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Discussione: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

  1. #351
    Moderatore L'avatar di dabi
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    ma grazie a te!!!



    sei prontaaa??? per la tua splendida??
    Daniela
    dabi
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  2. #352
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    SI direi che ormai sono pronta ,ancora 2giorni di lavoro e poi un pò di relax,spero che il tempo cambi la pioggia in crociera non è una grande cosa
    dabi ho letto degli inviti su preziosa ,l'ho ricevuto anch'io ma purtroppo non potrò esserci .....sarebbe stata una bellissima occasione per incontrarvi visto che sarete anche un nutrito gruppo di liveboattini ciaoooooooooo

  3. #353
    Moderatore L'avatar di dabi
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    emilia romagna
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    Perth...
    ultima tappa dell australia..poi si va avantiiii

    rimanete con noi!!


    PERTH - FREMANTEL - PINNACOLI.
    La nostra navigazione da Melbourne a Perth, capitale economica e politica dell'Australia
    occidentale dura tre lunghi giorni. Questo la dice lunga sulle distanze fra le città australiane e sull'immensità degli spazi di questa terra. Un dato importante: la strada costiera che percorre e collega, si fa per dire, tutte le località costiere del continente, è
    lunga 21.000 chilometri. Vale a dire circa la metà della lunghezza dell'Equatore. Chi volesse percorrerla in auto o con altro mezzo su gomma, senza troppe soste, dovrebbe
    mettere in conto più di un mese. Invece il sistema ferroviario australiano è costituito da
    linee molto frazionate, mai collegate in rete e comunque riservate in prevalenza al traffico
    merci, non tutte le merci, solo quelle meno pregiate come i minerali allo stato grezzo. Tutte
    le restanti merci viaggiano su gomma e, quelle più pregiate, con il trasporto aereo. I convogli stradali sono mostruosi. Sono costituiti da una motrice e da diversi rimorchi, fino
    a cinque per una lunghezza totale di oltre 100 metri. Impensabili in Europa e penso anche
    nella sterminata America che, quanto a spazi, mica scherza. Le nostre guide riferiscono che sulle strade di grande comunicazione, pochissime davvero, incontrare uno di questi
    mostruosi convogli, equivale ad un dramma; soprattutto se viaggia nella stessa direzione.
    Infatti sorpassare un mostro stradale lungo più di 100 metri richiede due cose: o una grande visibilità o una grande fortuna. Meglio entrambe.
    Invece gli spostamenti di persone da e per l'interno avvengono quasi esclusivamente con
    aerei. Qui l'aviazione civile è veramente molto sviluppata e diffusa. Aerei della Compagnia
    di bandiera australiana, la famosissima Qantas (si scrive esattamente così, senza la "U"),
    nota nel mondo per non aver mai avuto disastri, collega agevolmente l'Australia con tutti
    gli altri continenti della Terra, mentre per i voli interni esiste una miriade di aerei piccoli, medi e grandi gestiti dalla "Virgin Australia", il ramo australiano della nota compagnia mondiale "low cost". Noi ce ne siamo serrviti per andare e tornare da Uluru, come già riferito in altro capitolo.
    Esiste poi un' aviazione civile privata diffusissima, costituita da piccoli aerei leggeri ed
    ultraleggeri, da elicotteri di ogni dimensione e portata. Non c'è in pratica fattoria o allevamento di pecore che possa farne a meno. Si servono di questi mezzi anche i medici
    di pronto intervento con una loro rete gestita via radio che assicura la presenza di un medico volante con tempi d'attesa che di solito non superano le quattro ore.
    Anche il sistema di comunicazioni via etere è sviluppatissima in Australia. se si esclude
    una fascia costiera di 50 chilometri, sufficientemente servita da strade,ferrovie,navigazione
    tutto il territorio all'interno di questa fascia è collegato in rete via telefono, via radio ed ora
    anche tramite internet. Persino gli studenti disagiati dalla distanza dai centri abitati, possono frequentare le scuole, soprattutto quelle dell'obbligo, mediante uno o più di questi
    mezzi. Anche la vita e le relazioni sociali sono mantenute vive mediante telecomunicazioni
    Insomma l'Australia è un sistema molto complesso sia nel campo delle relazioni sociali, sia
    nel campo della comunicazione.
