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Discussione: Itinerario & preparativi..

  1. #1
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    Itinerario & preparativi..

    Mancano 5 giorni all'inizio della nostra diretta..
    Saremo a bordo di Costa Concordia io insieme a Stefano86, imbarcheremo dal porto di Palermo..
    Arriverò con due ore di treno Milazzo - Palermo e raggiungerò Stefano che arriva in volo da Bologna..
    Biglietti del treno fatti, non vedo l'ora di partire e idealmente far partire tutti voi ! Non vediamo l'ora
    E' una crociera speciale che vedrà il mio primo ferragosto a bordo, con i suoi pro e contro; qui su Liveboat non vi faremo mancare nulla
    Sono sicuro che ci divertiremo un mondo !!
    Scrivo anche per conto di Stefano, ogni volta è sempre un'emozione tornare a bordo
    Non si fa mai l'abitudine, anche per chi ha fatto 11 crociere come Stefano, ogni volta è una nuova e bellissima avventura..

    Domy
    Ste
    Domy88
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  2. #2
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    Re: Itinerario & preparativi..

    Profumi di Mediterraneo:
    E' uno degli itinerari più comuni ma non per nulla banale..
    Saremo a Tunisi, a Palma di Maiorca fino all'una di notte, a Barcellona, Marsiglia, Savona, Napoli per poi rientrare a Palermo..
    Le temperature che troveremo sono pienamente estive visto il periodo..
    Tutte le escursioni le faremo fai da te, i posti si conoscono e si può fare tutto da soli.. no problem !

    Dal sito Costa Crociere riporto le informazioni dettagliate relative ad ogni porto..

    Giorno 1: Palermo (Italia)


    Ideale ponte tra l'Europa e l'Africa, con i suoi 700 mila abitanti, Palermo rappresenta non solo una città d'importanza metropolitana, ma anche uno straordinario capoluogo d'arte, cultura e tradizione favorita dai traffici marittimi ecommerciali, che la sua storia e posizione strategica ha sempre voluto molto intensi.
    Stando a ricerche ormai determinate con grande sicurezza, Palermo, un tempo denominata Panormus, per la profonda insenatura che consentiva l'approdo, fu abitata fin dalla preistoria in grotte e ripari alle pendici del monte Pellegrino che, con i suoi 660 metri di altezza sovrasta la città. In seguito fu città greca, punica, romana, cartaginese, bizantina e nel IX secolo saracena, divenendo una delle più splendide città del tempo.
    Le sue caratteristiche moresche, intrecciate con quelle dei normanni, che arrivarono immediatamente dopo i saraceni a dominare per lungo tempo la città e gran parte dell'isola, sia sotto l'aspetto militare sia amministrativo. Fu resa leggendaria da Federico II, che vi installò la sua corte cosmopolita, favorendo la creazione di un centro culturale fervidissimo.
    Dopo il periodo Angioino, in cui perse il primato del Regno a vantaggio di Napoli, e dal cui governo si liberò con la rivolta dei Vespri (1282), rifiorì sotto gli Aragonesi. Seguì il dominio spagnolo e, più tardi, quello borbonico, al quale pose fine Garibaldi con la spedizione dei Mille il 27 maggio 1860.
