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Discussione: Itinerario crociera Fiordi e capitali del Baltico

  1. #1
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    Itinerario crociera Fiordi e capitali del Baltico

    Inserisco il bellissimo itinerario che faranno Elena e la sua famiglia!!
    Estratto dal sito Costa CrociereGiornoItinerarioArrivoPartenza
    Giorno 1
    Copenhagen (Danimarca)-
    19.00
    Capitale della Danimarca, è indiscutibilmente la città più importante di questo paese che si allunga verso il Baltico e che conta poco più di cinque milioni di abitanti, almeno un milione e mezzo dei quali vive tra il centro residenziale e le piccole casette della bella periferia.
    Una posizione come quella di Copenhagen non poteva non privilegiare le attività marittime di ogni tipo: dai cantieri, alla pesca, dai traffici marittimi alle spedizioni… tutta l'attività principale si concentra nel porto che è certamente uno dei più attivi di tutta l'Europa settentrionale.
    Un bel salto storico per quello che nacque qualche secolo fa come un semplice villaggio di pescatori al quale era stato posto un nome davvero poco fantasioso Havn, che altro non significa che porto.
    I danesi anticamente avevano un'indole poco guerriera e certamente più mercantile e commerciale: ma i rapporti di questo popolo con le vicine genti nordiche erano comunque pessimi fino a quando la figlia di re Valdemaro IV, Margarete, non sposò Hakon VI re di Norvegia e Svezia e con il quasi contemporaneo trattato di Kalmar, i tre paesi non si riunificarono sotto lo stesso regno. Con l'unità non arriva comunque la pace, perché anche la Danimarca, così come Svezia e Norvegia, prende parte alle lotte religiose che caratterizzano l'avvento della riforma luterana. Copenhagen diventa intanto capitale, anche dal punto di vista culturale e nella prima metà del XVII secolo vengono eretti molti edifici di pregio. A questo periodo, caratterizzato da una certa confusione, ne segue uno addirittura drammatico: prima la peste e poi due furiosi incendi riducono a un quarto la popolazione e radono al suolo tutto il centro della città.
    La ricostruzione è lenta ma costante e rispettosa della tradizione che voleva Copenhagen luminosa e bellissima, "scintillante sul mare" così come la descriveva un poeta danese. Le due guerre mondiali la vedono indipendente e neutrale da ogni conflitto: una strategia che consente alla Danimarca di presentarsi economicamente solida e civilmente preparata alle sfide del dopoguerra e dell'Unione Europea.
    La Danimarca è in definitiva il regno più antico del mondo: la sua famiglia reale, amatissima dai sudditi, ha una storia paragonabile forse soltanto a quella della corona inglese e vive nel castello di Amalienborg composto da quattro enormi palazzi che si affacciano su un selciato ottagonale. La Regina vive nel Palazzo di Cristiano IX teatro, a mezzogiorno, del pittoresco cambio della guardia.
    Più anticamente la famiglia reale viveva invece a Christianborg, un castello certamente più austero ma non meno affascinante e ricco di storia e di oggetti d'arte notevoli. Il castello è sull'isola di Slotsholm e ospita il Folketing, parlamento danese. Copenhagen vive nel mito della Sirenetta, il più celebre personaggio nato dalla fantasia favolistica di Hans Christian Andersen: la statua che raffigura la bella sirena, simbolo della città, è sempre uno dei momenti più emozionanti di ogni visita.
    Sedendoci a tavola, il piatto più tipico di Copenhagen è lo smorrebrod, una sorta di panino di segale coperto di aringa, carne affumicata, salmone, accompagnato da uova sode, barbabietole sotto aceto, insalata e cipolle. L'alternativa è il platte, un piatto freddo composto di aringhe, filetti di pesce, patè e polpette di carne e formaggio.
    Giorno 2
    … navigazione …
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    Giorno 3
    Tallin (Estonia)14.00
    19.00
    Tallin, capitale dell'Estonia, un tempo nota come Reval, è formata da due parti distinte: la città, infatti, si arrocca in parte su un'altura, immediatamente alle spalle della costa, mentre la parte più antica, abitata fin dal medioevo, è adagiata nei pressi del porto. In realtà, Tallin, non si esaurisce certamente qui: la città, soprattutto durante l'egemonia sovietica, ha avuto uno sviluppo industriale piuttosto consistente che l'ha estesa per alcuni chilometri.
    Una storia piuttosto turbolenta quella della città, che ha conosciuto numerose dominazioni, non sempre pacifiche. I primi a interessarsi a questo lembo di costa che si affaccia sul Mar Baltico furono i danesi, ma fu con lo sviluppo del commercio, e quindi dal XV secolo, che la città entrò nelle mire svedesi, tedesche e, infine, russe. Tuttavia il sentimento etnico estone fu sempre particolarmente accentuato, al punto da rendere invisa la città sia ai Romanov sia al governo centrale sovietico che, nel 1991, dovette accordare all'Estonia un trattato d'indipendenza amministrativa ed economica, che fu festeggiato in modo memorabile in tutto il paese e, in particolare, proprio a Tallin nella quale tutto il popolo estone riconosce una leadership non solo politica, ma anche culturale del paese. Tallin è famosa per l'intensissima attività dei suoi teatri all'aperto, ospita ogni estate un festival musicale conosciuto in tutto il mondo, e delle sue gallerie d'arte.
