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Discussione: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

  1. #131
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    ...
    Daniela
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  2. #132
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    ...
    Daniela
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  3. #133
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    .....
    Daniela
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  4. #134
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    ARUBA (ANTILLE OLANDESI - Mar dei Caraibi).
    - Aruba è sicuramente se non la più piccola, una delle più piccole isole che formano l'arcipelago delle Antille olandesi che, insieme a tutte le altre isole maggiori o minori,
    formano l'importante sistema di territori conosciuto come "i Caraibi"; Caribe per chi ama
    la lingua spagnola.
    Piccola, piatta e ventosa poichè non ha rilievi montuosi che la proteggano dai venti atlantici dominanti. La sua collina più alta non supera infatti i 60 metri.
    La vegetazione locale risente di questa condizione di "piattezza". Infatti notiamo fin
    dal nostro ingresso nel porto una formazione di sabbia, una "secca" sabbiosa in sostanza, sulla quale spicca un'unica grande mangrovia che si sviluppa orizzontalmente, lottando per non essere estirpata dai venti. Francamente fa tenerezza ed ammirazione allo stesso tempo chissà da quanti anni, se non da secoli conduce la sua lotta per sopravvivere.
    Il porto di Aruba non differisce gran che dagli altri che abbiamo già visitati. Piccolo, accogliente, colorato, allegro. Un bel cocktail di accoglienza e di varietà umana. Infatti, scesi a terra, troviamo la ormai consueta " band" di marimbe ed altri strumenti musicali tipici del Caribe: allegri, rumorosi ed armoniosi al tempo stesso, invitano naturalmente ad accennare qualche passo di danza ed a creare la giusta atmosfera. Le premesse ci paiono allettanti.
    In effetti la prima nota positiva arriva immediatamente: all'uscita dalla piccola stazione marittima si può scegliere fra i normalissimi taxi stradali, sempre pronti a "catturare" l'attenzione ed il favore dei croceristi e la simpatica alternativa di "bateaux-taxi", ossia
    taxi del mare; delle lance a motore piuttosto veloci che in circa venti minuti ci scaricano
    su una spiaggia da sogno, degna della migliore scenografia da film. Palme da cocco per
    ogni dove, moltissime delle quali ancora con i loro frutti attaccati in evidente stati di avanzata maturazione. Gazebi ricoperti da foglie di palma; lettini multicolori, ordinati secondo la colorazione dello stabilimento, proprio come in Italia, con la sola non trascurabile differenza della sabbia molto fine e di un bianco abbagliante, nonchè della
    presenza gradevolissima delle palme fino quasi alla battigia, all'ombra delle quali i lettini,
    ancora parzialmente vuoti, promettono allettanti relax ed anche qualche sonnellino.
    Ci fiondiamo sui lettini appena descritti, scegliendo quelli che godono del miglior favore
    del riparo del fogliame a protezione di un sole che spacca le pietre ed arroventa l'aria, ma soprattutto brucia la pelle con terribili ustioni.
    Per fortuna che il vento, gradevolissimo, attenua la durezza del calore ed anzi offre un
    massaggio talmente piacevole che, se non temessi di essere volgare, non esiterei a definire "una figata". Il resto della giornata, fino al ritorno a bordo, sempre con taxi-boat che ci offre una gradita variante: invece di portarci direttamente alla nave, ci fa fare un lungo giro nell'insenatura opposta al porto dove possiamo ammirare una inaspettata rassegna di deliziose visioni caraibiche, ancor più belle se viste dal mare.
    trascorre fra continui bagni ristoratori e rilassanti "schienate" sui lettini. Proprio come la
    famosa canzone "ma se ghe pensu" fa sognare.
    La partenza di Deliziosa è prevista per le 17. Viene quasi naturale imprecare perchè ci sottrae ben 30 minuti di tanta delizia. Sembrano pochi, ma anche 30 minuti contano in
    un contesto piacevole come questo. Pazienza, tutte le cose belle durano poco.
    Domani ci aspetta la leggendaria città di Cartaghena in Colombia. Ci consola tanta allettante aspettativa dalla quale speriamo non essere delusi. Però Aruba, che sogno troppo beve!
    Daniela
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  5. #135
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    . CARTAGHENA - Colombia (Mar dei Caraibi).