    I contrasti tra tutte queste culture, ognuna delle quali ha lasciato il proprio testamento architettonico nella città storica e negli immediati dintorni, sono la caratteristica senza dubbio più interessante di un tessuto urbanistico colorato e vivo, almeno quanto quello sociale: gli esempi di architettura normanna più interessanti, autentici capolavori storici e artistici, sono il Palazzo dei Normanni di Piazza della Vittoria, all'interno del quale spicca la famosa Cappella Palatina (1132), dedicata agli apostoli Pietro e Paolo e ricca di mosaici, nonché felice fusione di arte romanica, araba e bizantina.
    Il simbolo stesso della città, e non solo per la sua importanza religiosa e di culto, è, in ogni modo, la cattedrale di Monreale che, realizzata nella seconda metà del XII secolo, risulta essere una delle chiese più belle, possenti e armoniose tra quelle dedicate all'Assunta.Monreale rappresenta anche un autentico must per i suoi mosaici. Posta a 7 chilometri a sud di Palermo, su una meravigliosa altura panoramica che domina la Conca d'Oro e la vallata del fiume Oreto, divenne uno dei punti di riferimento più importanti della città quando Guglielmo II vi eresse la Cattedrale e il monastero benedettino.
    Arte e ricchezze architettoniche a parte Palermo è uno splendido angolo di costa che offre imperdibili attrattive balneari: il clima in primavera e autunno consente, infatti, deliziosi bagni fuori stagione in un ambiente davvero straordinario. Cefalù, centro marittimo a 74 chilometri da Palermo, è una delle più rinomate località della costa settentrionale della Sicilia, famoso anche per i monumenti e palazzi storici anche in questo caso inseriti in un contesto molteplice che deve le sue principali influenze ad arabi, normanni e spagnoli.
    L'esempio più importante in tal senso è, senza dubbio, la Cattedrale, una splendida costruzione normanna il cui interno presbiteriale luccica di mosaici su fondo oro. Molto accattivante anche tutto il centro medievale, arricchito da decine di botteghe artigiane dove il ferro battuto assume contorni di straordinaria abilità.
    Un cenno lo merita, senza dubbio, la gastronomia palermitana celeberrima per i suoi piatti, ricchi, elaborati, ma al tempo stesso preparati con prodotti semplici e molto genuini: gustosissima è, ad esempio, la pasta con le sarde, con le alici in bianco o al pomodoro, con le melanzane o con le seppie. Tipiche le melanzane ripiene, gli arancini, il polpo stufato, il pesce spada, il tonno in cipollata, il nasello alla palermitana. Senza peraltro dimenticare i dolci che in Sicilia hanno tutta una loro tradizione: la cassata di ricotta e gelate, la frutta candita, le paste di mandorle, i frutti di Martorana (marzapane) e i torroni. Un gradevole spuntino, anche se da queste parti si preferisce per colazione, è la granita siciliana che, sotto la frutta fresca, nasconde un cuore dolce di squisito caffè.