    Il nome di Tallin è legato anche al mondo della vela; infatti, durante le Olimpiadi di Mosca del 1980 Tallin fu il luogo dove si svolsero e si conclusero le regate. Tallin possiede un clima particolare. Le sue "notti bianche", durante le quali non diventa mai buio, si possono paragonare alle più famose notti bianche di San Pietroburgo. L'ideale per ammirare il centro di Tallin è una lunga passeggiata: il punto di riferimento principale sono le fortificazioni di Toompea, la città alta. Questo borgo, voluto nel 1219 dal re danese Waldemar II, era circondato in origine da un sistema di fortificazioni, ancora sussistente per circa tre quarti. Nel corso dei secoli il borgo, per volere dei vari Signori, si è sviluppato e gradatamente si è esteso al di fuori delle fortificazioni. Qui oggi hanno sede vari uffici statali. Molto bella è la piazza del Municipio, circondata da edifici interessanti. Lo stesso Municipio è l'edificio civile gotico più antico del Baltico. La sua banderuola, il Vana Toomas, risale al 1530 mentre, all'interno, degna di nota è la Sala del Consiglio, al primo piano, con i suoi stalli intagliati.
    L'artigianato estone unisce alla tradizione anche l'esperienza e la lavorazione moderna. Interessanti sono le stoffe ricamate, i tappeti e gli arazzi multicolori. L'Estonia è molto conosciuta per la sua pelletteria: borse, portafogli e altri articoli in cuoio. Bracciali e ciondoli in argento, anelli con topazi, rubini o turchesi di taglio particolare, sia tradizionale che moderno, sono i gioielli più caratteristici di questo stato.
    Giorno 4
    San Pietroburgo (Russia)9.00
    23.59
    Una città che ha spesso cambiato nome, da San Pietroburgo, a Pietrogrado a Leningrado e ora, nuovamente, a San Pietroburgo, ma che non ha mai cambiato identità riconoscendosi nel rapporto di amore - odio caratterizzato dalla convivenza di una grande città e di un fiume, che può portare ricchezza ma anche povertà, benessere ma anche devastazione. Il fiume è naturalmente la Njeva sul cui delta, che compone un'infinità di anse, rivi secondari e isolette, Pietro il grande fondò quella che è diventata una delle città russe più grandi, popolate e rappresentative.
    Con i suoi cinque milioni di abitanti, o poco meno e con i suoi colossi industriali, San Pietroburgo vanta una storia avventurosa non meno affascinante di quella di un romanzo: al centro di una perenne contesa tra russi e svedesi per gli interessi marittimi e commerciali che poteva offrire, la città viene, di fatto costruita nella sua attuale concezione ai primi del XVIII secolo per svilupparsi completamente solo cinquant'anni più tardi sotto il regno di Caterina II. San Pietroburgo conosce, in questo momento, il suo periodo storico più ricco e fortunato non solo per la ricchezza di molte famiglie, ma anche per il prestigio delle sue attività culturali e sociali.
    Il secolo successivo fu molto travagliato per la città, attraversata da moti di insurrezione continui da parte di ceti meno abbienti e dall'invasione di Napoleone, bloccata da Alessandro I, che cercò inutilmente di migliorare le condizioni di vita del popolo.
    Sotto il regno dell'ultimo zar Romanov, Nicola II, San Pietroburgo ospita gli idealisti stessi della rivoluzione, il cui primo tentativo, nel gennaio 1905, finisce nel massacro di centinaia di pacifisti scioperanti uccisi dall'esercito reale di fronte al Palazzo d'Inverno. Con la seconda rivoluzione, quella dell'ottobre 1917, i leninisti assumono il controllo del governo e San Pietroburgo vive giorni di battaglia cruenta tra le sue strade con decine e decine di morti.Il governo è trasferito a Mosca, ma San Pietroburgo rimane una città simbolo del mondo e della cultura russa. Forse anche per questo la Germania nazista individuava proprio in questa città il primo obiettivo della propria campagna orientale: com'è finita lo insegnano i libri di storia. La città riuscì a resistere ai tentativi di invasione da parte dei nazisti per quasi tre anni, con un bilancio di oltre un milione di vittime. La seconda guerra mondiale restituisce al governo sovietico una San Pietroburgo devastata e in ginocchio: la ricostruzione la rende un colosso industriale di proporzioni vastissime.
    Tra le bellezze più famose e visitate di San Pietroburgo un cenno particolare lo merita la Fortezza dei SS. Pietro e Paolo, sull'isola delle Lepri, sulla Njeva: roccaforte e prigione della città, luogo di torture per i nemici politici dello zar, è ora un museo. La cultura russa trova la sua massima espressione nel leggendario Hermitage: il museo che ospita decine di documenti storici di importanza fondamentale e opere d'arte di livello assoluto appartenuti in gran parte alla collezione imperiale degli zar. Il Palazzo d'Inverno, residenza ufficiale degli zar, è uno dei migliori esempi architettonici di barocco russo ma la vera opera d'arte, fortemente voluta dai Romanov, è senza dubbio Petrodvorets, la residenza estiva degli zar costruita in uno sfarzo notevole e in grado di competere con le più belle corti dell'Europa occidentale.
