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Discussione: Fincantieri poco competitiva?

  1. #1
    Moderatore Globale L'avatar di marco
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    Fincantieri poco competitiva?

    Vi riporto per sommi capi il contenuto di un articolo apparso su http://www.informare.it.
    Leggete e ditemi nella parte segnata in grassetto “Piuttosto Fincantieri deve chiedere al governo che adotti misure politiche per aiutare l'azienda e il sistema industriale nazionale a recuperare competitività.” cosa l’autore dell’articolo intenda dicendo ciò, cioè cosa potrebbe secondo lui fare concretamente il Governo di diverso da dare una mano a una sua azienda perché utilizzi il lavoro italiano a 40 euro l’ora invece che quello straniero a 2

    La sindrome di Marchionne contagia l'amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono

    Sale in questi giorni la febbre delle polemiche innescate dalla dichiarazione dell'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, convinto che i risultati della casa automobilistica di Torino sarebbero migliori senza l'apporto economico degli stabilimenti italiani del gruppo.

    La “sindrome” di Marchionne ha infettato Giuseppe Bono, l'amministratore delegato del gruppo navalmeccanico italiano Fincantieri. Rilasciando un'intervista a Francesco Ferrari de “Il Secolo XIX”, Bono ha detto che Marchionne «ha posto problemi reali, rispetto ai quali il Paese ancora una volta sta sfuggendo». «Marchionne - ha spiegato - è nella mia stessa situazione: se in Italia non esistono le condizioni per essere competitivi, la colpa non sarà mica nostra! Cosa dovrei fare, chiedere aiuto al governo?».

    Forse Bono dimentica, ma sarà bene ricordarglielo, che il governo è il suo azionista: Fincantieri è di proprietà dello Stato attraverso Fintecna, società controllata dal ministero dell'Economia e delle Finanze.

    L'amministratore delegato di Fincantieri ha precisato: «a parte il fatto che il governo i soldi non li ha, ma vi pare morale che io chieda quattrini ai contribuenti per fare navi da crociera, per portare a spasso i turisti per il mondo? I soldi devo chiederli al mercato, non allo Stato».

    Marchionne cura gli interessi di un'azienda privata e il suo primo obiettivo è di remunerare gli azionisti. Bono, invece, guida un'azienda pubblica e dovrebbe salvaguardare l'interesse dello Stato non solo dal punto di vista patrimoniale, ma anche preservando lavoro e know-how, a meno che questi ultimi non costituiscano più un valore nazionale.

    Fincantieri, attraverso le parole di Bono, ricambia d'un abisso d'ingratitudine una madre che l'ha concepita, svezzata, cresciuta e protetta anche in età adulta. Bono non deve chiedere allo Stato i soldi per costruire navi da crociera, ma non può far finta che l'azienda non li abbia ricevuti da quella mano per le sue costruzioni di navi militari, ma anche commerciali. Piuttosto Fincantieri deve chiedere al governo che adotti misure politiche per aiutare l'azienda e il sistema industriale nazionale a recuperare competitività.

    Se è bene che lo sfogo di Marchionne non diventi un ritornello per manager incapaci di affrontare una crisi, è addirittura inconcepibile che diventi lo slogan di un dirigente di una storica azienda pubblica. Quindi auspichiamo che il malessere temporaneo dell'amministratore delegato di Fincantieri non si cronicizzi inducendolo a dismettere giacca e cravatta per indossare uno sciupato golfino blu. Confidiamo, anzi, in una sua pronta guarigione.

    Fonte: tratto da un articolo apparso su http://www.informare.it
    Chi fosse interessato a leggere l’articolo nella sua interezza, può farlo cliccando su questo indirizzo: http://www.informare.it/news/gennews/2010/20101830.asp

  2. #2
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    Re: Fincantieri poco competitiva?

    Ma diciamo che per anni la Fincantieri ha avuto consegne e commesse garantite, attualmente si sta registrando un leggero calo delle commesse rispetto a due/quattro anni fa....
    Staremo a vedere cosa accadra'.

    Parlando di manodopera.... sta di fatto che avevano fatto vedere qualche tempo fa in una trasmissione su Raitre in occasione di una costruzione P&O credo a Monfalcone o Marghera (penso 2007) come comunque veniva impiegata manodopera slovena, croata e dell'est diciamo un pochino piu' economica.... soprattutto alla luce della....Luna!

  3. #3
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    Re: Fincantieri poco competitiva?

    Per perdere delle commesse importati tipo quella di NCL c’è qualcosa che non va!

  4. #4
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    Re: Fincantieri poco competitiva?

    che chiudano, insieme a Fiat e compagnia bella !!!!
    Vadano a costruire nello Zimbawe e lascino i contributi statali ed Europei ad altri !!!!!!


    Qui è la vecchia storia che questi signori vogliono la botte piena, la moglie ubriaca e l' amante sempre disponibile !!!!

  5. #5
    Moderatore Globale L'avatar di marco
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    Re: Fincantieri poco competitiva?

    E i dipendenti italiani vanno a spasso Mauro?