    Giorno 2: Tunisi (Tunisia)

    Tunisi, con i suoi 700.000 abitanti, è capitale della Repubblica tunisina, ed è anche il fulcro politico ed economico del paese. Il centro della città, nonostante il porto e il centro cantieristico, tra i più attivi di tutta l'Africa, è curiosamente situato nella parte interna della costa, a circa 10 chilometri dal mare, all'estremità orientale di una laguna profonda da uno a due metri.
    Quella della laguna, difficilmente navigabile e comunque non praticabile per le navi di un certo tonnellaggio, è stata una difficoltà logistica superata solo nel secolo scorso quando, nel 1890, fu aperto un canale che collegava la città al suo avamporto de La Goulette. Il canale lungo 10 km, permette ancora oggi a navi, con un pescaggio inferiore ai 6,5 metri, di poter raggiungere le banchine del porto di Tunisi. Due grandi dighe, che fiancheggiano il canale, rendono più sicura la stabilità del canale.
    Le origini di Tunisi sono antichissime: gli storici ritengono addirittura si tratti di una città anche più antica della leggendaria Cartagine: quasi sicuramente fu uno dei primi centri abitati del Mediterraneo. Durante le tre guerre puniche si schierò attivamente dalla parte di Cartagine nella sua sfortunata lotta contro Roma. Verso la fine del sec. VII d.C., dopo la definitiva distruzione di Cartagine per mezzo degli Arabi, ne accolse la popolazione superstite scacciata dal luogo natale dagli invasori. Nell'894 divenne per la prima volta capitale e tale rimase per breve tempo.
    Nel 1270 il Re di Francia Luigi IX cercò invano di conquistarla. La città raggiunse il periodo di maggior splendore tra il sec. XIII e XVI, sotto la dinastia degli Hafsidi. A questo periodo risale la creazione della maggior parte dei souks: Tunisi aveva a quell'epoca circa 100.000 abitanti. Da allora è rimasta capitale del paese. Tunisi, anche per la notevole influenza della Francia, il cui primo tentativo di conquista della città risale al 1270 con Luigi IX, è una città dal doppio volto, arabo ed europeo. Anche se il culto dell'Islam affiora dietro ogni angolo, è notevole la percentuale di cattolici all'interno del paese. Questa doppia caratteristica si rivela costantemente in ogni panoramica della città, che è affascinante anche per la convivenza di molti elementi d'assoluto contrasto che qui sono diventati uno stile inconfondibile.
    Il luogo di culto più importante di Tunisi è la Moschea dell'Ulivo, il più grande e più venerato Santuario islamico di Tunisi; la sua prima costruzione risale al 732, ma l'edificio attuale fu certamente ricostruito dagli Hafsidi tra il XIII e il XV secolo. Nella sala della preghiera si possono ammirare le antiche colonne bizantine e il mihrab adorno di stucchi; all'esterno, il minareto alto 44 metri, e costruito nel 1894, è il punto di riferimento nell'ora della preghiera di tutti i musulmani della città. Tunisi vanta personaggi storici che, ormai, per tutto il paese, sono assurti al ruolo di autentiche leggende: una di queste è senza dubbio la Principessa Aziza, il cui vero nome era Fatima, figlia di Othman Dey. Famosa per le sue opere di bene, giunta al termine della propria vita, affrancò tutti i suoi schiavi e donò tutti i propri beni a varie opere pie. Le tombe di Aziza, del padre e dei suoi servitori sono finemente scolpite nel marmo, mentre la parte centrale è decorata con ceramiche.
    Molto bello anche il parco del Belvedere anche se, indubbiamente, il cuore pulsante della vita commerciale della città è la Kasbah, con il suo dedalo di bancarelle, vicoletti e botteghe dove la contrattazione non solo è d'obbligo, ma diventa una sorta di spettacolo.
    Il Museo del Bardo, dopo quello egiziano del Cairo è il più importante di tutta l'Africa settentrionale e contiene in primo luogo la più grande collezione di mosaici romani del mondo intero. Il museo comprende sei sezioni, preistorica, punica, romana, pagana, paleocristiana, arabo - musulmana. Le collezioni esposte sono distribuite su tre piani.
    Le rovine di Cartagine, la città che contese il predominio sul Mediterraneo a Roma, sono a poca distanza da Tunisi, qui, purtroppo, della Cartagine punica rimane ben poco: una necropoli, le fondamenta di un quartiere abitativo, la traccia degli antichi porti. La leggenda racconta che la regina Didone fondò la città e si immolò sul rogo. La seconda Cartagine risuscitata dagli imperatori romani ha lasciato importanti testimonianze: l'Odeon, il Teatro, basamenti di ville e terme. Il fascino archeologico di questi luoghi è paragonabile solo ai templi dell'antica Grecia.
    Molto caratteristico è anche il villaggio di Sidi Bou Said che con le sua case calcinate, i suoi portali blu, i suoi balconi ed i suoi giardini sommersi di fiori, risulta essere uno degli angoli più orientaleggianti di tutto il nord Africa. Esso si presenta con viuzze strette e ripide, case che nascondono giardini coloratissimi e cupole che si stagliano sul verde della vegetazione e sul blu cangiante del mare.
    Le specialità gastronomiche tunisine sono molto varie e squisite. La cucina tunisina è arricchita da sapori e spezie come anice, coriandolo, harissa, cumino, menta, acqua di rose, fiori d'arancio e rosa canina. Il cuscus con l'agnello e con l'orata è senza indugi il piatto nazionale.

