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Discussione: Sul Titanic …

  1. #1
    Moderatore Globale L'avatar di marco
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    Sul Titanic …

    Amici, vi riporto questo articolo trovato in rete, dove viene esposto, per sommi capi, il contenuto del libro scritto da Djane e Michel Pascal, dal titolo «Titanic, oltre la maledizione» (Corbaccio).

    Io l’ho letto qualche anno fa e mi è ritornato in mente in questi giorni, in occasione della crociera in Groenlandia della nostra Dani.

    Per gli amanti del genere, è un libro molto interessante, ve lo consiglio!

    L'iceberg che affondò il Titanic è nato nello stesso anno della nave

    Novantaquattro anni fa, nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912, colava a picco il Titanic. Una delle sciagure del mare più tragiche e nel contempo più famose della Storia. Da allora, non si contano le discussioni, le polemiche, gli articoli, i libri sull'argomento. L'ultimo pubblicato in Italia è stato scritto da due giornalisti francesi e formula un'ipotesi suggestiva e inquietante: l’iceberg che ha affondato il Titanic si sarebbe staccato dalla banchisa nello stesso anno in cui è stato firmato il contratto per la costruzione della nave. Il blocco di ghiaccio sarebbe andato alla deriva lungo l’Atlantico per i successivi cinque anni, mentre il transatlantico prendeva forma sugli scali di Belfast: le due masse avrebbero vissuto vita propria sino la notte tra il 14 e il 15 aprile 1912, quando si sono fatalmente incrociate. A scoprire il «cammino» dell’iceberg sono stati gli scienziati che studiano la deriva dei ghiacci. Proprio dopo l'incidente del Titanic è stata creata una «pattuglia», l’Ice Patrol, che sottopone a carotaggio ciascun iceberg e lo pedina nella sua migrazione verso Sud, registrandone la posizione, la velocità e la rotta. Così è stato fatto, naturalmente a ritroso, anche per la «montagna galleggiante» che ha affondato il celebre transatlantico. Calcolando e ricalcolando la velocità di questo blocco di ghiaccio è emerso che lo stesso si sarebbe staccato dalla costa della Groenlandia nel 1907 e avrebbe impiegato cinque anni per arrivare sul luogo del naufragio. Ed era il 1907 anche quando Lord James William Pirrie, il direttore dei cantieri Harland & Wolff di Belfast e Bruce Ismay, il direttore della compagnia di navigazione White Star Line, s’incontrano a Londra in una villa di Belgrave Square e s’accordano per realizzare il transatlantico più grande e lussuoso mai costruito. C’è voluto, però, un esperto della storia del Titanic per collegare queste due date. Vale a dire Paul-Henri Nargeolet, un comandante in pensione della Marina militare francese, pilota di sommergibili, considerato «l'uomo che ha passato più tempo sul Titanic», avendo compiuto più di cento immersioni sul relitto. Questo sincronismo ha portato Nargeolet a collocare la tragedia nel «cuore di una concomitanza fatale», come scrivono Djane e Michel Pascal nel libro «Titanic, oltre la maledizione» (Corbaccio), che ripercorre la storia del naufragio cercando di gettare nuova luce sul drammatico sinistro che costò la vita a oltre 1500 persone. La tesi è suggestiva: la collisione non sarebbe stata il frutto del caso, ma il punto d’arrivo di un incredibile concatenamento di eventi.Per dimostrarla, gli autori partono da un’altra rivelazione: il «mostro di ghiaccio» (del quale esiste una fotografia negli archivi dei Lloyd’s di Londra) si è staccato da un luogo maledetto, una sorte di Rupe Tarpea, dove gli Inuit, le popolazioni autoctone, costringevano al suicidio le donne più anziane, che nei periodi di carestia si sacrificavano - gettandosi dalle falesie sui ghiacci - per consentire ai membri più giovani e vigorosi della comunità di sopravvivere. Djana e Michel Pascal lo hanno individuato: si tratta di Ilulissat, una cittadina di frontiera della Groenlandia occidentale, che si affaccia sulla baia di Disko, a circa 300 chilometri dal circolo polare artico. Questo segreto, custodito per secoli dagli Inuit, consente ai Pascal di sostenere, citando Einstein, che l’iceberg aveva una carica negativa, perchè nato in un luogo maledetto, perturbato dall’energia emessa dall’angoscia trasmessa dalle donne prima di lanciarsi nel vuoto, dal loro travaglio prima della morte... E ancora, che anche la massa rappresentata dal Titanic era negativa. I motivi? La menzogna: «I 16 compartimenti stagni che dividono lo scafo la rendono praticamente inaffondabile» disse il progettista Thomas Andrews; Ismay omise il «praticamente» e sfruttò lo slogan per varare la più grande campagna disinformativa della storia marittima. La manipolazione: sui manifesti pubblicitari il Titanic fu presentato accanto alla cattedrale di Colonia e alla piramide di Gaza, con l’intento di istillare nell’inconscio collettivo il concetto che la nave aveva in sé una dimensione sacra, eterna, immortale. Il disprezzo delle leggi della natura: è inaffondabile. Il culto del profitto a discapito della sicurezza: il numero delle scialuppe di salvataggio inadeguato per offrire più spazio ai passeggeri. La conclusione è che le due masse negative, nave e iceberg, si sarebbero cercate e trovate non per caso, ma in forza di una legge fisica, matematica. La matematica del destino, appunto. Il principio è quello dell’interdipendenza degli elementi: ad ogni azione corrisponde una reazione. Nel 1907, quando Lord Pirrie e Bruce Ismay firmarono il contratto per la costruzione del Titanic, il blocco di ghiaccio si staccò dal Polo e cominciò la sua discesa dell’Atlantico… Questa forza d’attrazione avrebbe influito su tutto, sugli uomini (gli errori dell’equipaggio), sulle cose (i guasti tecnici), sui fenomeni (i cattivi auspici, i presagi e le premonizioni collettive) e avrebbe alimentato l’ingranaggio della catastrofe, della concomitanza perfetta. Non è un'ipotesi affascinante?

