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Discussione: Quando "Earl" scompiglia i nostri piani

  1. #1
    Moderatore Globale L'avatar di marco
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    Quando "Earl" scompiglia i nostri piani

    Cari amici, come molti di voi sapranno, in questo periodo dell’anno ai Caraibi è facile trovare uragani.

    Nonostante questo, molte compagnie organizzano crociere in quest’area, probabilmente per motivazioni economiche (le stesse che spingono le compagnie di casa nostra a far navigare le proprie navi nel Mediterraneo nei mesi invernali), sperando chiaramente di evitarli.

    In questi giorni però un uragano, chiamato “Earl”, sta interessando la zona del nord Atlantico.

    Le compagnie di crociera devono quindi correre al riparo ed organizzare itinerari alternativi in grado di garantire ai propri passeggeri l’elemento fondamentale di ogni crociera: la sicurezza.
    Per far questo è necessario cambiare gli itinerari in modo da evitare questo uragano.

    Fra le tante navi coinvolte in cambiamenti di itinerario c’è anche la maestosa Oasis of the Seas, al momento la nave più grande al mondo, che non è riuscita a portare a termine il suo itinerario nelle piccole Antille, dove sta operando, perché sarebbe stata troppo vicino all’uragano, così come tante altre navi Royal.

    Della stessa idea tante compagnie, come Carnival, la Celebrity Cruises, la Norwegian Cruise Line, la Princess Cruises (quella di Love Boat, per capirci); queste compagnie hanno effettuato diversi cambiamenti, arrivando a garantire alle proprie navi una navigazione a sufficiente distanza di sicurezza dalle tempeste provocate da questo uragano.

    Come si può facilmente intuire, questi cambiamenti non sempre sono visti di buon occhio dai crocieristi (ci sembra già di sentire le lamentele: “ma come mai non abbiamo fatto scalo a x se lì l’uragano non è arrivato?” ignorando che per arrivare all’isola x sarebbe stato necessario passare per il tratto di mare dove ci sono forti tempeste).
    Effettivamente è fastidioso non andare nell’isola dei nostri sogni, magari proprio quella grazie alla quale ci siamo decisi a prenotare la nostra crociera; ma la crociera, bisogna rendersi conto, è una tipologia di vacanza con tanti vantaggi, ma anche qualche svantaggio: la certezza dell’itinerario la si ha solo una volta compiuto!!!

    Qualcuno di voi è a conoscenza di cambi di itinerari che stanno interessando le navi in questa zona? Avete per caso parenti o amici a bordo? In questo caso sarebbe interessante conoscere l’atmosfera a bordo!!!

  2. #2

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    Re: Quando "Earl" scompiglia i nostri piani

    Pare che si stia indebolendo, diventando di categoria 3 su una scala di 5.
    Comunque i venti sono piuttosto sostenuti (200 km/h).
    E sta raggiungendo le coste del North Carolina, a circa 800 km dalla zona caraibica.
    Chissà che non tirino un sospiro di sollievo le Compagnie che operano in quell'area.
    "It isn't that life ashore is distasteful to me. But life at sea is better."
    Sir Francis Drake

  3. #3
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    Re: Quando "Earl" scompiglia i nostri piani

    Una volta, a gennaio nel Mediterraneo su Costa Fortuna, ho trovato un vento a 120 km orari; non erano i 200 di cui si parla qua, ma era molto forte, ve lo posso garantire.

    Quel giorno ebbi la "brillante" idea di salire al ponte 14, quello più in alto, praticamente aperto con solo un locale ad accesso limitato.
    Non so come, non so perchè mi sono trovato a ripararmi dal vento attaccato/riparato dalla perete di questo locale e non avevo il coraggio di fare quei 10 metri che separavano la parete dalla scala.
    Sono stato lì diversi secondi, ma mi sono sembrati un'eternità, poi ho trovato il coraggio di mettermi a testa molto bassa e di fare quei 10 metri per di arrivare alla scala.
    Vi assicuro che quei secondi sono stati interminabili, la paura di volare via è stata tanta!
    Magari mentre facevo quei 10 metri il vento non era più a 120 Km orari, magari era un attimo più calmo, ma l'ho comunque percepito davvero potente.

    Facendo le debite proporzioni, non oso immaginare come possa essere un vento a 200 Km orari, definito in attenuazione poi!

    Capisco come in queste circostanze venga dato l'ordine perentorio di non uscire ai ponti esterni!

