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Discussione: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

  1. #81
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    Loro si trovano prima delle Azzorre...

  2. #82
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    oggi a Funchal
    Daniela
    dabi
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  3. #83
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    FUNCHAL (ISOLA DI MADEIRA)

    - Quando si parla di Madeira, generalmente si pensa ad un'unica isola in mezzo all'Atlantico collocata a circa 500 miglia a nord dell'arcipelago delle Canarie. In effetti non è così: si tratta di un piccolo arcipelago; molto più piccolo di quello delle Canarie, ma di tutt'altro aspetto. In comune con le Canarie ha solo l'origine vulcanica. Tutto il resto è completamente diverso.
    Tralasciamo quindi l'affascinante teoria che attribuisce a queste terre emerse, come peraltro alle vicine Canarie la suggestiva ipotesi che si tratti di scampoli del più misterioso e leggendario continente chiamato Atlantide, sprofondato in tempi remoti e leggendari. Mettiamo da parte anche i fascinosi dialoghi di Platone; insomma restiamo con i piedi per terra, considerando Madeira e le sue sorelle minori per quello che realmente appare ai nostri occhi: un piccolo agglomerato di isole in mezzo all'Atlantico, peraltro assai dissimili fra loro: Madeira, l'isola principale è maggiormente abitata. Porto Santo, la seconda per grandezza, meta turistica di elevato rango, distante circa due ore di navigazione con i traghettini locali ed altre tre isole minori, disabitate, completano il breve inventario di questo arcipelago che, dopo una travagliata storia dai tempi della sua scoperta, appartiene oggi, politicamente al Portogallo con dignità di "territorio metropolitano". Esattamente come le Canarie per la Spagna.
    Funchal, capitale politica ed economica dell'arcipelago ha circa 130.000 abitanti. Porto Santo arriva appena a 5.000. Quest'ultima ha lunghe spiagge di sabbia bianca ed è molto ambita dai turisti continentali amanti di tale caratteristica.
    Le tre isole minori, disabitate dagli umani come già detto, sono state dichiarate dal Portogallo "parco naturale nazionale" dove è persino proibito approdare. Vi hanno trovato rifugio alcune piccole colonie di "foca monaca", superprotetta e probabilmente anche qualche leone marino di cui non è scientificamente provata la presenza. Se fosse vero, sarebbe un'autentica rarità a questa latitudine.
    Funchal invece non ha spiagge; solo scogliere di colore marrone-nero intenso, segno inequivocabile della sua origine vulcanica. In compenso è ricchissima di altre bellezze naturali come l'impressionante strapiombo di 580 metri sul mare di Cabo Girau ed altro ancora.
    Ho avuto altre occasioni di arrivare a Funchal via mare; l'ultima fu due anni fa, a fine settembre quando, per soli pochi giorni, evitammo di essere coinvolti nella disastrosa alluvione che distrusse o danneggiò buona parte del centro cittadino, in prossimità del porto e del mercato coperto.
    Dimenticavo un'informazione: la parola "Funchal" significa letteralmente "coltivazione di finocchi". La nostra guida, preparatissima, non ha saputo spiegarci il motivo di tale denominazione, dato che non le risultava vi fossero state, nel più recente passato, ma neppure attualmente sull'isola, colture di tale ortaggio. Ma tutto ciò a noi non importa più
    di tanto. Così si chiama ed a noi va benissimo.
    La città, già al primo impatto visivo, ha un aspetto gradevolmente verde; viene subito spontaneo il confronto con le vicine semi desertiche Canarie. La notevole differenza climatica e quindi anche orografica, attribuisce a Madeira il non trascurabile privilegio di abbondanti piogge. A motivo di ciò Funchal e quindi anche tutta Madeira è molto ricca d'acqua, mentre a Porto Santo, vicinissima, ma totalmente diversa, il problema del fabbisogno idrico è parzialmente risolto con impianti di dissalazione dell'oceano.
    Sempre la nostra Guida ci informa che per conoscere bene Madeira ci vorrebbe una visita di almeno una settimana. Tempo di cui, purtroppo, noi non disponiamo. Pertanto dobbiamo rinviare l'approfondimento della conoscenza di Madeira ad altra occasione che speriamo di avere.
    sempre la nostra Guida ci conduce con il pullman in visita al già nominato Capo Girau dal
    quale si può ammirare, oltre al panorama di Funchal, anche l'impressionante strapiombo a picco sul mare., Pare sia il secondo in Europa con queste straordinarie caratteristiche. Il primo posto dovrebbe essere occupato dagli orridi delle "Gorge du Verdon" in Provenza; ma anche se così non fosse non è il caso di parlarne ora.
    Continuando nella narrazione, ricordiamo che, dopo Cabo Girau la Guida ci porta a vedere
    Camara de Lobos (stanza dei Lupi di mare). Dove per "lupo di mare" si deve intendere la foca monaca che un tempo colonizzava l'isola, ma poi, disturbata dal turismo, si è spostata nelle più tranquille isolette disabitate, oggi parco marino nazionale).