    - Questa leggendaria città ci era stata descritta da chi l'aveva visitata e...vissuta in più occasioni. Il pericolo, come sempre, è che quando ci si aspetta troppo, si rischia di essere
    delusi. Infatti Cartaghena, insieme con Maracaibo, Vera Cruz e tante altre località caraibiche che non è qui il caso di ricordare, hanno eccitato la fervida fantasia di tanti giovani, io fra quelli, assatanati di letture salgariane, di gesta eroiche di bucanieri e di
    personaggi intriganti come i Corsari di vario colore, fino alla leggendaria "Jolanda" la
    foglia del Corsaro Nero. Ora, forse un po' tardivamente, ecco che Cartaghena appare finalmente davanti ai miei occhi.
    Il porto è situato nell'ambito di un estuario fluviale molto esteso. L'accesso portuale è purtroppo afflitto da numerosi bassi fondali che per scafi di elevato"pescaggio" costituiscono delle vere e proprie insidie. Il percorso riservato a queste grosse unità è pertanto accuratamente segnalato, come avviene in tantissimi altri porti nel mondo, da mede di segnalazione rosse e verdi. Sono delle corsie di percorrenza da osservare scrupolosamente se si vogliono evitare guai.
    L'impatto con Cartaghena nel suo water-front è veramente affascinante. Sulla sinistra entrando si eleva, bianchissima, tutta la parte nuova della città costruita sopra un'isola
    collegata con la terraferma solo successivamente tramite un avveniristico ponte. A tutta
    prima viene immediato e spontaneo il paragone con Manhattan a New York e non è affatto
    un'esagerazione, tanti sono i grattaceli che si presentano in sequenza ordinata ed armoniosa, tutti bianchissimi. Un'ordinatissima teoria di edifici bianchissimi, simili a canne d'organo che non violentano, anzi valorizzano l'ambiente circostante.
    Dal lato opposto della baia si stende la città vecchia, ricchissima di storia e di sanguinose battaglie che praticamente si sono susseguite, senza troppe interruzioni dall'epoca della sua fondazione nel 1533.
    Sulla sinistra, entrando nello specchio d'acqua portuale, sfiliamo davanti ad un possente
    forte seicentesco di forma semicircolare e bassissimo sul livello del mare. Viene naturale
    osservare che, attraverso le sue grandi feritoie che quasi lambiscono l'acqua le bocche
    da fuoco dell'epoca potevano vomitare micidiali salve di palle sulle navi che avessero osato entrare nel loro raggio d'azione, senza praticamente alcun pericolo di essere a loro
    volta colpite data la favorevole posizione difensiva occupata. Si può ben dire un autentico capolavoro di strategia militare marittima. Verremo poi a conoscenza, visitando la città,
    che proprio tale fortificazione consenti' ai difensori della città, appartenente alla corona
    di Spagna, di infliggere una durissima sconfitta ad una strapotente flotta inglese che con
    esagerata superiorità numerica cercava di conquistarla. L'ammiraglio inglese che comandava la flotta assalitrice, nonostante un rapporto di superiorità di cinque a uno, sui
    difensori spagnoli, dovette battere in ritirata, lasciando sul campo quasi tutte le proprie navi e migliaia di bucanieri morti. Di tutto questo rimane traccia nella storia attraverso le numerose lapidi che si trovano nella città vecchia e lungo gli affascinanti bastioni, splendidamente conservati che la delimitano ed ancora sembrano difenderla verso la spiaggia.