    Giorno 3: Palma di Maiorca (Spagna)

    La più grande e frequentata isola delle Baleari è Maiorca, poco meno di mezzo milione di abitanti su una superficie di 3660 chilometri quadrati. L'isola da est a ovest misura circa 100 chilometri e, da nord a sud, è lunga almeno altri 75. Il suo clima è mite d'inverno e di un caldo certamente piacevole in estate, mitigato da un po' di vento che si alza dalla catena montuosa della Sierra del Norte, le cui vette boschive sono le elevazioni maggiori dell'isola (fino ai 1445 metri). Il vento è stato una delle prime risorse d'energia conosciute dalla popolazione dell'isola, dedita alla coltivazione delle proprie fertilissime pianure e all'allevamento: i frutteti e le serre I caratteristici mulini a vento, e la vegetazione ricca di pini e querce costituiscono un colpo d'occhio davvero piacevole. Molto caratteristiche anche le coltivazioni a terrazza dell'entroterra, simili a quelle che si possono trovare in Liguria e in alcune zone dell'Appennino tosco - emiliano, e che producono una notevole varietà di olive, mandorle, uva e albicocche.
    Il litorale, lungo 400 chilometri, offre bellissimi contrasti rappresentati dalle impressionanti scogliere della parte occidentale, che nascondono e proteggono piccole e idilliache insenature (calas), e dal resto dell'isola soavemente accidentata. La storia di Maiorca inizia 1.000 anni a.C., durante l'era talaiotica, rappresentata da alcuni monumenti rimasti sull'isola. Divenne, nel II secolo a.C., il rifugio più protetto dei pirati del Mediterraneo. La dominazione più importante, dopo quella romana, fu, senza dubbio, quella araba che s'impose sull'isola fino all'VIII secolo d.C. prima della riconquista spagnola avvenuta nel 1229, durante questo periodo Maiorca vide accrescere notevolmente sia le ricchezze economiche sia quelle artistiche. Da allora Maiorca è considerata una provincia spagnola a tutti gli effetti, una sorta di "costola" geografica e amministrativa della penisola iberica. Palma, la città più importante dell'isola, famosa per il suo porto e per la sua intensissima vita turistica, presenta tre zone distinte: la città vecchia, circondata dalle mura e che ha il suo centro nella Cattedrale; la città moderna, che si sviluppa verso ovest lungo il Golfo, e la zona del porto e delle passeggiate ai piedi della cattedrale prospiciente il porto.
    La cattedrale, la cui costruzione impiegò quasi 400 anni, è stata restaurata ai primi del '900 dal celebre architetto di Barcellona Antonio Gaudí, progettista della Sagrada Familia. Imponenti le dimensioni dell'edificio; il rosone dal diametro di circa 13 metri, è uno dei più grandi del mondo. Notevole, nel presbiterio, la cattedra episcopale in marmo; da notare anche i rilievi quattrocenteschi. Il pezzo più pregiato del Museo della Cattedrale è un tabernacolo d'argento usato per le processioni.
    Molto caratteristico è il cosiddetto quartiere storico di Pueblo Espanol, così come, interessante destinazione turistica, sono anche le Grotte del Drago, la cui leggenda, come ogni percorso speleologico che si rispetti, è ammantata di mistero e di fascino. Le grotte si estendono per alcuni chilometri nel sottosuolo e la parte visitabile, in un percorso musicale di grande particolarità, conduce a saloni di grandezza impressionante e ad alcuni dei numerosi laghetti sotterranei, di cui i cunicoli sono ricchissimi. Celeberrima per le attività balneari e gli sport nautici, Maiorca offre eccellenti opportunità culinarie: come tutte le località di spiccata tradizione turistica Maiorca offre una cucina internazionale, ma si consiglia tuttavia di provare quella locale, tipicamente mediterranea, che ha il suo ingrediente caratteristico in un condimento fatto di erbe e verdure locali (pomodori, melanzane, zucchine, peperoni) soffritti insieme, cui vengono accompagnati numerosi piatti di pesce, tra i quali, i più conosciuti e affermati, sono la caldereta de langosta e la caldereta de peix.