    E allo stesso tempo, immaginando come la nave rollava allora, posso capire come nonostante queste navi siano grandi, potenti e attrezzate, sono praticamente un nulla in mezzo al mare, e come in determinate circostanze debbano ignorare le dure leggi del mercato che impongono un totale rigore nel portare a termine la missione del rispettare sempre e comunque l'itinerario programmato. Con buona pace di noi crocieristi, ignari che queste scelte vengono fatte anche per la nostra incolumità, e che invece di esserne felici, spesso ci arrabbiamo!!!

  4. #4

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    Re: Quando "Earl" scompiglia i nostri piani

    È capitato anche a me in partenza da Rodi con Europa: la televisione in cabina diceva che c' erano 130 km/h e stare a prua era impossibile
    Eugenio

  5. #5
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    Re: Quando "Earl" scompiglia i nostri piani

    Marco hai fatto benissimo a parlare di questo...
    Purtoppo è così, contro la natura non si può nulla..
    Queste cose succedono e in tv stesso vediamo come sono gli uragani in america !! Logico che è meglio non rischiare nulla per la sicurezza di tutti !
    Domy88
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  6. #6
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    Re: Quando "Earl" scompiglia i nostri piani

    ..... Io non capirò mai cosa spinge ad aprire una porta per un ponte esterno con vento forte quando ci sono sbarramenti che lo vietano....
    Comunque a me è capitato su un cruise ferry in Mediterraneo di andarmi a recuperare passeggeri che stavano in controplancia (per intenderci sopra il ponte di comando) a causa del vento non avevano il coraggio di ritornare indietro.... Noi dal ponte di comando sentivamo camminare sopra.... una volta uscita e andata sopra ho visto due ragazzi aggrappati alla chiesuola della bussola madre a centro nave, sotto le antenne radar che giravano ovviamente, con pioggia, vento forte che tagliava la faccia.... Come ci erano arrivati fin là? Volevano vedere il mare in tempesta da vicino.... Cioè al ponte 11, la sera, al buio e con un vento che avrebbe fatto desistere chiunque. Per la cronaca quella sera una boa di entrata al porto di Barcellona è andata alla deriva, la diga del porto di Barcellona subì danni e il porto fu chiuso per qualche ora.... Quei due lì aggrappati... Sono dovuti andare a prenderli con la forza perchè non volevano staccarsi da lì!

    Ma non è meglio guardarsi il mare da un salone? Dalla propria cabina? O stare a letto e aspettare che passi?????
    Mah!

  7. #7
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    Re: Quando "Earl" scompiglia i nostri piani

    Citazione Originariamente Scritto da Serena87
    ..... Io non capirò mai cosa spinge ad aprire una porta per un ponte esterno con vento forte quando ci sono sbarramenti che lo vietano....
    Per la precisione, nel mio caso non c'erano impedimenti alle porte.
    Anzi, appena sceso dal ponte 14 al 12, stava passando un membro dell'equipaggio, mi aspettavo una ramanzina (anche se non c'erano impedimenti avrei potuto pensarci!) invece mi ha abbozzato un sorriso.
    Dico che il vento era a 120 Km/h perchè l'avevo visto qualche minuto prima sul canale interno.
    A questo punto Serena mi viene una curiosità: esiste un disciplinare nell'impedire di uscire ai ponti esterni e in base a cosa si rifà (es. velocità del vento)?

  8. #8
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    Re: Quando "Earl" scompiglia i nostri piani