    E' vero che su questa storia del dire se non mi aiuti lascio a casa un milione di persone c'abbiano marciato, e parecchio anche (motivo per cui sarebbe meglio avere 100.000 aziende da 10 dipendenti che il contrario).

    Ma qui non si tratta di dire posso pagare 800 euro invece che 1.300 grazie chessò alle cooperative, o al lavoro degli extracomunitari grazie al quale ci sono privilegi fiscali.

    Qui è il fatto che non puoi competere con stipendi di livello centinaia d'euro con stipendi a livello decine d'euro.

    E lo Stato dovrebbe fare qualcosa, cosa? Boh? aiuti come ha sempre fatto? Dazi doganali? Una cosa è certa, così non so quanto andrà avanti ...

  6. #6
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    Re: Fincantieri poco competitiva?

    Citazione Originariamente Scritto da marco
    E i dipendenti italiani vanno a spasso Mauro?

    E' vero che su questa storia del dire se non mi aiuti lascio a casa un milione di persone c'abbiano marciato, e parecchio anche (motivo per cui sarebbe meglio avere 100.000 aziende da 10 dipendenti che il contrario).

    Ma qui non si tratta di dire posso pagare 800 euro invece che 1.300 grazie chessò alle cooperative, o al lavoro degli extracomunitari grazie al quale ci sono privilegi fiscali.

    Qui è il fatto che non puoi competere con stipendi di livello centinaia d'euro con stipendi a livello decine d'euro.

    E lo Stato dovrebbe fare qualcosa, cosa? Boh? aiuti come ha sempre fatto? Dazi doganali? Una cosa è certa, così non so quanto andrà avanti ...
    Come non quotarti!

  7. #7

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    Re: Fincantieri poco competitiva?

    Citazione Originariamente Scritto da marco
    Vi riporto per sommi capi il contenuto di un articolo apparso su http://www.informare.it.
    Leggete e ditemi nella parte segnata in grassetto “Piuttosto Fincantieri deve chiedere al governo che adotti misure politiche per aiutare l'azienda e il sistema industriale nazionale a recuperare competitività.” cosa l’autore dell’articolo intenda dicendo ciò, cioè cosa potrebbe secondo lui fare concretamente il Governo di diverso da dare una mano a una sua azienda perché utilizzi il lavoro italiano a 40 euro l’ora invece che quello straniero a 2
    Il problema, purtroppo, credo sia a livello europeo, in quanto ritengo la cantieristica navale (e non mi riferisco al solo comparto navi da crociere) del vecchio Continente in generale, ormai "alla canna del gas".
    Il settore, sempre a livello Europeo, tra licenziamenti di lavoratori ed ammortizzatori vari, ha ridotto drasticamente e/o "riconvertito" la propria forza lavoro, investendo in altri settori.
    Ne sono esempio i cantieri tedeschi del gruppo Thyssen, passati a produrre componenti per parchi eolici offshore e la stessa Fincantieri, pur restando in ambito navale, lanciatasi nella produzione di megayacht.
    Alcuni cantieri Europei risultano privi di commesse o con ordini a scadenza 2011.
    Quali le cause di tutto ciò ?
    La crisi economica mondiale che inevitabilmente sta conducendo al "passo del gambero", con evidenti tagli agli ordini di nuove navi, aiutata dai mercati emergenti, con la loro inarrestabile e forte crescita, quali cinesi, giapponesi e sudcoreani.
    Sono infatti i cantieri di questi paesi che stanno conquistando a passi da gigante la costruzione di navi cargo portacontainer e petroliere.
    L'Europa, limitatamente a questo settore (per ora), è sconfitta.
    Non tanto per la differenza (anche se influente, ma non determinante) dei costi della manodopera, quanto per la maggiore flessibilità con conseguente minore conflittualità ed apertura al dialogo, per l'impiantistica di livello superiore, per una maggiore capacità produttiva, sempre più in crescita.
    Sopravvivono i mercati Europei del settore navale grazie alle navi da crociera (ma chissà fino a quando ?), le unità militari ed i traghetti, ma, in assenza di forti politiche di sostegno coordinate e portate avanti dall' UE e non affidate ai singoli paesi, anche in questi campi si preannunciano sconfitte.
    "It isn't that life ashore is distasteful to me. But life at sea is better."
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  8. #8

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    Re: Fincantieri poco competitiva?

    Ecco alcuni motivi che stanno determinando la crisi generalizzata dei Cantieri Navali del nostro paese, mirabilmente espressa nell'analisi dell'articolo che segue.


    "La crisi Fincantieri? Un problema di mercato spiega l’azienda nel suo piano di riorganizzazione. Ed è senz’altro vero visto che dal 2001 al 2004 si ordinava una media di 12,5 navi da crociera l’anno, mentre oggi sono circa la metà. Ma questa è solo una parte della verità. Se devi sfamare molte bocche, il fatto che la torta sia piccola è senz’altro un problema. Ma lo è anche il fatto che gli altri - i rivali europei e non solo - della torta in questione puntino ad accaparrarsene una fetta sempre più grande. E ci riescano.