    L'idea di grandezza, cui si rifà tutta l'architettura russa, è perfettamente testimoniata dalla cattedrale di Sant'Isacco, alta 101 metri e cinta da colonne di granito rosso in grado di ospitare fino a 12.000 persone. Stessa sensazione suscita la famosa Prospettiva Nevski, probabilmente la strada più conosciuta dell'intera Russia. Lunga 4 chilometri circa e larga da 25 a 60 metri è un susseguirsi di imponenti palazzi: è il centro culturale e commerciale della città, sede dei locali più famosi e dei negozi più ricchi. A tavola gli abitanti della città amano pietanze di un certo… "peso": salmone affumicato, storione in gelatina e aringa in salamoia. La zuppa bors (con cavolo, barbabietola, carne e panna acida) e la solianka (a base di pesce o di carne). Tra i secondi particolarmente gustosa è la cotoletta alla Kiev, una sorta di milanese con carne di pollo, il beef Stroganov (carne di manzo, cipolle e funghi), gli spiedini saslik, il manzo al kren, lo storione alla moskovita. Ovviamente la bevanda tipica è la vodka: attenzione però, qui gli uomini veri la bevono tutta d'un fiato, in un sorso solo.
    Giorno 5
    Helsinki (Finlandia)12.00
    18.00
    Tutto a Helsinki si riconduce al porto: è da qui, infatti, che questa città, definita la "figlia del Baltico", è nata traendo il sostentamento per le proprie famiglie e popolazioni. La sua vita tradizionale, fatta di storia e quasi di leggenda, s'integra in modo molto curioso con la sua attuale struttura che annovera strutture architettoniche rivoluzionarie e una periferia quasi futurista. La abita "solo" mezzo milione di abitanti e questo ha consentito alla città di mantenere una dimensione e una qualità della vita molto alta, cui i finlandesi sono indiscutibilmente legati.
    La Finlandia subisce, nei primi anni del secondo millennio, la forte influenza politica della vicina Svezia, pur mantenendo una certa indipendenza: è lo stesso re Gustavo I di Svezia a fondarla in tempi relativamente recenti, nel 1550. Gli svedesi la occupano fino al 1812, quindi passa ai russi per ottenere la propria indipendenza solo nel 1917. La Finlandia, nonostante la sua apparente quiete geografica ha conosciuto momenti storici drammatici: l'indipendenza fu seguita da una violentissima guerra civile tra rivoluzionari e conservatori mentre agli albori della seconda guerra mondiale la Finlandia fu invasa dalla Russia: eroica, ma inutile (Helsinki fu invasa dopo quasi un anno di assedio) la resistenza delle truppe del generale Mannerheim. Un episodio che quasi "costrinse" la Finlandia ad allearsi con la Germania, nella seconda guerra mondiale, conclusa la quale la Finlandia porta avanti una politica di assoluta neutralità.
    Helsinki è una gigantesca aula di architettura a giudicare dai numerosi stili che la animano. Si va dallo stile Impero della prima metà del XIX secolo, a quello Art Nouveau dell'inizio del XX, ma è l'era Aalto a lasciare capolavori e bellissimi complessi.
    Il nucleo principale della città è costituito dalla cattedrale luterana, fiancheggiata dall'Università e dal Palazzo del Consiglio dei Ministri. La Piazza del Mercato ed il Palazzo Presidenziale sono anche vicini alla cattedrale. La Finlandia ha sempre dedicato particolare attenzione all'arte e, in special modo, alla musica: il palazzo più famoso per i concerti è la Finlandia - talo costruita da Alvar Aalto nella baia di Toolo. E' qui che si tengono le manifestazioni concertistiche più interessanti mentre, a poca distanza, si trova il Parco Sibelius, dove lo sguardo viene catturato dal monumento di un'imponente scultura astratta di acciaio in memoria del compositore, opera della scultrice Eila Hiltunen. Famosa la chiesa di Temppeliaukio, uno dei principali templi luterani della città: scavata nella roccia, ospita anche concerti e manifestazioni artistiche di rilievo.
    A est del mercato Kauppatori, un ponte conduce all'isola di Katajanokka dove su una collina sorge la cattedrale ortodossa di Uspenski dalle cupole dorate; all'interno icone e dipinti.
    Molto divertente e frequentato il mercato di piazza Kauppatori , situato sul lato nord del porto meridionale: altri mercati importanti sono quelli di Hakaniemi, Toolo, Hetalahti, nel quale si trova anche un mercatino delle pulci. Tra le isole di rilevanza turistica spicca Suomenlinna, nell'arcipelago di fronte a Helsinki: si tratta di una cittadella fortificata costruita nel XVIII secolo.
    Gastronomicamente parlando la Finlandia non è di gusti molto differenti rispetto agli altri paesi scandinavi: le aringhe del Baltico compaiono in tutti i piatti principali. A Helsinki si mangiano accompagnate da patate bollite e da un bicchiere di grappa. Buoni anche i formaggi: speciale il kalakukko, una sorta di "calzone" di segala cotta al forno con ripieno di pesce. Se avete nostalgia del caffè italiano provate ad assaggiare quello finlandese, diffuso al punto da essere considerato bevanda nazionale.
    Giorno 6
    Stoccolma (Svezia)8.30
    17.00
    La terra dei vichinghi. In realtà la Svezia, e tutta la zona di Stoccolma, è stata abitata certamente molto tempo prima che i leggendari navigatori del nord, per altro originari della Norvegia (in particolare dal fiordo di Oslo, originariamente definito Vikken), entrassero nella storia.