    Giorno 4: Barcellona (Spagna)


    Barcellona, seconda città spagnola con i suoi tre milioni di abitanti, è un porto dominante del Mediterraneo settentrionale, sede di un'università tra le più affermate e storiche del mondo. La città è anche centro commerciale ricchissimo e sede di attività industriali determinanti per l'economia di tutta la Spagna.
    I catalani hanno, infatti, sempre rivendicato una peculiarità che, rispetto al resto delle regioni spagnole, affonda le sue radici nel dominio che Barcellona esercitò per almeno quattrocento anni sia nelle vicende politiche della monarchia spagnola sia in quelle commerciali europee.
    La fortuna di questa città, un po' come fu per Genova e Venezia nel periodo medievale, si riconduce alle attività del porto: a Barcellona nacquero i primi cantieri spagnoli, fiorirono le banche e i commercianti catalani furono per lungo tempo tra i più potenti del mondo conosciuto. Il mare per Barcellona è una cosa seria: ai legali catalani si deve la stesura del primo codice di leggi marittime d'Europa. Barcellona, pur attraversando qualche crisi economica passeggera, ha confermato la sua leadership anche nel secolo scorso con l'avvento delle grandi industrie arrivando alla fine del millennio con una posizione di grande vantaggio rispetto ad altre città spagnole, confermata anche dalle recenti Olimpiadi che hanno portato in Catalogna investimenti e strutture per centinaia di miliardi. Grazie a tanti interessi Barcellona è diventata anche una delle città culturalmente più vivaci del Mediterraneo: tra le strade, in particolare sulla famosissima Ramblas, vive un autentico culto per l'arte di strada. Decoratori, madonnari, artigiani e intagliatori effettuano in pochi minuti la propria opera d'arte personalizzata secondo il gusto del committente, che è quasi sempre un turista. Il centro universitario ha portato moltissimi giovani, e di conseguenza arte underground, musica e locali aperti anche per tutta la notte: una città splendidamente cosmopolita che offre un gran numero di attrattive turistiche.
    Barcellona è splendida anche nelle panoramiche dall'alto: in questo senso la prospettiva più bella è quella offerta dalla collina del Montjuic che ospita il famoso autodromo di Formula 1 e gran parte del villaggio olimpico.
    Il porto, con un traffico di merci che sfiora i 20 milioni di tonnellate, è a due passi dal centro e si raggiunge proprio attraversando la caratteristica Ramblas. Luogo di culto religioso per eccellenza è la Cattedrale, dedicata a S. Eulalia, patrona della città anche se la chiesa più conosciuta è senz'altro la Sagrada Familia, iniziata nel 1882, ma mai completata dal grande architetto Antonio Gaudí che la concepì come una grande scultura architettonica con tre facciate rappresentanti natività, passione e morte di Cristo.
    Il Barrio Gotico è il nucleo più antico della città, dominato dalla grandiosa mole della cattedrale: è qui che ha sede il Museo Picasso di Carrer de Montcada, il più ricco del mondo per la quantità di opere del grande maestro. Incompleto, ma splendido, anche il Parco Guell, anch'esso opera di Gaudì: doveva diventare una città giardino residenziale.
    Lo shopping è una parte integrante di una giornata a Barcellona: gli oggetti di antiquariato più belli e modici sono nel centralissimo Barrio Gotico o a Pueblo Español, quartiere tra i più caratteristici e pittoreschi della città. Tra una passeggiata e l'altra è opportuno l'assaggio del piatto tipico catalano: la Paella a la Parcellada, un risotto condito con zafferano pesce, frutti di mare, carne di manzo e di pollo e verdure da gustare con un buon vino spagnolo e anticipato, magari, dalla freschissima Sangria, vino aromatico arricchito da zucchero e succo di arancia e limone.

    Giorno 5: Marsiglia (Francia)