    Se negli anni passati il gruppo italiano si aggiudicava una quota di circa il 40% e oltre degli ordinativi mondiali cruise in termini di stazza lorda compensata - l’unità di misura che tiene conto non solo del tonnellaggio ma anche della complessità delle unità costruite, e quindi la forza lavoro impiegata - nel 2011 la quota si è ridotta al 35%. Troppo poco per il gruppo che ha più dipendenti di tutti. E tra i cantieri che corrono per aggiudicarsi questo mercato fondamentale, è spuntato anche un gruppo giapponese, Mitsubishi. Le navi che Aida (gruppo Carnival) ha ordinato nel Sol Levante costeranno all’armatore 200.000 dollari per posto letto, contro i 260.000 dollari per le navi ordinate negli anni passati in Germania. E quindi c’è un primo punto: la concorrenza sul prezzo dei cantieri asiatici. Ma è solo una parte del problema e, forse, qualcosa si può imparare anche da quello che fanno i “rivali” tedeschi. A prescindere dal problema del sistema di finanziamento agli armatori che, al momento, è senz’altro una delle maggiori difficoltà per il nostro Paese.

    Uno dei punti caratterizzanti la strategia Fincantieri degli ultimi dieci anni è stato il sodalizio con Carnival. È stato, questo, la fortuna del gruppo italiano per anni: poter contare su un rapporto privilegiato con il primo armatore mondiale ha garantito un’alluvione di commesse. Ma vale ancora questa regola? Viene da chiedersi se non sia stato un errore guardando, ad esempio, al fatto che i cantieri tedeschi di Meyer Werft costruiscono navi per Rccl ma anche per la stessa Carnival, così come ne hanno costruiti per Ncl. Certo, nel portafoglio Fincantieri non c’è stato solo Carnival - le navi della Oceania sono un esempio, così come ordini sono arrivati da Disney, Silversea e Cunard - ma sono realtà molto più piccole e certo ha pesato la prevalenza di Carnival. Quando si dice “pesato” si intende che almeno un grande armatore negli anni passati - la Msc di Aponte - ha avuto un’accoglienza freddina, sino alla decisione di ordinare le navi in Francia, perché Carnival non gradiva che si costruisse negli stabilimenti italiani navi per un diretto concorrente di Costa. Eppure i tedeschi di Meyer Werft costruiscono navi sia per Rccl che per Carnival, cioé per i due maggiori operatori mondiali. Allo stesso tempo, se il gruppo Carnival si rivolge a diversi cantieri, perché Fincantieri non può invece servire diversi clienti?
    Poi c’è anche il problema di dove e come queste navi si costruiscono. Il caso di Sestri è emblematico: lo stabilimento è tagliato in due dalla ferrovia e il piano per la sua ricollocazione è stato approvato - anche per responsabilità decennali delle istituzioni - solo l’anno scorso. A Papenburg, in Germania, Meyer Werft non ha di questi problemi perché, nel 1975, l’intero stabilimento è stato spostato dal centro alla periferia della città e, ora, può contare su due maxi-bacini, uno da 370 metri di lunghezza, l’altro di 504 costruito nel 2002 e allargato nel 2008. L’obiezione, comprensibile, è che sulle coste italiane molto abitate è più difficile operare questi trasferimenti. Altre cose però si possono fare senza grandi sforzi. La copertura dei bacini, ad esempio: in Germania si costruisce sotto un tetto, con cattivo e buono tempo. In Italia ci si affida al clima clemente e, francamente, non è proprio una garanzia."

    Tratto da "Shipping online" in data odierna.
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  9. #9
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    Re: Fincantieri poco competitiva?

    Questo articolo dice tutto.. grazie Fiore..
    In italia le strutture hanno sempre qualcosa in meno degli altri paesi che si innovano sempre !
    Leggiamo di cantieri enormi, trasferiti, bacini enormi (adeguati alla costuzioni di mega navi), tetti per lavorare bene e al chiuso ecc..

    "in Germania si costruisce sotto un tetto, con cattivo e buono tempo. In Italia ci si affida al clima clemente e, francamente, non è proprio una garanzia"

    Già solo questa frase fa capire tanto.. se ci fossero più ordini di navi in quanto tempo vengono completati se bisogna aspettare anche che non piova visto che ora le navi sono enormii ! Come diceva Serena per certi aspetti il tempo influisce e come in un cantiere..

    Poi come mai all'estero si costuisce per compagnie "rivali" e in Italia no?
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  10. #10
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    Re: Fincantieri poco competitiva?

    Un paradosso quello di Fincantieri...
    D'altrocanto se Costa non vuole piu' costruire al momento o la Corporation in toto considerando tutte le Sue compagnie... non si puo' obbligarla a farlo.
    Nell'altro punto di vista Fincantieri e' in crisi, si sa, ma anche il settore crocieristico non sta attraversando un gran periodo florido, quindi, e' naturale che le costruzioni vengano rimandate a tempi migliori. Ma se Fincantieri e' un cantiere... perche' non accetta o non si fa avanti per la costruzione di altri tipi di navi?
    O forse ci mangiano in troppi con la costruzione di una nave da crociera, piuttosto che un'altra unita'????

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