    Negli annali di Tacito, il primo che parla in modo chiaro e inequivocabile degli svedesi, questa popolazione viene descritta come "una popolazione sulle coste del nord dedita alla coltivazione, alla pesca e alla cura del bestiame".
    Stando alle ricerche degli storiografi la prima presenza umana in Svezia risalirebbe, invece, al 3000 a. C. quando alcune popolazioni, seguendo il ritiro dei ghiacci verso nord, arrivano sulla costa dell'attuale capitale e qui costituiscono la prima comunità. I successi dei vichinghi arriveranno circa quattromila anni più tardi. Questi temerari navigatori avrebbero raggiunto con costante continuità le coste dell'Inghilterra, ma anche l'Islanda, la Groenlandia e, forse, addirittura il Nord America. Pochi sanno, invece, che i vichinghi si spinsero anche a est, superando le coste della Russia, penetrando, attraverso gli estuari e lungo i corsi dei fiumi, fino all'entroterra.
    Stoccolma prenderà forma solo con l'avvento del Cristianesimo, portato da missionari dopo il 1000 e capace di raccogliere migliaia di proseliti in pochi anni: Stoccolma, si ricopre di chiese e cresce con un ritmo regolare, fino a diventare capitale del paese verso la metà del XVII secolo. Nel 1397 la Svezia come la Danimarca e la Norvegia, è sotto il dominio di Margareth di Danimarca, un regno osteggiato e inviso agli svedesi, che rendono concreto il loro dissenso con la costituzione di un movimento di rivolta. La sommossa finisce in un bagno di sangue: i danesi decapitano tutti i contestatori, sono le terribili "Giornate di Novembre", che ancora oggi gli svedesi ricordano con notevole emozione. Stoccolma viene tuttavia liberata poco dopo dal patriota Gustavo Vasa e, di qui, inizia la sua storia più nota e di maggior successo. Nel XVII secolo Stoccolma è una bella città ricca di palazzi e edifici amministrativi diventando nell'arco di due secoli una realtà culturale di grande rilievo per la sua vita artistica e teatrale: oggi quasi tutte le attività svedesi, oltre a quelle politiche, amministrative e parlamentari, sono concentrate a Stoccolma dove si raccoglie oltre un settimo della popolazione dell'intero paese. La città si allunga tra il lago Maelaren e il Mar Baltico, su 14 isole collegate tra loro da non meno di 40 ponti. Splendida Gamla Stan, la città medievale ricca di stradine e negozietti; ma la piazza più incantevole della città è senza dubbio Stortorget, dove avvenne, nel 1520, il "Bagno di Sangue" durante il quale vennero decapitati più di 80 nobili svedesi: le loro teste furono ammucchiate a piramide in mezzo alla piazza. Il Castello Reale, modificato molte volte, conta più di 600 stanze e fu la residenza della Regina Cristina e della sua corte ma, oggi, la famiglia reale non vi abita più. Suggestiva la cerimonia del cambio della guardia; belle anche le sale reali, il tesoro e l'armeria. Accanto al castello reale sorge la cattedrale della città, caratterizzata da molte trasformazioni. Suggestiva e più antica della stessa cattedrale è la chiesa tradizionale di Storkyrkan: è qui che molti re svedesi vi furono incoronati.
    Il museo più visitato di Stoccolma è, tuttavia, la Wasa, un'antica nave affondata nella baia della città intorno al 1600, scoperta nel 1956, riportata a galla e restaurata. La Wasa ha trovato un porto sicuro nel padiglione Wasavarvet a Djurgaarden, l'isola una volta riserva di caccia reale e ora parco urbano. La civiltà democratica della Svezia è a dir poco proverbiale. Da Norrmalm, il centro di Stoccolma, e più in particolare da Sergels Torg, chiunque abbia qualcosa da dimostrare in modo pacifico può farlo dando vita a veri e propri cortei di protesta. Anche la Svezia ha la sua Versailles: si tratta di Drottningholm, palazzo della bonheur della casa reale costruito su un'isoletta del lago Maelaren.
    Giorno 7
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    Giorno 8
    Copenhagen (Danimarca)9.00
    19.00
    Capitale della Danimarca, è indiscutibilmente la città più importante di questo paese che si allunga verso il Baltico e che conta poco più di cinque milioni di abitanti, almeno un milione e mezzo dei quali vive tra il centro residenziale e le piccole casette della bella periferia.
    Una posizione come quella di Copenhagen non poteva non privilegiare le attività marittime di ogni tipo: dai cantieri, alla pesca, dai traffici marittimi alle spedizioni… tutta l'attività principale si concentra nel porto che è certamente uno dei più attivi di tutta l'Europa settentrionale.
    Un bel salto storico per quello che nacque qualche secolo fa come un semplice villaggio di pescatori al quale era stato posto un nome davvero poco fantasioso Havn, che altro non significa che porto.
    I danesi anticamente avevano un'indole poco guerriera e certamente più mercantile e commerciale: ma i rapporti di questo popolo con le vicine genti nordiche erano comunque pessimi fino a quando la figlia di re Valdemaro IV, Margarete, non sposò Hakon VI re di Norvegia e Svezia e con il quasi contemporaneo trattato di Kalmar, i tre paesi non si riunificarono sotto lo stesso regno. Con l'unità non arriva comunque la pace, perché anche la Danimarca, così come Svezia e Norvegia, prende parte alle lotte religiose che caratterizzano l'avvento della riforma luterana. Copenhagen diventa intanto capitale, anche dal punto di vista culturale e nella prima metà del XVII secolo vengono eretti molti edifici di pregio. A questo periodo, caratterizzato da una certa confusione, ne segue uno addirittura drammatico: prima la peste e poi due furiosi incendi riducono a un quarto la popolazione e radono al suolo tutto il centro della città.