    Camara de Lobos é un delizioso villaggio di pescatori, un riparo naturale grande come un fazzoletto. Sono pescatori veri, non addomesticati ad uso dei turisti. La spiaggetta, veramente minuscola è gremita all'inverosimile di imbarcazioni di modeste dimensioni per poter essere tirate in secca facilmente con gli argani sistemati a terra, come si usava un tempo anche in Liguria. Barche di foggia assai strana; sembrano tagliate con l'accetta e pescano moltissimo, cioè al di sotto della linea di galleggiamento presentano una profonda superficie bagnata che serve a dare stabilità contro l'onda oceanica, qui sempre presente e minacciosa di rovesciamento per i piccoli scafi. Dal punto di vista estetico sono un vero disastro. Sembrano tagliate con l'accetta e l'unica nota che le rende accettabili è la varia colorazione che le fa somigliare più a carretti siciliani che alle barche da pesca che si vedono in Mediterraneo. Evidentemente i pescatori locali, nella loro saggezza ed essenzialità, hanno privilegiato la solidità e la sicurezza in mare più dell'estetica. C'é di che capirli. In Atlantico, per piccole imbarcazioni come queste, il pericolo di naufragio è assai più alto che nel Mediterraneo.
    Gli scafi in secca appena descritti sono tutti contornati da strane strutture trapezoidali la cui ossatura, formata da canne di varie dimensioni, serve a distendere per l' essicazione all'aria ed al sole certi pesci, parenti del merluzzo già privati della loro pelle; più o meno con procedimento analogo a quello usato in Norvegia per l'essicazione dello stoccafisso.
    Lo spettacolo è intrigante perché tutti questi telai esposti all'aria intorno e sopra le barche danno una gradevole sensazione decorativa, come di pelli trasparenti di un indefinibile colore giallo-rosato, parzialmente trasparenti alla luce naturale.
    I nativi che intervistiamo per avere informazioni su quella strana parata di cibarie in preparazione per l'inverno o forse per il commercio, chissa', ci spigano che sono pesci molto pregiati, simili al merluzzo, ma molto più fini e gradevoli al palato. Vengono essicati all'aria per essere consumati quando il pesce fresco manca sulle loro mense per le avverse condizioni del mare. Per questo dobbiamo subito escludere l'ipotesi che vengano commercializzati.
    Tutto intorno alla spiaggetta, una vera bomboniera della natura, vi sono piccoli locali sullo stile dei "pub", molto caratteristici ed intonati con la semplicità del luogo. Vi si può degustare il famoso vino "Madeira", noto in tutto il mondo, nelle sue varietà: secco, semisecco e dolce.
    Altra specialità locale è la "poncha", un digestivo a base di rum, miele e arancio, sapientemente miscelati; gradevole al palato e con grande efficacia digestiva. Garantisco che è vero!
    Nei vicoletti che contornano la deliziosa spiaggetta troviamo una graziosissima cappelletta votiva eretta chissà quando dai pescatori. Arredamento essenziale in legno scurito dal tempo e dal fumo delle candele votive. Gli ex-voto pendono numerosi dal soffitto o sono affissi alle pareti e testimoniano della durezza della vita di questa gente semplice e rustica che vive del mare e per il mare.
    Raggiungiamo il nostro pullman parcheggiato poco sopra la spiaggetta-bomboniera, non senza aver rivolto uno sguardo nostalgico ad una lapide marmorea dedicata a Winston Churcill che ricorda ai passanti che l'ex Premier inglese, ormai vecchio e ritirato dalla politica, prediligeva quell'angolo incantato per dipingere in pace i suoi quadri. Chiamalo scemo !
    Trovo che per un uomo di tanta esperienza e di tanto potere, ritirarsi a vivere in un luogo
    come questo, costituisca un bel modo di congedarsi dalla vita.
    Nel lasciare quel luogo provo, oltre alla normale nostalgia che sovente mi prende in luoghi simili, anche un bel po' di invidia per chi vi abita stabilmente; appagato solo di tanta semplice bellezza. Penso alla mia naturale vocazione per il mare e per le cose semplici; vocazione da me abbondantemente tradita nel tempo; per rincorrere cosa?
    Francamente mi pare un un pentimento un po' tardivo. Mi assale, senza che possa razionalmente contrastarlo, un irrefrenabile attacco di "sindrome del coccodrillo".
    Tornati a bordo di Deliziosa assistiamo, come di consueto, alle manovre di partenza della nostra nave, in perfetto orario, come sempre. Mi frulla insistente nella testa il ritmo lamentoso del "fado" e la voce roca e indimenticabile di Amalia Rodriguez. Vuoi vedere che ho capito finalmente il significato, quasi intraducibile di "saudade" ?
    Arrivederci quindi Madeira, almeno lo spero!
    Daniela
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  4. #84
    Moderatore L'avatar di berto
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    Questo diario mi piace sempre di piú grazie Daniela!!
    Alberto
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  5. #85
    Moderatore L'avatar di dabi
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    ma grazie a te berto.. :P
    questo diario funziona solo se voi lo leggete ...
    altrimenti....
    Daniela
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  6. #86
    Moderatore Globale L'avatar di marco
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    Diario molto interessante e istruttivo, e piacevolissimo da leggere ...