    fonte: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplr ... 3&sezione=

  2. #2
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    Re: Sul Titanic …

    Molto poetico, ma poco.. fisico!!

    Il fatto che dietro una lunga catena di concatenazioni strane ci possa essere anche la nascita comune dei due protagonisti è una coincidenza in più, ma poco ha a che vedere con la fisica, con Einstein, con le rupi di antica memoria..

    Un salutone!!
    Manlio

  3. #3
    Moderatore Globale L'avatar di marco
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    Re: Sul Titanic …

    Probabilmente hai ragione Manlio, anch'io ho qualche perplessità.

    Anche se il libro è interessante e a tratti inquietante.

    Grazie per il tuo intervento; a presto!!!

  4. #4
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    Re: Sul Titanic …

    Citazione Originariamente Scritto da marco
    Anche se il libro è interessante e a tratti inquietante.
    Sono tipiche tecniche 'furbette' di mischiare tutto e suggerire che l'ipotesi abbia una fondatezza che va oltre la coincidenza..

    La dichiarazione di Einstein permette di mettere in mezzo il nome altisonante che in realtà non c'entra nulla con il discorso, ma mette in mezzo lo scienziato, e quindi 'La scienza'..
    Il fatto che lì ci fossero dei sacrifici (ma sarà vero?) fa tanto tetro, ma l'acqua di un anno non è quella dell'anno prima, e nessuno ha detto che su quel ghiaccio si sia mai gettato qualcuno..

    Di fatto c'è che (forse) il Titanic e l'Iceberg sono nati insieme (o meglio nello stesso anno, che non è 'insieme' se non in senso lato..) e si sono incontrati tra di loro in una zona non normale per gli Iceberg..

    Insomma, costruire dal nulla, una capacità da scritttore che sa fare teatro, ma anche una tecnica ben consolidata tra una serie di scrittori (per es. molti che parlano di Atlantide o dei 'misteri' Egizi..)

    Un salutone!!
    Manlio

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