    Intanto esordisco facendo riferimento a dati tecnici della Meteorologia.
    Secondo la Scala Beufort un vento ipotiziamo vero perchè alla fine è questo che interessa a livello 12 ha denominazione "URAGANO" e equivale a 64 nodi e oltre... equivalente a circa 120 km/h. Benissimo ipotiziamo che anche se uragano inteso come noi siamo abituati a intenderlo in riferimento a quelli che avvengono in altre aree del mondo, ma parliamo di uragano inteso come forza di vento, beh, senz'altro in qualsiasi condizione e situazione, ti posso assolutamente assicurare che se il vento era di quella intensità per la prima avresti avuto difficoltà a camminare e stare in piedi (a me è successo ti assicuro che ho rischiato di finire per terra... e ci sono andata per lavoro) per secondo avrebbero dal comando di bordo disposto dei Bad Weather Notices che partono dallo Staff Captain su ordine del Comandante e non solo prevedono la chiusura dei ponti esterni, ma il ricovero dei lettini e accessori dei ponti esterni, il rizzaggio di qualsiasi cosa per evitare incidenti compreso giù in macchina, oltre che nei ristoranti, negozi di bordo, aree pubbliche e cucine...
    Ora se ci fosse stato un vento così forte, per primo conto i ponti esterni sarebbero stati offlimits, secondo avventurarsi al ponte 14 non sarebbe stato neanche un gesto da fare, in quanto in caso di forte vento sono sospese qualsiasi attività di manutenzione della nave che coinvolgano personale, proprio perchè troppo pericoloso, quindi se si interrompono le normali attività di bordo significa che è necessario e che i passeggeri si presume che stiano all'interno.
    Insomma non è raro trovare comunque un vento simile, anche in Mediterraneo d'inverno, specialmente zona Golfo del Leone e tratto di mare tra Tunisia e Spagna a sud-ovest della Sardegna nel momento in cui questa non offre più riparo...
    Il mio consiglio per evitare comunque figure non proprio esemplari è di non avventurarsi quando le condizioni non lo consentono. Si può godere della vista del mare agitato e del vento sul mare anche all'interno di un salone, anche perchè mi chiedo se non si può fare fotografie in quanto non si possono facilmente tenere posizioni che ci aiutano a mantenere ferma l'immagine o la ripresa, perchè andarci????

    Se qualcuno è scoperto al di fuori viene semplicemente invitato dai Security a rientrare e se c'è bisogno di utilizzare la forza è meglio che lo facciano quelli che fanno parte di quel dipartimento per evitare problemi di sorta varia...


    Questo è!

  9. #9
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    Re: Quando "Earl" scompiglia i nostri piani

    Serena, conosco le procedure di cui parli per averle sentite raccontare nei libri del comandante Bautier e del comandante Palombo (autore di una performance incredibile: ha tenuto una nave lontana dalla banchina in un piccolo porto mentre imperversava un uragano), ma non le ho mai viste applicare..

    Ho incontrato tempeste con grande vento (120 km/h? Non ricordo bene in realtà.. ma in ogni caso relativo alla nave in moto ndr) con la Costa Europa (lì 'solo' 70 km/h) e con la Costa Victoria (in Atlantico)..
    Non c'erano divieti, quindi evidentemente le condizioni erano meno proibitive di quelle che racconti tu, e con grandissimo piacere mi sono portato (anche di notte ndr) sia in prua al ponte più alto che in quello di passeggiata al livello delle lance, ed è stata una bellissima esperienza..
    In entrambi i casi nella zona veramente investita dal vento non ce l'ho fatta ad avanzare fino alla prua (tosto!!) ma sono stato 'colpito' dalla salsedine e dalle gocce d'acqua, poi in Atlantico vedere quelle onde dal ponte barche, sentire muggire il mare..
    Eravamo in pochi a 'cercare' quella esperienza (in un caso solo io) ma ti assicuro che ha un fascino enorme..
    Certamente, per carattere, non avrei mai contraddetto nessuna legge, e per attidutine personale non mi sarei comunque mai messo in una situazione di pericolo (tanto pollo non sono), non fosse altro per non coinvolgere altri che dovevano aiutarmi..

    Ma il fascino della cosa non posso non capirlo..

    Un salutone!!
    Manlio

  10. #10

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    Re: Quando "Earl" scompiglia i nostri piani

    Concordo in pieno con quanto rappresentato da Manlio.
    Le sensazioni e le emozioni che a bordo di una nave il mare agitato può offrire (per chi non lo soffre evidentemente), sono difficili da descrivere.
    Ma ancor più "stuzicanti", per quanto a volte con un pizzico di temerarietà, lo sono quelle vissute sui ponti esterni.
    In diverse occasioni su unità di piccola stazza quali Bolero, Flamenco, Azur (Festival), Melody, Rhapsody (MSC), ho avuto l'opportunità ed il piacere di vivere la "furia del mare".
    Sarà che anche nel mio caso le condizioni non fossero estreme e tali da interdire l'accesso ai ponti esterni e sinceramente non mi sono mai preoccupato di accertare i parametri della forza del vento, ma posso assicurare che le difficoltà a stare in piedi erano davvero notevoli.
    Ma impagabile è il piacere dell' "armonia" data dall'infrangersi delle onde sullo scafo, sempre uguali e sempre diverse, mentre nel suo procedere la nave solleva nuvole nebulizzate d'acqua.
    Credo che vivere scenari di questo genere in ruoli così diversi sia la ragione per cui Serena non condivida questi "piaceri".
    "It isn't that life ashore is distasteful to me. But life at sea is better."
    Sir Francis Drake

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