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Discussione: Riflessioni sul mercato delle navi da crociera

  1. #31
    Reporters L'avatar di Vale
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    Re: Riflessioni sul mercato delle navi da crociera

    Citazione Originariamente Scritto da Ro*
    Ai miei amici su Costa dico , ritornerò anche da voi, mica mi voglio far declassare a Pearl ora che sono Gold
    Quindi tre crociere Costa nel giro di tre anni.... buon mare RO
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    Il mare non ha paese nemmeno lui, ed e' di tutti quelli che lo sanno ascoltare.

  2. #32
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    Re: Riflessioni sul mercato delle navi da crociera

    Citazione Originariamente Scritto da Vale
    Sicuramente Ro, se consideriamo l'opportunità di imparare un'altra lingua oltra la nostra è sicuramente un fatto da non scartare a priori, così come il fatto di provare cose nuove e nuove abitudini è sicuramente interessante, ma io penso a quelle persone che si ammazzano di fatica durante tutto l'anno e aspettano con ansia di GODERSI qualche giorno di meritato relax o comunque in totale libertà mentale e comprendo la loro indifferenza al seppur interessante desiderio di nuove conoscenze linguistiche. La cosa primaria è staccare dalla monotonia giornaliera del posto di lavoro sentendosi il più possibile coccolati e capiti, quindi un personale più avvezzo con i propri modi di fare , alimentari e non, e con , sopratutto, la propria lingua sia preferibile.
    Condivido la tua riflessione, dopo un anno di lavoro staccare la spina è necessario senza avere problemi linguistici o di comprensione.


    Come fanno le nostre fotte, che si impegnano per gli stranieri, ci vorrebbe della reciprocità daparte delle flotte straniere verso gli italiani!

  3. #33
    Moderatore Globale L'avatar di marco
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    Re: Riflessioni sul mercato delle navi da crociera

    Citazione Originariamente Scritto da cokj72_OtS
    Io sono fiero di essere Italiano, ma in vacanza preferisco non essere circondato dai miei "compaesani".
    Secondo me pensi il contrario della maggior parte delle persone: se i connazionali in patria si ignorano all'estero si cercano.
    La mia agente di viaggi al ritorno da ogni crociera mi telefona per chiedere com'è andata, io le racconto la rava e la fava ma alla fin fine le stesse domande che da una vita mi fa sono: come ho mangiato e quali nazionalità ho trovato.
    Perchè la gente chiede soprattutto di trovare italiani in nave, evidentemente per sentirsi maggiormente in un clima familiare (anche se a casa con la stessa gente ci si accoltellerebbe).
    Quindi difficilmente un italiano, se prenota una crociera ai Caraibi o a lungo raggio, si rivolge a compagnie diverse dalla propria, perchè lì troverà la maggior parte di italiani a bordo.

    E poi c'è il marchio impresso nella mente, quello non lo toglie nessuno, è un grandissimo valore: lo dimostra il fatto di quanti soldi deve aver sborsato Carnival per comprare un marchio "italiano" quando avrebbe potuto cotruire le proprie navi con marchio Carnival ma incentrate sull'italianità del servizio. Il marchio è tutto: "no logo" docet!

    Concordo infine col pensiero di Ro: sapere le lingue è un valore aggiunto ... e se c'è l'opportunità di mettersi alla prova e allenarsi un po' con l'inglese tanto meglio!

  4. #34
    Amministratore L'avatar di Ro*
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    Re: Riflessioni sul mercato delle navi da crociera

    Comunque portando la mia esperienza su Royal del mese scorso, posso assolutamente dire che a bordo l'assistenza in italiano non è mancata.
    Intendo assistenza di base, inoltre aggiungo una cosa, per caso un pomeriggio ho incontrato a bordo un tecnico, che sentendoci parlare italiano s'è fermato a salutare. era in tuta bianca, ci ha chiesto come ci trovavamo e ha aggiunto "segnatevi il mio numero di telefono se aveste bisogno di me per qualunque cosa sono a disposizione". Gentile no?
    Marta l'ambasciatrice internazionale è di Roma e fin dal primo giorno ci ha fornito il suo numero di telefono interno, ha detto di non esitare per qualunque necessità.
    I menù al ristorante erano anche in italiano come il compass.
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  5. #35
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    Re: Riflessioni sul mercato delle navi da crociera

    Verto Ro , sicuramente l'assistenza non manca, ma quel senso di Italinità, come dice Marco, che quando passi per una sala della nave senti parlare Italiano dalla maggior parte degli ospiti, quella ti manca, almeno per me, inutile dire il contrario. Anche se qualche connazionale a volte ti fa imbucare la testa sotto terra come gli struzzi dalla vergogna.
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    Il mare non ha paese nemmeno lui, ed e' di tutti quelli che lo sanno ascoltare.