    La ricostruzione è lenta ma costante e rispettosa della tradizione che voleva Copenhagen luminosa e bellissima, "scintillante sul mare" così come la descriveva un poeta danese. Le due guerre mondiali la vedono indipendente e neutrale da ogni conflitto: una strategia che consente alla Danimarca di presentarsi economicamente solida e civilmente preparata alle sfide del dopoguerra e dell'Unione Europea.
    La Danimarca è in definitiva il regno più antico del mondo: la sua famiglia reale, amatissima dai sudditi, ha una storia paragonabile forse soltanto a quella della corona inglese e vive nel castello di Amalienborg composto da quattro enormi palazzi che si affacciano su un selciato ottagonale. La Regina vive nel Palazzo di Cristiano IX teatro, a mezzogiorno, del pittoresco cambio della guardia.
    Più anticamente la famiglia reale viveva invece a Christianborg, un castello certamente più austero ma non meno affascinante e ricco di storia e di oggetti d'arte notevoli. Il castello è sull'isola di Slotsholm e ospita il Folketing, parlamento danese. Copenhagen vive nel mito della Sirenetta, il più celebre personaggio nato dalla fantasia favolistica di Hans Christian Andersen: la statua che raffigura la bella sirena, simbolo della città, è sempre uno dei momenti più emozionanti di ogni visita.
    Sedendoci a tavola, il piatto più tipico di Copenhagen è lo smorrebrod, una sorta di panino di segale coperto di aringa, carne affumicata, salmone, accompagnato da uova sode, barbabietole sotto aceto, insalata e cipolle. L'alternativa è il platte, un piatto freddo composto di aringhe, filetti di pesce, patè e polpette di carne e formaggio.
    Giorno 9
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    Giorno 10
    Flam (Norvegia)8.00
    18.00
    Si tratta di un autentico villaggio: e su Flam non si può aggiungere davvero nient'altro perché non si può certo dire che questo piccolo paesotto stretto tra il fiordo e un precipizio a strapiombo sul mare abbia una storia da raccontare o personaggi di spicco tra i suoi abitanti. Anzi… la notizia del giorno potrebbe essere proprio l'arrivo di una nave e di turisti che da queste parti sono accolti sempre con ogni onore all'insegna di un'ospitalità davvero entusiastica.
    Da Flam, però, si può apprezzare tutta la straordinarietà dei fiordi norvegesi. Dal villaggio parte, infatti, un percorso a rotaia del tutto simile a un treno ma che, a giudicare dal dislivello che riesce a coprire può essere quasi considerata una via di mezzo tra una cremagliera e una teleferica. In realtà si tratta semplicemente di un autentico capolavoro di ingegneria sospeso tra le rocce, i fiordi e il mare. Il treno, del tutto sicuro nonostante l'avventuroso tracciato si spinga fino a oltre 900 metri di altezza sul livello del mare, garantisce una spettacolarità di panorami davvero incredibile.
    Molto particolare è anche lo scenario offerto dalle cascate di Stalheimfossen e Sivlefoss che si trovano nella vicina Naeroy Valley, un'altra dimostrazione di come il contrasto tra la terra e l'acqua sia comunque una divertente costante di tutte le terre nordiche.
    Come il mare s'insinua nei fiordi, anche i fiumi assumono connotati spettacolari e inconsueti consentendo la facile riproduzione di splendidi esemplari di pesci. E' proprio il caso del Naeroy le cui anse sono ricchissime di salmoni di notevoli proporzioni. Un'altra particolarità di quest'angolo di Norvegia è rappresentata dall'antichissima chiesa di Hopperstad: nata nel XII secolo, interamente costruita in legno, è una "chiesa" un po' particolare. Nonostante la massiccia diffusione del cristianesimo in tutto il nord questa zona del paese adorava dei pagani, simboli più vicini alla tradizione mitologica che ad una vera e propria religione. Questo luogo di culto, per l'appunto, era uno dei punti di riferimento principali di questo genere di manifestazione.
    Giorno 11
    Hellesylt (Norvegia)8.00
    10.00
    "La cima del paese dei fiordi": ecco un nome appropriato per definire la regione settentrionale dei fiordi, così designata sia per la sua posizione geografica sia per le sue caratteristiche impressionanti. La bellezza dei fiordi norvegesi suscita nel turista le esclamazioni più superlative. I fiordi più belli si trovano proprio in Norvegia. Uno dopo l'altro s'incuneano nel paesaggio, circondati da montagne scoscese, ghiacciai, violente cascate e frutteti in fiore. Qui troverete aria pura, acqua pulita e una natura incontaminata. La teoria sulla formazione dei fiordi è davvero molto interessante: circa 3 milioni di anni fa la Norvegia era coperta da una calotta di ghiaccio, più sottile lungo la costa e più massiccia all'interno. A mano a mano che il clima si fece più mite, il ghiaccio cominciò a sciogliersi in impetuosi corsi d'acqua che, scorrendo verso il mare, scavarono nel terreno letti sempre più profondi. In queste profonde vallate si riversò successivamente l'oceano, formando così i fiordi. Le forze della natura hanno plasmato il paesaggio in mille modi diversi e la varietà salta subito agli occhi. Le differenze si notano anche nelle varie forme di cultura e nell'indole stessa degli abitanti.
