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Discussione: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

  1. #271
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    Voglio fare anche io il giro del mondooooooo ,ma che posti esistono! le foto di questi luoghi mi emozionano ahh il mio spirito di viaggiatrice è sempre presente .sabrina

  2. #272
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    Sabrina ..eeeh si che ti capiamo!

    questo giro del mondo mi sembra proprio una bella idea , e un bel sogno per tutti noi!!... certi posti poi
    come la polinesia l australia le fiji.. per noi italiani sono cosi lontane....

    grazie per seguire questo giro con noi!!

    e speriamo in un bel superenalotto.. *dX
    Daniela
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  3. #273
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    benvenuti a Suva

    isole Fiji
    Daniela
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  4. #274
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    SUVA (Arcipelago delle Fiji - Pacifico meridionale).

    Dopo aver perduto un giorno, come raccontato nel capitolo precedente, un po' abbacchiati
    per l'involontaria negata opportunità di vivere un giorno della nostra vita, Costa Deliziosa
    Entra nella baia di Suva, capitale delle Isole Fiji, uno degli arcipelaghi che costellano il
    Pacifico meridionale.
    Baia bellissima, come tante altre baie di questa costellazione di terre emerse sparse in tutto L'Oceano più vasto della Terra. Mare calmissimo ora, dopo una traversata di 1800 miglia nautiche non proprio tranquillissima. Il porto, incasinatissimo, non fa una grande distinzione fra porto commerciale e porto passeggeri. Ci accoglie, schierata sulla banchina, una banda in alta uniforme. Scopriremo scendendo che si tratta della banda della Polizia locale. Proprio mentre la nave inizia le operazioni d'ormeggio arriva un terribile acquazzone. Ci viene da sorridere vedendo il fuggi fuggi generale dei suonatori che raccolgono frettolosamente i loro strumenti e cercano scampo sotto qualsiasi cosa che possa ripararli. Ma il panico dura poco. La banda si riunisce in un dock semivuoto e da li'
    riprende i suoi ritmi di accoglienza. Deliziosi davvero.
    Ho dimenticato una notizia molto importante, ma rimedio subito:
    In questo arcipelago, soprattutto nella sua capitale Suva, scoperto e colonizzato nella prima meta' del 1600 ad opera di intrepidi navigatori Olandesi e poi colonizzato dagli immancabili inglesi "piglia tutto", si e' da sempre praticato Il cannibalismo e tale macabra
    usanza è continuata fino al 1830 circa.
    A tale epoca infatti risalgono le notizie relative all'ultimo essere umano mangiato dal "re" locale. Si dice che detto "re" che poi altro non era che un potentissimo, ferocissimo e temutissimo "capo tribù", ne abbia mangiato oltre 850. Sì, avete capito bene: 850 esseri umani consumati a pranzo e a cena da quel bel tipo. La certezza di questa macabra e schifosa contabilità deriva dall'abitudine che aveva quel bel tomo di annotare con tacche su pezzi di legno il numero dei suoi |"spuntini". Al solo sentire la narrazione di tutta questa lugubre abitudine alimentare, passa un brivido lungo la schiena.
    Del personaggio in questione esistono nel museo etnico locale anche diverse fotografie, sbiadite ed ingiallite, ma non per questo meno terrorizzanti.
    Delle sue "merende","spuntini" o "pranzi" che dir si voglia, rimane, sempre nel museo, la documentazione probatoria di almeno una delle ultime imprese gastronomiche: un paio di gambali di cuoio di chiara foggia europea che, essendo purtroppo indigesti, furono conservati a parte dall'orco.
    Magari fu una dimenticanza, ma fu premiata. Infatti i suddetti gambali, lucidati a nuovo, sono esposti in una bella vetrinetta insieme alla forchetta di legno che molto probabilmente servì al cannibale per consumare il "fu" proprietario degli stessi gambali.