  6. #36

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    Re: Riflessioni sul mercato delle navi da crociera

    Citazione Originariamente Scritto da Ro*
    Ai miei amici su Costa dico , ritornerò anche da voi, mica mi voglio far declassare a Pearl ora che sono Gold
    Allora datti da fare


    Interessante questa discussione

    Io per ora sono azzoppato dai miei genitori (e credo che lo sarò fino ai 21 o 25 anni, visto che le compagnie americane hanno questi limiti di età per i viaggiatori single), però mi piacerebbe molto provare una crociera su una nave straniera, anche perché mi piace molto sentire parlare nelle altre lingue Per questo su Costa (dove le lingue ufficiali sono molteplici) seguo le conferenze anche nelle altre lingue e mi "arrabbio" se a volte si contrappongono negli orari

    Credo che nel 2014 farò una crociera in Alaska con il mio amico Matteo, lui avendo 10 anni più di me mi risolverà il problema dell' età
    Eugenio

  7. #37
    Moderatore Globale L'avatar di marco
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    Re: Riflessioni sul mercato delle navi da crociera

    Citazione Originariamente Scritto da Vale
    Verto Ro , sicuramente l'assistenza non manca, ma quel senso di Italinità, come dice Marco, che quando passi per una sala della nave senti parlare Italiano dalla maggior parte degli ospiti, quella ti manca, almeno per me, inutile dire il contrario.
    Però Vale c'è da dire una cosa: una crociera settimanale Royal che parte da Genova e Civitavecchia avrà molti stranieri, ma secondo me ha anche tanti italiani.
    La gente che inizia a conoscere bene questo mondo inizia ad esserci, e non si ferma a Costa e Msc.
    E qua parlo di Royal nel Mediterraneo, cioè intenzionata a strappare clientela itaiana a Costa e Msc.
    Se parliamo di altre compagnie in altre aree (come può essere Cunard in nord europa) il discorso cade: sono pochi gli italiani che prenoterebbero questo tipo di crociera, proprio per la mancanza di compagni connazionali e in qualche senso di assistenza in lingua.
    E forse cade anche se parliamo di una compagnia "italiana" operante per il mercato straniero, vedi le navi costa ai Caraibi con itinerario americano o la nave del nord Europa in partenza da Kiel ... è sempre un po' sottotono rispetto alle altre proposte della stessa compagnia ...

  8. #38
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    Re: Riflessioni sul mercato delle navi da crociera

    Per quanto concerne Costa nel Nord Europa non è così, come al solito gli italiani erano molto più della metà dei passeggeri!

    Non c’era alcuna differenza con la crociera fatta nel mese precedente nel Mediterraneo, anzi ho notato tra l’equipaggio un maggiore numero di italiani (in proporzione alla crociera di luglio) .

  9. #39
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    Re: Riflessioni sul mercato delle navi da crociera

    RCCL e gli altri propongono crociere in Mediterraneo. Chi vuole prenota chi non vuole sale su qualche altra nave...
    Se dovessero contare sul far concorrenza a Costa per il discorso pax italiani a grandi numeri, con l'andazzo che c'è, starebbero freschi!!!!

  10. #40
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    Re: Riflessioni sul mercato delle navi da crociera

    Ho un paio di domande che mi frullano per la testa ...:

    Su quali itinerari Costa & MSC non ragiungono il "quorum" cioè almeno il 50% di crocieristi Italiani a bordo?

    Su quali itinerari le altre compagnie (e quali) raggiungono almeno il 5% di crocieristi Italiani?


    In un anno solare quant' è la percentuale di crocieristi Italiani e la percentuale dei passeggeri non-Italiani (magari divisa pe nazionalità) di Costa & MSC?

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