    E' difficile pensare che possano esistere molte altre regioni della Norvegia delle stesse dimensioni, dove la natura sia stata tanto generosa come qui nelle contee del Möre og Romsdal e del Sogn og Fjordane.
    Tutta la zona offre una panoramica completa di quanto straordinaria sia la particolarità di questi fiordi e della loro natura: i fiori di maggior rilevanza sono il Geirangerfjord, il fiordo per eccellenza, l'Hjörundfjord, paragonato dai geologi alla "navata di una cattedrale gotica", ed infine il Romsdalfjord, circondato da meravigliose montagne che, colorano di deliziose sfumature ambrate il contorno del sole sul mare. Il Geirangerfjord è il ramo interno delle numerose ramificazioni del Storfjord, la cui lunghezza raggiunge i 110 chilometri. dal suo inizio a Sud di Alesund, fino in fondo al Geirangerfjord. Anche qui l'acqua è la grande protagonista: si insinua tra i fiordi, creando straordinarie modanature, o cade a precipizio sulle rocce, come nelle splendide cascate, che sono molto vicine al villaggio di Hellesylt e che sono una delle attrattive più apprezzate e conosciute di tutta la regione. Un'altra particolarità straordinaria è l'Horningdalsvannet il lago in superficie più profondo del mondo: la sua gelida acqua scende fino a 600 metri e, forse anche per questo motivo, la leggenda racconta che molti stranissimi pesci, alcuni di caratteristiche quasi mostruose, lo abitino.
    A poca distanza risalendo il Nordfjord verso Stryn, villaggio dall'intensa attività turistica, è possibile ammirare le montagne delle nevi perenni il cui simbolo più conosciuto e apprezzato è il ghiacciaio Tsytig. E' qui che i due massicci della Norvegia, saldati, secondo i geologi, in due ere differenti e anche per questo diversi per caratteristiche, si uniscono.
    Giorno 11
    Geiranger (Norvegia)11.00
    18.00
    Geiranger dà il nome all'omonimo fiordo: questo villaggio ne domina la punta e da qui parte una vallata, stretta e lunghissima, molto somigliante al contorno di un fiordo, che è, senza dubbio, tra le più belle dell'intera Norvegia. Geiranger vive quasi esclusivamente di turismo, d'attività di pesca al salmone nelle acque interne e al merluzzo in quelle all'esterno dei fiordi. Le navi costituiscono un pellegrinaggio turistico continuo: dal villaggio l'escursione più interessante è senza dubbio quella che conduce al lago Djupavnett e alle cime del massiccio Dalsnibba, imbiancate dai ghiacciai e continuamente percorse da piccoli rivi e ripidissime cascate.
    Geiranger, la Portofino (solo un pochino più fredda… !) della Norvegia è conosciuta per l'ospitalità della sua gente e per la quiete della sua vita che si snoda attraverso passeggiate e battute di pesca.
    Giorno 12
    Bergen (Norvegia)8.00
    17.00
    Conta appena poco più di duecentomila abitanti, ma è la seconda città della Norvegia; è anche più interessante di Oslo grazie a certi aspetti architettonici e storici che la rendono davvero molto pittoresca.
    Intanto la sua posizione è molto particolare, schiacciata tra una collina e a ridosso delle sette montagne circostanti, Bergen si affaccia su un porticciolo che per secoli è stato motivo di sostentamento e, talvolta, anche di fuga. Proprio in mare, infatti, trovarono scampo i suoi abitanti quando le piccole casette di legno del villaggio furono quasi tutte distrutte da un incendio: era il 1702 e si contarono centinaia di morti.
    Ma la nuova Bergen venne ricostruita a immagine e somiglianza di quella vecchia, con le stesse particolarità e una dimensione ricca di fascino e di tradizione che traspare ancora oggi. Bergen si rivela come un porto di notevoli dimensioni: qui passano ogni anno non meno di 50 mila visitatori attratti dalle bellezze della regione e dalle escursioni tra i fiordi. Il turismo è una vera industria per questa popolazione che ha saputo preservare e diffondere con intelligenza le sue bellezze.
    La città fu fondata nell'XI secolo da re Olav Kyrre; residenza reale e capitale norvegese fino al XIII secolo oltre che porto peschereccio, attirò l'attenzione della potente Lega Anseatica di Lubecca ed il quartiere di Bryggen fu trasformato in "ghetto" germanico. Venne anche innalzata una barriera intorno al quartiere riservato a quei mercanti, il cui potere era così grande che alcune leggi locali non potevano essere loro imposte.
    Per quattro secoli l'egemonia tedesca fu assoluta, poi i danesi presero il sopravvento. Del grande prestigio della Lega Anseatica restano solo quattro case, non originali ma magnificamente ricostruite. A Bergen nacque uno dei più grandi musicisti contemporanei, Grieg: è a lui che è dedicata gran parte dell'attività del Troldhaugen, uno degli angoli più suggestivi della città dove la musica e la vita del celebre compositore inseguono il visitatore.