    Ah, un'altra notizia che si ricava dalla documentazione fotografica: i cannibali rappresentati nelle foto conservate nel museo erano quasi tutti "rasta". Per i profani di questa raffinata acconciatura, ricordo che si tratta di raccogliere i propri capelli in trecce indistricabili, sporche, puzzolenti e sicuramente anche...pidocchiose. Ora capisco finalmente perchè, sia pure a livello inconscio, tale acconciatura suscita repulsione anche ai giorni nostri. Almeno a me suscita veramente schifo, rabbia e molto altro ancora.
    Altra notizia riguardante il citato potente e feroce "personaggio":
    Pare che, mentre gli europei, ce la mettevano tutta per non finire nella pentola del bel tomo, fra gli autoctoni fosse motivo di grande onore essere mangiati da lui. Anzi, si narra che molti dei suoi "sudditi" lo salutassero con deferenza, indirizzandogli una masochistica profferta: "salve capo, mangiami pure". La versione "fijiana del romano "morituri te salutant".
    Mi sorge però il legittimo sospetto che tale richiesta, dato l'alto numero dei "volontari", ruffiani e paraculi, nascondesse la segreta speranza di un rifiuto che, ovviamente, avrebbe prolungato almeno di un po' l'esistenza del "candidato-merenda". Penso, ne sono anzi certo, non senza una punta di malizia, che nel proporre quella autocandidatura "sacrificale", il candidato, sotto l'ampia gonna chiamata "lava lava", facesse degli strani toccamenti scaramantici.
    Bene, archiviato, non senza un senso di raccapriccio, l'argomento del cannibalismo, passo
    alla descrizione dei luoghi.
    Suva è bella, inutile negarlo. Molto più popolosa e ed urbanizzata di Pago-Pago, ma molto
    molto male. Edifici alti, bassi, nuovi e vecchi mescolati e cresciuti in modo disordinato intorno ad un tessuto urbano fortemente degradato. Da cosa? A mio modo di vedere da una porca abitudine degli inglesi di spremere le loro colonie come limoni; utilizzando il succo e lasciando la scorza agli autoctoni. Dovunque abbiano imposto le loro leggi ed i
    loro costumi i "british" si sono lasciati alle spalle degrado, sfruttamento e povertà. Le Fiji
    tuttora dominate dalla corona inglese, seguono infatti rigorosamente questa regola.
    Dicevo degli edifici. Quelli vecchi, di derivazione coloniale bassi, cadenti, maleodoranti
    si mescolano senza una regola urbanistica a quelli più recenti, gradevoli a volte, ma svalutati dalla contiguità con i primi. Grovigli di fili del sistema elettrico si abbarbicano su
    pali di legno malfermo e, talvolta, pencolano pericolosamente, mettendo a repentaglio la
    sicurezza di chiunque passi. Gli allacci delle utenze elettriche sono realizzate come da
    noi in tempo di guerra. Gli edifici moderni, persino di quattro piani, appartengono tutti o
    quasi all'etnia indiana che qui è massicciamente presente da almeno 150 anni e detiene
    l'80 per cento delle ricchezza delle Fiji. Il resto è miseria, degrado, arretratezza. un quadro
    desolante; neppure paragonabile a quello visto alle Samoa.
    Lungo le due strade che dalla banchina portuale conducono al centro che si trova proprio
    a due passi, accentrano rispettivamente una il mercato del pesce; l'altra il mercato delle
    verdure e della frutta. Decidiamo di traversare il mercato del pesce; dedicato ovviamente,
    ai locali, non certo ai croceristi. Pessima decisione. Sui banchi, solo parzialmente coperti da una tettoia fatiscente, la merce, ossia il pesce e' esposto come nessuna legge europea,
    ma anche hawaiana o samoana, consentirebbe. Intanto oltre a qualche pesce bianco tipo
    muggine o saracca o che so io, legato in reste da 10 pesci ciascuna con fibre vegetali, attraverso le branchie, non c'è altro da comprare che "teste di tonno" confezionate in luridi
