VENEZIA - Mentre a Grosseto cresce l'attesa per la ripresa del processo, domani mattina, per il naufragio della nave Costa Concordia, a Marghera si temono ripercussioni legali dopo le richieste delle parti civili che vorrebbero il sequestro (in termine tecnico-giudiziario "per equivalente") di una nave sempre della compagnia Costa, la "Diadema" che è in fase di realizzazione appunto nei cantieri navali di Marghera (Venezia): su questo punto il giudice si è riservato la decisione rinviando di sette giorni durante i quali le parti possono presentare le loro osservazioni.

C'è inoltre attesa per la strategia difensiva del comandante Francesco Schettino, a cui la procura ha ieri negato il parere favorevole alla richiesta di patteggiamento: e sempre ieri il comandante ha ribadito la sua volontà di difendersi al dibattimento di un processo ordinario. La sua difesa, tuttavia, sta valutando l'opzione di una richiesta di giudizio abbreviato condizionato ad alcune integrazioni probatorie fra cui una perizia da svolgersi in mare aperto con la Costa Serena, nave gemella della Costa Concordia.

Continua, intanto, la delusione tra i legali dei passeggeri che si sono costituiti parte civile e che temono una specie di blindatura del procedimento, con un eventuale processo a porte chiuse. Situazione che velocizzerebbe la chiusura del procedimento, ma che costringerebbe le parti a chiedere i risarcimenti ad un giudice civile. Per questo le stesse parti civili hanno chiesto il sequestro della nave in costruzione. Fra i danneggiati c'è anche una famiglia padovana.

da Gazzettino Nord Est