    La presenza degli anseatici, pur essendo testimoniata solo parzialmente dalle strutture architettoniche, andate in gran parte distrutte, è significativa nel tessuto economico della città che in gran parte ricorda ancora questa lontana esperienza che portò Bergen a essere uno dei mercati più fiorenti e frequentati di tutto il continente.
    Molto pregevole il Bryggen Museum così come la chiesa storica di St. Mary, risalente al XII secolo, costruita interamente in pietra immediatamente dietro le spalle del museo. Notevolissima è l'importanza del tempio di Fantoft, una chiesa, costruita interamente in legno nel XII secolo e che in origine sembrava essere dedicata non al culto cristiano ma a quello pagano. La chiesa ha resistito per quasi 1000 anni fino al 1992 quando un furioso incendio la distrusse completamente: per la comunità di Bergen fu un colpo durissimo, ma la chiesa risulta ora completamente ricostruita in una copia del tutto identica all'originale.
    La Norvegia offre un mercato di souvenirs di ottima qualità e soprattutto molto di moda. Come gli oggetti in vetro lavorati a mano e le porcellane decorate. L'artigianato del peltro ha un'importante caratteristica: quella di escludere il piombo dalla lavorazione così che i piatti ed i contenitori possono essere tranquillamente usati anche per gli alimenti. La thulite è la pietra dura nazionale: con questa vengono realizzati gioielli di grande effetto e dalle forme più diverse. Caratteristici sono i maglioni e i capi di abbigliamento in lana grezza, sempre molto ricercati.
    Giorno 13
    Stavanger (Norvegia)8.00
    13.00
    Ecco una città che dal mare ha tratto ogni motivo di forza, di successo e di orgoglio in una storia certamente non facile, e costellata di episodi anche drammatici. Stavanger oggi è per dati demografici e commerciali la quarta città città più importante della Norvegia. Questo centro, nato come piccolo borgo di pescatori del Mar del Nord perennemente in balia delle incursioni vichinghe, ha saputo ritagliarsi uno spazio di prima grandezza nell'economia della pesca e dell'industria alimentare norvegese, nella cantieristica navale, nello stoccaggio di petrolio e dei suoi derivati. Insomma, uno dei porti più importanti del nord Europa. Delle 110 mila persone che vivono a Stavanger almeno un terzo opera in industrie che dipendono direttamente dallo scalo portuale, o in aziende del suo indotto. Non solo: Stavanger, della Norvegia, è anche la città con il più alto tasso di immigrazione. Si calcola infatti che almeno il 7% della popolazione sia nato altrove e si sia trasferito qui, dalla Norvegia, ma negli ultimi anni anche da altri paesi, per la grande ricchezza di lavoro che Stavanger sa offrire a chi desidera farsi una buona posizione lavorando anche 10-12 ore al giorno. E' per questo che i norvegesi definiscono Stavanger la più grande delle loro cittadine, ma anche il motore dei loro porti. Grazie anche a queste caratteristiche oggi Stavanger è una città dalla doppia immagine: come le città di provincia ha una ricchissima base comunitaria. Tutti si conoscono e tutti si danno una mano; al punto che le aziende che lavorano poco vengono sostenute da quelle che hanno più lavoro, e che molti lavoratori cambiano spesso datore di lavoro migrando da un'azienda all'altra senza mettere nessuno in difficoltà ma fornendo un'elasticità di mano d'opera che non trova molti altri raffronti in Europa. E, in più, grazie al continuo via vai della sua mano d'opera e del suo porto,m Stavanger è oggi la città più cosmopolita e internazionale di ogni altra città norvegese.
    Bellissima la parte vecchia, costruita nella tradizionale architettura locale con piccole casette di legno colorato e pittoresche stradine di pietra che sono il cuore dello shopping, della vita notturna, del divertimento e della massima espressione della vita sociale della città.
    Se tutti lavorano, nessuno ruba: è un altro dei detti di queste parti, perché Stavanger è anche particolarmente orgogliosa di essere la città con più di 30mila abitanti con il più basso tasso di criminalità del paese. Una signora che si sloga la caviglia facendo la spesa da queste parti è una notizia da prima pagina.
    La città negli ultimi anni ha avuto un ulteriore implemento nei suoi traffici dall'arrivo dei turisti e delle grandi navi da crociera che fanno tappa fissa qui per visitare il Rogaland che offre una panoramica tra le più belle dei fiori norvegesi e la splendida Pulpit Rock sul Lysefjord, uno spettacolo mozzafiato. La storia moderna di Stavanger, abitata certamente fin dall'età della pietra e fortemente caratterizzata dalla lunga dominazione vichinga che parte dall'800 dopo Cristo comincia con il 1825 quando il "Restauration", uno sloop che il 4 luglio lascia Stavanger destinazione New York con 52 padri pellegrini vittime della persecuzione religiosa.
    Da allora 800mila norvegesi hanno lasciato la loro patria partendo da Stavanger verso gli Stati Uniti. Un'altra testimonianza della crescente importanza della città che anche grazie ai continui invii di denaro dei suoi emigranti dagli Usa ha costruito la sua grandezza di oggi.
    Giorno 14
    Oslo (Norvegia)9.00
    15.00
    "Qui si sta decisamente larghi…": è un modo di dire non tanto norvegese quanto tipico di Oslo. E non si potrebbe dire altrimenti di una città che conta meno di mezzo milione di abitanti (è la capitale meno abitata tra quelle dei paesi europei più rilevanti per superficie), su ben 453 chilometri quadrati di estensione d'area. Una città relativamente poco abitata su un'area tra le più vaste del mondo: dunque una densità tale che consente a ogni abitante una certa "comodità"… Di qui il detto. Non significa però che gli abitanti di Oslo siano scarsamente comunicativi…. anzi: si tratta di persone ospitali e la cui compagnia è piacevolissima.