    Nota fin dall'antichità come una delle zone più popolose dell'intera Gallia, Marsiglia, che i latini chiamavano Massalia e che molto prima di Lutetia (Parigi) avrebbe ottenuto un'egemonia militare e culturale sia sulla terra sia sul mare, è un crocevia di straordinaria rilevanza commerciale che, con il passare dei secoli, ha acquisito rilevanza strategica anche sotto l'aspetto militare e politico.
    La sua storia è antichissima: gli studiosi non hanno dubbi nel ritenere Marsiglia la città francese di più antica costituzione. Leggendaria è la teoria, secondo la quale, questa zona della costa sarebbe stata abitata dai pochi superstiti della distrutta Troia che, proprio alla foce del Rodano, avrebbero trovato riparo costruendo una nuova civiltà ad immagine e somiglianza di quella distrutta dopo la guerra che li vide sconfitti. Meno leggendaria, e anzi quasi certa, è la teoria secondo la quale Marsiglia sarebbe stata oggetto di sbarchi e popolamento direttamente dalla civiltà greca che, proprio qui, avrebbe installato la sua prima e più fiorente colonia di tutto il Mediterraneo.
    Tuttavia, oltre a quella greca e romana, Marsiglia ha conosciuto dominazioni lunghe e anche drammatiche: troppo importante era lo sbocco al mare e l'accesso, attraverso il Rodano, alle ricche terre dell'interno, Provenza e Camargue in particolare, per le quali Marsiglia è considerata lo sbocco naturale al mare. Così vicina alla Provenza, la cui cultura era fatta di gentilezza, romanticismo e attenzione all'arte e alla cultura, Marsiglia era in realtà una città decisamente più vitale e irrequieta: poco incline alle alleanze con il potere costituito, la gente di questa costa alle bocche del Rodano ha sempre guardato all'indipendenza economica e politica come al proprio obiettivo supremo. Marsiglia è indubbiamente una terra di grandi fortune. La sua storia è molto simile a quella genovese, anche se notevole influenza sulle vicende della città hanno avuto le culture straniere, quella araba in particolare, che sia nella prima fase di espansione della città che in quella più recente, dal dopoguerra a oggi, hanno contribuito in maniera determinante alla creazione di un sistema sia sociale e civile sia culturale di tipo "multirazziale".
    Il canovaccio sociale di Marsiglia è estremamente composito: arabi, nordafricani, europei, abitanti delle prime, seconde e terze colonie francesi d'oltreoceano hanno reso la città la capitale delle mille lingue e delle mille culture che, anche sotto l'aspetto artistico e musicale, rendono Marsiglia estremamente vitale, dinamica e interessante.
    Tutta la zona più centrale della città è di grande interesse culturale e architettonico, anche se la particolarità più eclatante di Marsiglia è senza dubbio la struttura del suo porto che sembra quasi volersi incuneare tra le case: i marsigliesi, molto legati all'attività dello scalo, si dice vogliano sempre tenere sotto controllo le navi che entrano ed escono dal dedalo di banchine che nascondono anche un'intensissima attività, romanzata da molti racconti e film, di contrabbando e commercio di frodo.
    I monumenti certamente più noti sono la Basilica di Notre Dame de la Garde, una chiesa che la gente della città venera come miracolosa, e che si arricchisce di anno in anno con straordinarie donazioni e una ricchissima collezione di ex voto dedicati ai sopravvissuti della guerra e del mare. Notre Dame sorge sulle fondamenta di una cappella duecentesca le cui origini sono piuttosto misteriose. Molto conosciuto è il campanile dedicato alla Madonna, alto 47 metri, che reca sulla vetta la statua dorata della Vergine che è la protettrice della città.
    A poca distanza sorge Longchamp, un palazzo decorato in modo quasi rinascimentale, e quindi molto simile alle belle ville italiane di quell'epoca, da un gioco straordinario di giardini, acqua, fontane allegoriche e statue.
    Non lontano da Marsiglia, nell'interno di una regione che per metà risulta essere selvaggia e per l'altra è invece ricchissima di arte e di storia, sorge Avignone, la cittadina resa famosa dalla disputa pontificale che vide rifugiarsi qui sette papi, tra il 1309 e il 1403 che allestirono una notevole struttura architettonica che ha ospitato milioni di pellegrini e un'imponente mole di turisti provenienti da ogni parte del mondo.