  7. #87
    Moderatore L'avatar di dabi
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    grazie Marco!!! :P :P
    Daniela
    dabi
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  8. #88
    Moderatore L'avatar di dabi
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    navigazione... verso le isole Barbados
    Daniela
    dabi
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  9. #89
    Moderatore L'avatar di dabi
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    NAVIGAZIONE NELL'OCEANO ATLANTICO


    - Nella mia peraltro lunga esperienza di viaggi in mare non mi era mai capitato di traversare completamente un oceano da una sponda ad un'altra via mare; le mie più lunghe traversate transcontinentali sono sempre avvenute in volo e mi pare persino
    troppo facile concludere che non è la stessa cosa.
    La vita a bordo di Costa Deliziosa, anche per un periodo di cinque giorni come questo,
    non lascia sicuramente tempo alla noia. Per gli amanti dei giochi, dell'intrattenimento,
    dell'animazione e dei contatti umani c'è solo l'imbarazzo della scelta.
    Per me personalmente che ho in somma predilezione il contatto con il mare, la scelta è
    sicuramente univoca: la contemplazione del mare.
    A chi potesse obiettare che è una scelta monotona, rispondo immediatamente che dal
    mio punto di vista non è assolutamente così.
    Il Mare, che sia piccolo, grande, grandissimo e così tutti gli spazi vasti che ci propone la natura, esercitano su di me un fascino ed un'attrazione quasi morbosa.
    Non tento di convincere nessuno; su di me il Mare, in qualsiasi aspetto si manifesti, con o senza coste in vista, esercita un fascino tale che non tento neppure di descrivere con parole. Nessuna parola è abbastanza efficace ad esprimere il pensiero; meno che mai a trasmettere sentimenti. Pertanto le sensazioni che provo, anche in mare aperto, sarà meglio le tenga per me. Se tentassi di spiegarle potrei rischiare di non essere capito o, peggio, di passare per esaltato.
    Ma, a ben vedere, l'amore non è forse una forma sublime
    Daniela
    dabi
    moderatore

  10. #90
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    Re: Il Giro del Mondo di Italo e Franca - 2012

    Certamente il mare e' un elemento che affascina e si rende irresistibile.
    La contemplazione del mare, il perdersi inseguendo per ore una nave che ci fa compagnia se si e' fortunati a incontrarla durante una traversata da' quel giusto senso di immenso e di perche' no subliminale malinconia misto ad un senso di sconfinata voglia di esplorare. Navigare in Oceano non e' la stessa cosa che farlo su un mare piu' limitato. Nello specifico uscire da Gibilterra e espletare tutte le procedure necessarie e lasciarsi alle spalle il traffico massiccio dello Stretto in generale rivolto al Nord Europa (in uscita) con il passare delle ore, allontanandosi pian piano, lascia spazio alla sconfinata massa d'acqua che aspetta la nostra nave. Diretti verso le Americhe al minimo passeranno cinque giorni prima di incrociare un lembo di terra andando verso gli USA.
    Diceva un mio Comandante che le vere traversate oceaniche in Atlantico sono quelle verso il Nord America e non quelle verso il Sud America perche' sosteneva che la presenza di Madeira, St. Cruz de Tenerife spezza molte il braccio di Atlantico meno esteso tra Sud America e Africa Occidentale non da' l'idea di una navigazione così importante come quella della Rotta del Sole. Inoltre sosteneva che la facilita' di beccare bel tempo e la navigazione verso Sud all'andata facilitava moltissimo il passare del tempo con le giornate che si allungavano e il sole splendente fin dalle prime ore del mattino....

    Deliziosa ti aspettano le Barbados...

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