    sacchetti di plastica, lasciati aperti all'imboccatura per evitare che marciscano troppo presto.
    Poi, sempre in sacchetti di plastica, ma chiusi, si vendono chele e pezzi di granchio pronti per la cottura. Prova indovinare: ma perchè solo teste di tonno, anzi di tonnetto ? La risposta e' fin troppo semplice: perchè il resto del tonno, troppo caro per gli autoctoni, e' già stato venduto a ristoranti, alberghi e, per la maggior parte, destinato all'esportazione. Le teste invece, bollite, cucinate o che so io, costano poco e forniscono proteine di alta qualità. Un bel risparmio, non trovate.
    Lo stesso dicasi per i granchi ed i rari pesci bianchi tipo muggine che da noi nessuno
    vorrebbe. Il ghiaccio che ritarda la putrescenza e' un" optional ". Infatti costa molto meno
    scacciare le mosche con scopini di foglie di palma; e così infatti fanno. Il puzzo e' tanto
    Intenso che dobbiamo accelerare il passo, pena qualche svenimento o vomitata stradale.
    Il rientro, avverrà più tardi, dalla strada parallela, dedicata alle verdure, di cui diremo.
    Arrivati alla strada principale, incasinatissima ed attenuato il puzzo del pesce, ci troviamo
    di fronte una costruzione a quattro piani con una rientranza che dovrebbe essere un porticato, ma non lo e', poiché la copertura parte solo dal secondo piano e se piove ci si bagna come palme da cocco.
    Nella rientranza e' schierata una "band" di suonatori in camicia azzurra e lava-lava nera (la gonna che qui portano anche gli uomini con grande orgoglio). Suonano, anzi fanno un casino del boia per attrarre i turisti. Sono schierati accanto ad una porticina, guardianata da due splendidi fijiani in lava-lava ed a torso nudo.
    Sono veramente belli, quasi delle statue. Pettorali possenti e levigati che Scwarzenegger
    gli fa una pippa. Tatuati sul viso, sulle braccia e, probabilmente, anche sul "pisello". Imbracciano pesanti mazze di legno che ricordano un po' la forma di un femore umano;
    solo molto più grandi, più del doppio. Urlano, saltano, fanno boccacce, mostrando ed agitando lingue che farebbero morire d'invidia la maggior parte delle lesbiche esistenti sulla terra. Tutto questo casino serve a richiamare i turisti e noi fra questi, per convogliarli attraverso la suddetta porticina in un mostruoso bazar.
    Non e' possibile sottrarsi alla tentazione. In particolare le signore, dopo aver sognato alla vista di tanta abbondanza muscolare e.... linguistica, non si possono più gestire. Si fiondano dentro come sonnambule che non si devono svegliare e noi dietro, per non perderle del tutto. E poi, per difenderle, che diamine!
    Dobbiamo immediatamente ricrederci: l'interno del palazzo-bazar e' del tutto diverso dall'entrata. Spazi enormi, merce abbondante e ben esposta; espositori moderni da
    far invidia alle migliori catene europee. Ma che caspita succede? E, soprattutto, perchè
    tanta differenza fra l'aspetto esterno e la modernità dell'interno? La risposta non tarda
    ad arrivare. Si tratta di una catena di grandi magazzini tipo la "Rinascente" italiana. Si
    chiama "Tapoo" ed esiste in quasi tutta l'Asia, Oceania compresa; anche se l'Oceania
    non appartiene geograficamente all'Asia. La proprietà ed il management sono indiane.
    Mi viene più di un sospetto che dietro ci sia lo zampino del magnate Tata; l'asso
    piglia-tutto indiano; quello che sta già esportando in tutta Europa ed anche inItalia le sue macchine ed i suoi automezzi commerciali a prezzi dimezzati rispetto a quelli europei.
    Questo diario di viaggio non e' un trattato di economia, ma non si può passare sotto silenzio un fenomeno di mercato di questa portata.
    Eravamo rimasti al perchè della differenza fra l'ingresso, povero, etnico, folcloristico e