    Giorno 6: Savona (Italia)

    Cristoforo Colombo passò anche di qui: ma, attenzione, non per partire alla ricerca di nuove terre da conquistare per i commerci dell'impero spagnolo. Colombo qui si limitò a coltivare la terra e a restare per poche soste, prendendo appunti sui propri viaggi e riordinando le idee per le prossime sfide sul mare.
    Sulle alture di Savona, una cascina tra orti e frutteti, esiste anche la "casa di Colombo", una delle tante sparse per la Liguria, visto che sono molte le cittadine che si arrogano l'onore di aver dato natali e residenza al grande navigatore: Genova, Terrarossa di Moconesi, oltre alla stessa Savona. Ma se c'è un monumento importante per questa città, ricca di storia e d'attività legata soprattutto al proprio porto, questo è indubbiamente il Priamar, il castello che domina la roccaforte sullo scalo e che, da qualche anno, è stato restaurato. E' proprio sul promontorio del Priamar che si sarebbe stabilita la prima comunità alleata di Cartagine contro Roma, descritta già nel 205 a.C. dallo storico latino Tito Livio come "Savo Oppidum Alpinum".
    L'importanza di Savona decresce rapidamente dal momento in cui Roma fonda la città Vada Sabatia, l'attuale Vado, ma dopo le invasioni barbariche diventa un importante insediamento bizantino.
    Savona fu distrutta nel 643 da rotari e longobardi, ma, durante il IX e X secolo, diventa capitale della Marca Aleramica e, successivamente, un libero comune aumentando notevolmente la sua importanza marittima e commerciale e intensificando i suoi traffici soprattutto con la Francia, la Spagna e il nord Africa. La vicinanza con Genova, con la quale per altro anche oggi i savonesi vivono un rapporto conflittuale e campanile, ha spesso messo in difficoltà Savona che, dopo resistenze e battaglie, ha, però, finito per accettare la supremazia della "Superba". Anche Savona, però, trovò il modo di accrescere il proprio prestigio; questo avvenne con l'elezione al soglio pontificio di Sisto IV e Giulio II. Fu l'ultimo cenno di fama di Savona che, dopo la conquista definitiva da parte dei genovesi, nel 1528, cadde in una crisi profonda fino all'avvento di Napoleone. Diventata parte del Regno di Sardegna, viene riconosciuta come provincia solo nel 1927. La città, oggi, vive intorno al porto e alla fortezza del Priamar che è l'autentico simbolo di Savona. Due sono le versioni sull'origine di tale nome: secondo la prima, il "Priamar" deriverebbe il suo nome da "Pietra sul Mare", in quanto la Fortezza sorge su un promontorio roccioso che si affaccia sul mare ligure. La seconda versione ne fa derivare il nome da "Petra Mala", per il fatto che le rocce su cui è fondata sono d'origini sedimentarie e pertanto caratterizzate da un elevata friabilità. All'interno delle mura della fortezza, che annoverava una scuola e un centro di giochi, crebbero Giulio II e Sisto IV e, sempre qui, furono celebrate le glorie del libero Comune (1191) dopo la vittoria dei Ghibellini.
    Castello, fortezza e anche prigione, ospitò tra il 1830 e il 1831 anche la prigionia di Giuseppe Mazzini. Durante l'ultima guerra mondiale, la Fortezza venne impiegata per controllare il traffico del porto di Savona e fu rifugio antibomba. Savona è il centro più importante dell'immediata riviera di ponente. a poca distanza sorgono alcune delle più belle e importanti cittadine balneari liguri come Alassio, Loano, Varazze e Albissola, famosa per la sua lavorazione delle ceramiche.

    Giorno 7: Napoli (Italia)