    La nostra ultima tappa in Australia è Perth, capitale dello Stato occidentale della Fedrerazione Australiana, quello più ricco in termini di miniere e di risorse naturali. La nostra nave approda però al più piccolo porto-satellite di Fremantel. Perth si trova a 8 chilometri. La cittadina di Fremantel (dal nome del suo fondatore) è un piccolo centro di
    20.000 abitanti a vocazione turistico-commerciale-peschereccia. Piccola, ordinata, luminosa; con un tessuto urbanistico e costruzioni di chiarissimo stampo colonial-vittoriano
    caratterizzato da costruzioni basse, gradevoli, ordinate. Il porto a vocazione prevalentemente peschereccia è la base operativa di una numerosa flottiglia di natanti dediti in via prevalente alla pesca delle aragoste, particolarmente presenti in questo mare.
    Ci viene detto dalle guide che i numeri di questa attività sono imponenti. oltre 200.000 tonn. di pescato che viene lavorato in loco, sovente anche inscatolato ed esportato in tutto
    il mondo. Ho visto sul viso dei nostri gitanti molte espressioni estasiate; io fra costoro.
    Ricordando che la nostra meta principale, oltre alla visita di Perth, è la depressione detta
    dei "Pinnacoli" che si trova a 260 chilometri dal porto di Fremantel; un bell'impegno se si
    considera la notevole distanza e la temperatura che si annuncia piuttosto elevata fin dal
    nostro arrivo.
    Attraversiamo Perth in tutta fretta, non senza notare la sua imponente architettura verticale
    ordinatissima; le strade metropolitane ampie e molto ben regolate negli incroci. Attraversiamo anche il quartiere elegante di Perth, costituito da una teoria di ville e cottages dall'architettura curatissima ed affascinante per l'armonia che regna fra le costruzioni, tutte circondate da splendidi giardini e con affaccio sull'estuario del fiume in
    uno scenario che ricorda Miami in Florida, ma qui, a mio parere ancora più bello. Ci viene
    detto che i prezzi delle abitazioni in questo quartiere sono proibitivi. Sembra che anche la
    più modesta di queste villette superi di molto i due milioni di dollari australiani che in soldoni vuol dire oltre un milione e mezzo di Euro. Alcune, ci dicono, valgono anche oltre
    i quattro milioni di dollari australiani, ma sono difficilmente in vendita.
    Proseguiamo la nostra escursione verso i "pinnacoli" e, per arrivarvi dobbiamo percorrere
    una lunga strada costiera che fa parte di quell'anello stradale intorno all'Australia di cui
    abbiamo già detto in altri punti di questo diario di viaggio.
    Prima di arrivare alla nostra meta dobbiamo fermarci per il pranzo che ci viene servito in
    un "resort" lungo la strada in stile inglese anni 1500/1600 (quello di Scheckspire per capirci. Pasto veloce a buffet, senza infamia e senza lode; non vale la pena di parlarne.
    Prima di riprendere il nostro cammino qualche passo nel parco, bellissimo, che circonda
    il resort e scattare fotografie agli animali che lo popolano: uccelli rumorosissimi, canguri
    silenziosi e discreti che stazionano all'ombra degli altissimi eucalipti e non sembrano per
    nulla turbati dalla nostra presenza. Se ci avviciniamo troppo si allontanano con salti assai
    pigri, secondo la loro camminata caratteristica, per fermarsi un po' più in là.
    Ora tutti sul bus, verso i pinnacoli, attraverso questo semideserto attraversato dalla strada
    di cui si è detto. Strada di grande comunicazione, che fa parte dell'anello di 20.000 km.
    intorno a questo fantastico continente dai contrasti violenti e dal fascino irresistibile. Strada
    asfaltata, in eccellente stato di manutenzione, con una segnaletica che sembra appena tracciata; asfalto senza una buca. Una delizia.
    Arriviamo finalmente alla nostra meta: The Pinnacles (i Pinnacoli). Ed è anche il caso che
    ci decidiamo a dar qualche spiegazione sul significato di questo misterioso termine.
    Intanto descriviamo il luogo: è una lieve depressione in prossimità dell'oceano Indiano,
    aùnon più di un paio di chilometri dal medesimo. Il terreno è completamente sabbioso,
    composto da uno strato di terreno molto duro la cui composizione sabbiosa color giallo
    ocra sembra sia stata compattata da qualche trattore. E' una "conca" naturale circondata
    da dune sabbiose di un bianco accecante, solo timidamente popolate da una vegetazione
    di strane piante grasse molto basse le cui radici stentano a trattenere la sabbia smossa
    dal vento che qui spira sempre molto gagliardo, anzi proprio impetuoso.
    Dal fondo di questa depressione, costantemente sferzata dal vento che arriva dall'oceano