    Stando alla tradizione la città fu fondata nei primi del millennio dall'ultimo re dei vichinghi Harald Hardråde (il Duro): fu lui stesso a battezzare la città con il nome di Oslo, nome che sopravvisse fino al 1624 quando il re Christian IV, che influì notevolmente sulla struttura architettonica e urbanistica della città, decise di cambiarle nome e di chiamarla Christiania. Oslo tornerà tale solo nel 1925.
    Contrariamente a quanto si pensa i vichinghi non abitarono la Norvegia dagli albori della storia. Queste terre, che nell'era primitiva erano quasi interamente coperte da una spessa coltre di ghiaccio, restarono a lungo disabitate. Le prime tracce vichinghe si registrano nell'800 a. C. quando Viken, il fiordo di Oslo, venne esplorato da questi pirati dall'istinto di navigatori e predatori. La storia presenta i primi vichinghi come uomini spietati e violenti: molti inglesi, scozzesi e irlandesi furono fatti prigionieri e utilizzati come schiavi per lavorare la terra. Con il passare dei secoli i vichinghi calmarono i propri atteggiamenti più barbari per arricchirsi con il commercio, fino a Harald il Biondo, che riunificherà il regno, poi riformato da Magnus VI.
    La pace per la Norvegia e per Oslo sarà bruscamente interrotta da una pestilenza che decimerà la popolazione rendendo il paese una pedina di poco conto nelle mani dei suoi più potenti vicini: prima i danesi e poi la Svezia disporranno a proprio piacimento del paese, fino a quando, nel 1905, i conflitti tra Norvegia e Svezia, durati per anni, non giungeranno alla loro conclusione rendendo il Paese indipendente.
    La Norvegia ha un vero e proprio culto per la neutralità: il paese non prese mai parte ad alcun conflitto recente e, anzi, fu costretta a subire l'invasione della Germania durante la seconda Guerra Mondiale. Una neutralità persino economica: la Norvegia è uno dei pochi paesi europei che non ha mai voluto far parte della Unione europea, decisione recentemente ribadita in seguito a un altro referendum.
    Il punto di riferimento culturale della città è il castello di Akershus, oggi sede di cerimonie ufficiali, ma è, senza dubbio, il museo delle navi vichinghe una delle attrattive più interessanti della città. Il museo ha recuperato e reso visitabili alcune di queste splendide imbarcazioni che consentirono al popolo dei navigatori di raggiungere l'estremo est e, forse, addirittura l'America molto prima di Cristoforo Colombo.
    Il palazzo che ospita la famiglia reale norvegese, tuttora molto amata dal suo popolo, è Slottet, il palazzo reale: è qui che vive re Harald con la sua famiglia le cui foto campeggiano in quasi tutta la città. Se la famiglia reale è presente, sul pennone del palazzo sventola il vessillo rosso e oro.
    Belli anche Stortinget, sede del Parlamento norvegese, Rådhuset, il Municipio della città capitale, e il parco Vigelandsparken, splendido museo all'aperto nel quale sono raccolte più di 200 opere di Gustav Vigeland, uno degli artisti norvegesi più innovativi e interessanti.
    La vista dall'alto del fiordo di Oslo da Holmenkollen, sede dei campionati olimpici e trampolino di salto con sci, un'autentica specialità sportiva nazionale, è una delle sensazioni più emozionanti della visita a questa città. Nota dominante della cucina norvegese è il pesce, soprattutto l'aragosta e il salmone marinato. Piatti tipici sono la pernice delle nevi in salsa alla panna, l'arrosto di renna o di alce, il gjatost, una sorta di formaggio stracotto, le multers, deliziose fragole dell'Artico. Da assaggiare per dolce, magari a merenda, i vienerbrod, pasticcini della tradizione reale norvegese molto apprezzati e conosciuti.
    Giorno 15
    Copenhagen (Danimarca)9.00
    Rosalba Scarrone
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  2. #2
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    Re: Itinerario crociera Fiordi e capitali del Baltico

    Ho fatto lo stesso itinerario dall’otto agosto al ventidue.

    Peccato che ancora con conoscevo questo forum!

  3. #3
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    Re: Itinerario crociera Fiordi e capitali del Baltico

    Stefano pensi che da noi avresti trovato piu' informazioni? Oppure per la diretta dalla nave?
    Sarei curiosa di conoscere le differenze che trovi tra questo e gli altri forum, come puoi immaginare io ho idea di chi sei e quindi so benissimo, che come me, hai frequentato per lungo tempo un altro forum.
    Per migliorare bisogna sempre conoscere il parere degli utenti :P
    Ciao
    Ro
    Rosalba Scarrone
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  4. #4
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    Re: Itinerario crociera Fiordi e capitali del Baltico

    siamo pronti per partire il 2 07 2011 da copenaghen per le capitali ed i fiordi speriamo di incontrare tantissimi nuovi amici e di divertirci sulla costa luminosa , durante le escursioni ed anche facendo il ns resoconto su live boat...... saluti claudio giombini ed i suoi amici

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