    Neapolis: la città nuova. In realtà le origini di questo straordinario centro storico e culturale, le cui tradizioni gastronomiche e musicali sono un marchio di grande successo esportato in ogni parte del mondo, sono piuttosto antiche.
    La leggenda vuole che sulle rive delle coste napoletane si sia sdraiata la sirena Parténope che donò a questa terra la sua bellezza e la sua fortuna. In realtà gli annali riportano la fondazione della città originaria intorno al 600 a. C. a opera di un gruppo di intraprendenti colonizzatori greci. Napoli conservò usi e costumi ellenici fino all'arrivo dei romani, trecento anni più tardi, che la resero splendida con tutta una serie di ville e insediamenti che ancora oggi sono testimoniati da numerose tracce e reperti. Quella romana fu la prima di una serie di conquiste che videro Napoli dominata in successione da barbari, bizantini, normanni, angioini, aragonesi, austriaci, spagnoli e borboni. Napoli riottenne la libertà solo nel 1860, con l'annessione allo stato italiano immediatamente dopo il passaggio di Garibaldi.
    Dominata dal Vesuvio, il cui pennacchio fumante compare da ogni angolo della città e in ogni illustrazione che la rappresenta, Napoli è certamente una città di fascino assoluto sia per la sua posizione geografica che per la sua ricchezza di opere storiche e architettoniche.
    Il Maschio Angioino, con Arco di Trionfo e Cappella Palatina e il Palazzo Reale, insieme al Teatro San Carlo e alla centralissima Piazza Plebiscito, recentemente restaurata dall'amministrazione comunale, costituiscono le realtà più conosciute e apprezzate a livello turistico.
    Un cenno a parte merita ovviamente Pompei il cui museo è la struttura culturale più visitata in Italia: un'improvvisa eruzione del Vesuvio del 79 d.C. distrusse questo fiorente centro a 25 chilometri che fu coperto da una pesante coltre di cenere. I suoi scavi, aperti nel 1754, hanno rivelato migliaia di oggetti che sono ora conservati sia nel Museo Archeologico di Napoli e che in quello di Pompei.
    Altrettanto significative sotto l'aspetto turistico le isole del golfo, Capri, Ischia e Procida, rese famose da cinema, letteratura e successi musicali internazionali, oltre naturalmente alla leggendaria passeggiata a mare di Posillipo. Capri, in particolare, è certamente l'isola più apprezzata e frequentata non solo dai turisti italiani ma anche da quelli stranieri per i quali una fotografia con i faraglioni sullo sfondo è un must di assoluta rilevanza di ogni visita a Napoli.

    Fonte: Costa Crociere
    Domy88
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  3. #3
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    Re: Itinerario & preparativi..

    Ecco pronto anche il nostro matriale Liveboat !!
    Livebottini a bordo !!!

    Pass, etichette bagaglio, biglietti da visita nuovi..
    Domy88
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  4. #4
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    Re: Itinerario & preparativi..

    E ancora..
    Domy88
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  5. #5
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    Re: Itinerario & preparativi..

    siete mitici!!!
    Due reporter d'assalto!!! siete pronti per andare in " guerra"!
    Armati di tutto punto!!!!
    Ne vedremo delle belle!!!!!
    Danila78

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  6. #6
    Moderatore Globale L'avatar di felixalice
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    Re: Itinerario & preparativi..

    wow, che organizzazione perfetta ragazzi! Siete veramente avanti!

    Ho inserito il link nel calendario tra le date delle prossime dirette nel sito: http://www.liveboat.it/index.php?vie...simplecalendar

    Buon viaggio, Alice
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  7. #7
    Amministratore L'avatar di Ro*
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    Re: Itinerario & preparativi..

    Un'organizzazione perfetta ragazzi!!! :P
    Non avevo dubbi siete fortissimi e vi seguiremo con gioia e tanta curiosità!!! :P
    GRAZIE RAGAZZI!!! :P
    Manca poco ed io vi vedrò il giorno 15 a Savona!!
    Rosalba Scarrone
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  8. #8
    Moderatore Globale L'avatar di marco
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    Re: Itinerario & preparativi..

    Se non è organizzazione questa ... ormai ci siamo; buon viaggio ragazzi!!!

  9. #9
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    Re: Itinerario & preparativi..

    Grazie a tutti !!
    Si ormai è vicinissima la partenza..
    Ricordo che la nostra cabina è una interna Samsara.. (salvo cambiamenti)
    A domani con i documenti di viaggio..
    Notte
    Domy88
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  10. #10
    Moderatore Globale L'avatar di marco
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    Re: Itinerario & preparativi..

    wow che bello, siete in una cabina Samsara; così potrete andare avanti e indietro dal centro benessere!!!

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