    Ciò che maggiormente colpisce della città vecchia è la straordinaria capacità di conservazione dei suoi caratteri urbanistici originari. Qui tutto parla di conquistadores, di
    mercanti di schiavi, di sofferenze delle popolazioni autoctone sotto il giogo dei colonialisti.
    Ma tutto parla anche della voglia di riscatto, della venerazione per Simon Bolivar che dalla
    vicina Bolivia combattè in Cartaghena la sua battaglia di libertà, spargendo il suo seme di
    "libertador", meritandosi il consenso di migliaia di seguaci campesinos diseredati e calpestati dai potenti di Spagna; martirtizzati ed arsi sui roghi dal S.Uffizio, nominato dalla chiesa cattolioca, sostenitrice come sempre della Corona di Spagna e qui imperversante,
    non meno che in Europa.
    Ci accolgono, a brevissima distanza dal porto, stradine degne delle migliori scenografie di
    film d'avventura e di spionaggio. Colori intensi, profumi di frutta che troneggia sulle onnipresenti bancarelle, venditori di acqua e di bibite dai colori improbabili ed affatto
    invitanti. Nell'architettura delle case, un sapiente mix di legno e muratura antica. Arditi
    bowindows e balconi fioritissimi sporgono dalle facciate dipinte a tinte forti, ma non disarmoniche; portoni e portoncini importanti, con bellissimi battacchi artistici sembrano
    voler partecipare ad un concorso di bellezza per portali. Quelli aperti o socchiusi lasciano
    intravvedere magnifici "patios" da far invidia a quelli di Siviglia, universalmente noti per la loro bellezza.
    E veniamo alla popolazione:
    Fin dalla discesa dalla nostra nave si è subito capito che, contrariamente a quanto ci
    è capitato a Curacao e ad Aruba, i nativi, in prevalenza creoli, ossia di pelle ambrato
    scuro, cvi avrebbero fortemente "pressato" per piazzarci ogni sorta di merce. I venditori di qualsiasi mercanzia ti assalgono, ti stringono a frotte, accalcandosi intorno a te in gruppi
    sempre più folti ed assillanti. La loro insistenza è talmente fastidiosa che alla fine si fanno
    del male da soli. Nel senso che il turista, infastidito da tanto assedio, si chiude a riccio e
    tenta di seminarli. Tenta dicevo, perchè in effetti riesce sempre difficile riuscirci. Un consiglio, anzi due: primo ignorarli e non rispondere alle loro pressanti profferte, neppure
    per cortesia. Secondo, passare sempre vicino ai poliziotti, presenti numerosissimi nei due
    sessi ad ogni angolo di strada, nei giardini pubblici, all'interno dei luoghi di grande passaggio. Insomma dappertutto. Evidentemente quando il turista si avvicina al poliziotto
    la pressione dei venditori diminuisce e si riesce persino a seminarli. Si' perchè se si fa tanto di mostrare interesse per qualsiasi cosa ti offrano, sei perso. Ti seguono per centinaia di metri, in una pantomima di offerte decrescenti per la loro mercanzia che non
    si capisce se sia più divertente o fastidiosa. Forse entrambe le cose.
    Visitiamo il "museo dell'oro". Ci era stato caldamente consigliato. Raccoglie molti reperti
    di arte orafa precolombiana. Alcuni pezzi sono veramente di gran pregio e degni di lunga
    ammirata osservazione. Altri invece sono poco più che monili modesta fattura.
    Dappertutto nelle modeste sale in penombra si aggirano poliziotti in divisa ed un numero spropositato di "vigilantes" privati. E' difficile distinguere gli uni dagli altri. Li caratterizza un comune denominatore: sono davvero troppi. Penso con estrema pena al costo globale di tanto personale per la pubblica sicurezza, ma mi ravvedo subito. In fondo, non è questo il maggior paese al mondo per la produzione ed il commercio di cocaina? Ed il tasso di
