per problemi organizzativi legati all’affollamento nell’area della stazione del trenino che porta al Cristo Redentore (sono da mettere in conto code interminabili in caso di escursioni in autonomia), una sosta fuori programma ad Ipanema, la seconda spiaggia in ordine di notorietà dopo Copacabana.
Qui, nella spiaggia resa famosa dalla canzone “Garota de Ipanema”, (sicuramente la più famosa Bossanova brasiliana) del grande Vinicius de Moraes, trascorriamo circa un’ora e mezza passeggiando sulla battigia affollata di temerari surfisti che sfidano le onde oceaniche.Ne approfittiamo inoltre per una sosta ristoratrice in uno dei numerosi chioschi che si susseguono sul litorale, per gustare deliziosi succhi tropicali, assistendo al continuo andirivieni dei tanti amanti del jogging che percorrono i marciapiedi extralarge della passeggiata.Quindi il ritorno al pullman, direzione quartiere di Cosme Velho.
Ed è qui, dall’omonima stazione, che parte il trenino rosso a cremagliera, costituito da due carrozze, che sferragliando ci condurrà in circa 20 minuti, al simbolo della città Carioca.Il Corcovado, appunto, è la montagna di circa 700 metri d’altezza su cui si erge la statua del Cristo Redentore, che si staglia sulla città.
La statua, a braccia aperte, quasi nel tentativo di voler abbracciare l’intera metropoli, raggiunge un’altezza di trentotto metri e la sua maestosità e popolarità per ciò che rappresenta, la rende oggetto di continue visite da parte di turisti dell’intero pianeta.Giunti alla stazione del Corcovado, percorrendo un ripido crinale ricoperto da fitta vegetazione tropicale, attraverso il Parco Nazionale di Tijuca (consiglio prendere posto nel lato destro delle carrozze durante la salita, per godere degli squarci panoramici che si presentano durante il percorso), per raggiungere la piattaforma panoramica dove svetta il monumento, una lunga rampa di scale o, in alternativa l’ascensore (ovviamente molto affollato).Ma ne vale davvero la pena; oltre alla statua del Cristo (impressionante posizionarsi ai suoi piedi per osservarlo e fotografarlo), lo scenario che cattura i nostri occhi è di una bellezza impareggiabile.
Da qui, oltre al Maracanà, “monumento” del calcio mondiale, si scorge la città di Rio, le sue Favelas, le sue spiagge, i suoi “morros” (promontori emersi dal mare), la natura così generosa verso questa città dalle mille contraddizioni.L’escursione (inaspettatamente quanto piacevolmente), rispetto al programma previsto, è durata quasi l’intera giornata; Magica salperà alle 19.00, dopo una giornata davvero “indimenticabile”.
FOTO (cliccare per ingrandire )
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