    indiano a due passi da qui, emergono numerosissimi sassi di varia lunghezza ed altezza,
    ben distanziati fra loro e distribuiti sul terreno con un ordine irreale, quasi lunare. Questi
    "pilastri" di pietra, emergenti dal suolo e con la cuspide rivolta al cielo sono appunto i "pinnacoli".
    Ma nella realtà cosa sono queste formazioni così insolite. Sono i monconi pietrificati di
    radici di alberi giganteschi esistiti molti milioni di anni fa. I tronchi magari saranno stai bruciati in qualche apocalittico incendio di cui nessun testo di storia potrà mai dar conto.
    La preistoria e la storia non erano ancora nate, ma la natura faceva ugualmente il suo corso. Quindi le piante gigantesche morirono e di loro non rimane traccia. Non così delle
    radici affondate nel terreno sabbioso, tenero in superficie, durissimo in profondità. Gli eventi meteorologici, piogge, salinità della terra vicinissima al mare, reazioni chimiche
    lentissime, regolate dalle leggi eterne della natura ed il tempo, misurato in milioni di anni,
    hanno fatto il resto. Il legno si e' fossilizzato, come il carbone, ma in modo diverso. Qui
    e' diventato pietra. Ben strana pietra a ben vedere perchè si vede ancora la fitta tramatura
    delle fibre un tempo vegetali, oggi roccia viva.
    Sempre il tempo e gli elementi hanno trasformato questo sito: l'assenza di vegetazione in
    superficie ha permesso al vento, qui sempre impetuoso, di spostare la sabbia bianca e tenera, accumulandola in dune e scoprendo la parte più esterna delle radici pietrificate, mentre la sottostante sabbia giallastra, molto più consistente, ha continuato a proteggere
    la parte più profonda. Infatti i geologi hanno scavato intorno ad alcuni "pinnacoli", scoprendo che sprofondano nel terreno a volte anche per 7-8 metri. Quanto basterebbe
    come fondazione per un palazzo di dici piani.
    Molti, moltissimi di questi "obelischi" naturali che si perdono nella depressione a vista d'occhio, emergono anche per 4-5 metri dal terreno e molto spesso sono aggregati in
    gruppi e gruppetti che formano "sistema". Forse appartenevano ad un'unica pianta.
    Uno di questi "sistemi" mi ha colpito in particolare per la sua straordinaria somiglianza
    con il misterioso monumento di Stone Enge nel Galles Inglese. Mancano naturalmente
    degli architravi orizzontali di tale sito preistorico. Ma qui in Australia tutto e' avvenuto senza
    alcun intervento umano. Ci ha pensato la natura che come ognuno sa, non accetta volentieri, anzi quasi mai, la violenza dell'uomo.
    Alla fine della visita, non senza un po' di malinconia, ci dirigiamo su una delle dune che
    circondano il "sito" per assistere allo spettacolo dell'imminente tramonto sull'Oceano indiano. Davanti a noi, pigramente dondolanti all'ancora, numerosi scafi da pesca di ogni
    forma e dimensione, stazionano in attesa di riprendere il mare per la pesca alle pregiate
    aragoste che qui sono numerose più che in ogni altro luogo della Terra.
    Se dovessi cercare parole adatte a descrivere questo spettacolo, farei sicuramente un
    grave torto alla realtà. Quindi mi astengo, lasciando al lettore, in tutta autonomia fantasiosa, di sognare quanto di più bello sia capace, aggiungendo pero' molto, molto di
    più, se ne e' capace.
    La partenza da Perth, anzi da Fremantel, il suo porto naturale, si svolge con il solito rituale
    cocktail di nostalgia, soddisfazione, fierezza e molto altro ancora, con in più l'ingrediente dell'aspettativa per quanto ancora ci resta. In particolare la Penisola di Malacca sulla cui
    punta più meridionale sorge Singapore, la città-stato sogno e fantasia di tanti, di molti, di
    quasi tutti coloro che ne vagheggiano il nome. Io in testa a tutti.
    Addio quindi all'Australia, terra bellissima, civile e selvaggia, dalle mille contraddizioni; ora
    ci aspettano quattro giorni pieni di navigazione prima di raggiungere lo stretto della Sonda,
    porta naturale del "sud-est" asiatico fra Giava e Sumatra per chi, come noi, arriva dal mare.

    PERTH- FREMANTEL- PINNACOLI
    Punti salienti.
    cittadina e porto di FREMANTEL - città di Perth - pinnacoli.
    Tramonto su oceano indiano. Rientro. Partenza x Singapore
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  4. #354
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  10. #360
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    Che bello il koala !!!!
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