    povertà ? Beh, ognuno guardi in casa propria ma qui non scherzano davvero.
    Ci sarebbe piaciuto visitare la Cattedrale che ci è stata descritta come molto bella ed
    interessante, soprattutto per la sua architettura barocco-spagnola e per la sua storia che
    sembra sia un concentrato della storia di questa città. Dall'esterno ci pare molto gradevole
    ed armoniosa. Purtroppo non è possibile visitare l'interno per lavori di restauro in corso e dobbiamo accontentarci di ammirarla dall'esterno; pazienza !
    Incontriamo, sulla via del ritorno, quindi già in ambito portuale, in fregio al ponte di collegamento di un piccolo canale due splendidi bronzei cavalli alati; due "Pegaso" in posa rampante sulle zampe posteriori. Devono avere una loro storia interessante. Non ci riesce di enuclearla, volendo, in assenza di una guida, evitare l'interessata spiegazione dei locali
    che, appena accenniamo a rallentare il passo, ci assalgono con le loro inevitabili offerte di
    ogni genere di mercanzia. Scattiamo qualche foto a...futura memoria, anche perché, se dovessimo fermarci, potremmo contemplare ben poco.
    Il ritorno a bordo ci fa passare obbligatoriamente attraverso il mercatino locale allestito nel
    padiglione in legno della stazione d'accoglienza.
    Banchi molto ordinati di merce d'ogni tipo attraggono l'interesse dei passanti. Prevalgono quelli della bijotteria, ispirata alla riproduzione a basso prezzo dei monili d'oro già visti durante la breve visita al museo. Le riproduzioni, alcune molto graziose, richiamano le forme dei simboli religioso-pagani emersi dagli scavi archeologici degli ultimi due secoli;
    almeno di quello che è rimasto dopo le devastazioni compiute dai "conquistadores" nel lungo periodo coloniale.
    Effettuiamo alcuni acquisti a scopo di "souvenir". In fondo tali oggetti sono belli ed originali; sicuramente non sono ancora arrivati da noi. Sicuramente perchè il loro commercio rende molto meno della coca.
    Rientriamo a bordo di Deliziosa, già pronta a salpare, con un rimpianto: Cartaghena meritava sicuramente più tempo ed anche un po' più di tranquillità per essere visitata più
    efficacemente. Peccato; forse una prossima volta, se ci sarà, andrà meglio. Almeno lo spero.
    In serata, dopo la partenza, puntuale come sempre e dopo la cena serale, ci raggiunge,
    ancora confusa ed incerta, la notizia della tragedia di Costa Concordia. Ci precipitiamo alle
    televisioni di bordo, nelle varie lingue. Non ne ricaviamo gran che data la differenza di fuso
    orario. Non riusciamo a realizzare appieno quello che è veramente successo. lo potremo mettere a fuoco meglio nel corso della notte, rincorrendo i notiziari nelle varie lingue, ma si
    profila fin da subito un disastro di grandi proporzioni. La prossima tappa sarà Puerto Limon nella Costa Rica, versante Atlantico. Vedremo.
    Daniela
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  6. #136
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    ..
    Daniela
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  7. #137
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    Tra poco....canale di Panama a quanto pare!!!!