    casinista, ma molto adatto a catturare l'attenzione del turista ed a farlo entrare, piuttosto che allontanarlo con un affrettato giudizio del tipo: " ma no, negozi così ci sono anche in
    Europa ed in Italia". In parole, molto terra-terra: cliente che "non entra" e' cliente sicuramente perso. Invece, cliente che entra, magari spenderà poco, ma spende. Chiamali scemi!
    Superato lo shock della sorpresa, comincio a girellare al piano terreno per curiosare. C'è
    veramente di tutto. Comincio dagli articoli etnici mentre le donne, come razzi, si fiondano
    ai piani superiori dove ci sono abiti ed altre cose di loro maggior interesse.
    Non faccio a tempo a toccare un oggetto esposto. Vengo "agganciato" da un enorme nativo, abbigliato con tanto di lava-lava fino al ginocchio. Complimenti, sorrisi, attenzioni, proposte, gentilezza orientale, persino esagerata. Scoprirò poi tardivamente che appartiene all'altro genere e me ne accorgo quando per provare una camicia che m'interessava, mi segue fino al camerino di prova con una bracciata di camice da propormi eventualmente in alternativa.
    Gli lancio un'occhiata dissuasiva. La capisce al volo e tutto si chiude li. Finisco per prendere una qualunque, giusto per non deluderlo. Poi acquisto anche un paio di oggetti etnici ed un paio di magneti. Quando si tratta i pagare vengo affidato ad una avvenente e sorridente cassiera che mi affascina con ottanta denti bianchissimi ed un violento rosso sulle labbra.
    Mentre mi accingo a pagare, scopro che sotto la pelle scurissima ed un dito di cerone ha
    una barba a tutta guancia, anche se accuratamente rasata. Un bellissimo "trans" con ciglia
    tremolanti da far impallidire la geisha più esperta, ma con sotto la lava-lava una più che probabile attrezzatura da far paura.
    Esco velocemente, rasentando i muri e riguadagno il porticato con un sospiro di sollievo e
    mi consolo aggregandomi ad altri turisti di "Deliziosa"; generalmente sono mariti in attesa dell'uscita delle loro donne che frattanto non hanno risparmiato orribili mazzate alle carte di credito avute in malcauto affidamento temporaneo dai suddetti mariti.
    Nel pomeriggio, assai meno stressante, assistiamo ad una danza etnica con tanto di
    finti assalti, urla, linguacce, sbattimento di mazze-femori sui pettorali e fuoruscita di occhi
    dalle orbite.
    Temevo che ci avrebbero proposto una riedizione, magari anche solo mimata, di una merenda cannibale, ma fortunatamente mi sbagliavo. E non c'erano nemmeno i "rasta"; per carità, nulla di personale contro costoro, ma non riesco a provare per questa categoria di persone, alcuna simpatia. Che il Signore mi perdoni ed a loro doni tanta fortuna!
    Riguadagnamo,dopo lo spettacolo il bordo riposante e protettivo di Costa Deliziosa che farà ora rotta per la Nuova Zelanda. Mi sorprendo a pensare che, tutto sommato, le Samoa e Pago-Pago in particolare, mi sono piaciute di più .
    Daniela
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  5. #275
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    ..
    Daniela
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  6. #276
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    .....
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  7. #277
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    ...
    Daniela
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  8. #278
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    isole Fiji
    ci vediamo
    in Nuova Zelamda
    Daniela
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  9. #279
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    Bello bello e ancora bello questo giro del mondo l'invidia mi attanaglia *grazie troppo forte anche la descrizione.sabrina

  10. #280
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    g r a z i e!!!!!!
    Daniela
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