    Matteo
    London, the sea, the ships and the cruises are my life!

  8. #138
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    si !!

    e dal canale di panama.. tante belle foto!!

    grazie Matteo!!
    Daniela
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  9. #139
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    Re: R: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    Stella, stiamo realizzando il navigammo giro del mondo 2012 inserendo di lato passi le web cam di quello 2013 in atto in questo momento.
    Le foto sono di Italo e Franca scattare lo scorso anno.

    Ps mi raccomando ragazzi condividete con fb e twitter questo interessante diario di crociera.

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    Rosalba Scarrone
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  10. #140
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    PUERTO LIMON (Costa Rica, sponda Altantica).

    - Non ci sarebbe gran che da raccontare su questa navigazione, se ieri, in tarda serata, non ci fosse franata addosso come una rovinosa slavina, la ridda di notizie relative al naufragio di Concordia. Un autentico biblico dramma del mare.
    Il tragico avvenimento ha cominciato a trapelare con difficoltà e, sia pure con molta riluttanza, qualche membro del nostro equipaggio comincia a fare delle deboli ammissioni, senza peraltro dare particolari sull'entità del disastro. Colgo una frase significativa: "è stato dato l'ordine di abbandono nave". Da questo capisco che deve trattarsi di un fatto assai grave.
    Infatti con il passar del tempo la dimensione del dramma assume contorni sempre più delineati, grazie anche ai comunicati ed ai servizi televisivi che anche a bordo di Deliziosa
    si rincorrono incessantemente; anche nelle diverse lingue europee presenti a bordo.
    La prima impressione che ne ricaviamo è che che, pur non potendo disconoscere evidenti molteplici errori umani, quello che emerge finora sia solo la punta di un enorme iceberg.
    I pareri, i giudizi, le cazzate di troppi personaggi autodefinitisi esperti, creano un marasma
    mediatico che sovente si trasforma in "liquame mediatico", sempre alla rincorsa della
    sensazionalità che, come tutti sanno, è una merce molto ricercata, facilmente vendibile e
    ad altissimo valore aggiunto: lo "scoop".
    Gestori, meglio tenutari, di questo immenso casino sono sicuramente i giornalisti sia quelli
    della carta stampata sia quelli delle diverse televisioni, italiane e straniere.
    Già perché, diciamolo francamente, la notizia più è sporca, puzzolente, imbarazzante, nauseabonda, più si vende bene e le tirature aumentano e lo share schizza verso l'alto, facendo cassa; molta, moltissima cassa. Quindi, al di là del dramma, come in quasi tutte le
    crisi, politiche, economiche e sociali, qualcuno ci rimette, purtroppo talvolta anche la vita;
    mentre altri, sempre presenti, anzi protagonisti, ci guadagnano ed anche moltissimo.
    Resta solo da vedere come verranno ripartite le responsabilità che via via emergeranno.
    Sicuramente, da uomo della strada, ma soprattutto da uomo di mare, sia pure non professionista, ritengo che il pesante pacchetto delle responsabilità debba essere ripartito
    fra molte persone, che loro piaccia o no.
    Troppo semplice gettare la croce sul solo "comandante Schettino". Non era la prima volta che Costa Concordia, ma tante altre navi da crociera, non soltanto della Costa, sfiorano le
    coste italiane, quelle francesi e quelle di tutte le coste europee nel discutibile intento di divertire sia i turisti imbarcati, sia e diciamolo finalmente, senza falsi pudori...nel discutibile
    anche se non dichiarato intento di suscitare interesse da parte degli osservatori da terra.
    Insomma, smettiamola di nasconderci dietro un dito. IL successo ha sempre molti padri, ma l'insuccesso, l'errore, il disastro sono desolatamente orfani. Tutti si defilano tutti si schivano, tutti puntano il dito contro qualcuno. Il meccanismo è noto: la canea si scatena
    sempre contro il soccombente e rende onori ed omaggio a chi invece se l'è cavata.
    E passo alle domande dirette.
    - Al personale di terra di Costa Crociere; quello addetto ai controlli di sicurezza: "sapevate o no che oltre a Concordia, quasi tutte, se non tutte le vostre navi praticano la discutibile
    usanza dell'inchino sia in Italia che all'estero ? - E se si', perché non l'avete contrastato o vietato ?
    - Al capo del Compartimento Marittimo di Livorno, l'eroico bestemmiatore in diretta, che ha
    preso in mano la situazione, minacciando ed intimorendo il "bullo" Schettino:
    Ma lei che ha emesso ordinanze a raffica, vietando la circolazione di natanti a motore a distanze inferiori ai 300 metri dalla costa, sapeva o no che le navi da crociera, molte, moltissime, quasi tutte, violando le sue ordinanze, sfioravano quotidianamente le coste sottoposte alla sua responsabilità a distanze inferiori ai 300 metri ? - E quante sanzioni ha
    mai impartito ai comandanti della unità da crociera che hanno violato le sue ordinanze ???
    Tralascio questa analisi di prima approssimazione; sorvolo sulle menzogne che a valanghe ci sono state propinate. Salto ad una prima conclusione, pronto se del caso, a
    modificare le mie opinioni, se ne ricorrerà l'occasione.
    Se non vi fosse stata la tragedia, chi si sarebbe preoccupato di segnalare o anche di dedicare un solo rigo alle numerose illegalità commesse da qualcuno e tollerate da troppi
    altri. Magari avremmo potuto assistere alla consegna di qualche premio al Comandante Schettino. Ipotizzo; magari per il Comandante "più bello e maledetto" della Marineria Italiana; chissà ?

    Ed ora, in attesa che la situazione decanti un po' e si faccia ordine nella ridda delle informazioni drogate dalle esigenze di cassetta dei Media, prepariamoci alla prossima
    tappa che sarà Puerto Limon, in Costa Rica, ultima tappa atlantica prima dell'attraversa- mento del Canale di Panama.
    Daniela
    dabi
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