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Discussione: PAUL SOULSBY NUOVO SENIOR VICE PRESIDENT SHARED SERVICES

  1. #11
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    Re: PAUL SOULSBY NUOVO SENIOR VICE PRESIDENT SHARED SERVICES

    Che vuoi che ti dica...

  2. #12
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    Re: PAUL SOULSBY NUOVO SENIOR VICE PRESIDENT SHARED SERVICES

    "Il fenomeno delle bandiere di comodo ( copia incolla da fisco oggi )
    La bandiera issata nella nave determina, secondo i principi sanciti nel diritto della navigazione marittima, l'esclusiva giurisdizione dell'imbarcazione. L'articolo 92 dellla United Nations Convention on the Law of the Sea (Unclos) richiede che le navi battano la bandiera di una singola nazione in modo da rendere noto alla comunità internazionale quale Stato ha giurisdizione su di esse. Come conseguenza di questo obbligo, lo stesso articolo stabilisce che le navi "senza nazionalità" siano non legittimamente registrate in alcuno Stato e quindi, come tali, sottoposte alla giurisdizione di tutte le nazioni. La nazionalità della bandiera, pertanto, dovrebbe coincidere con quella dell'armatore e soltanto in alcuni casi, all'entrata o all'uscita dai porti, ovvero nel corso della navigazione/permanenza nelle acque territoriali straniere, l'imbarcazione può aggiungere alla propria la bandiera di altri Stati. Nel caso della bandiera di comodo, invece, sulla nave sventola una bandiera di nazionalità diversa rispetto a quella del proprietario.
    La convenienza
    L'utilizzo improprio delle bandiere "ombra" (che cioè "oscura e nasconde" la vera nazionalità della bandiera), in verità, alimenta un meccanismo di reciproca convenienza sotto tre profili. Innanzitutto, il proprietario della nave (sia esso una persona fisica o una giuridica) può evitare, forte dell'anonimato e di un regime offshore garantito dai Paesi cedenti, il pagamento delle imposte di iscrizione della nave, ridurre o eliminare le tasse sul reddito dei trasporti, ottenere una più agevole iscrizione nelle matricole presso gli appositi registri dei pubblici uffici, ottenere l'abilitazione alla navigazione; le nazioni compiacenti, di contro, ottengono una remunerazione per aver fornito la giurisdizione di comodo, un (seppur minimo) gettito fiscale, la possibilità di creare nuovi posti di lavoro impiegando nelle navi personale residente del Paese. L'equipaggio è spesso composto da lavoratori bisognosi comunque disposti ad accettare dure condizioni, un impiego poco remunerato e scarse tutele.
    Il ruolo dell'Itf
    Al riguardo, l'International Transport Workers' Federation (ossia la Federazione internazionale dei lavoratori dei trasporti con sede a Londra) che unisce 654 associazioni che rappresentano oltre 4 milioni e mezzo di lavoratori dei trasporti di 148 differenti Paesi, mantiene una lista di nazioni che utilizzano le bandiere ombra al fine di eludere la normativa fiscale e giuslavoristica. Anche la Ong Greenpeace si propone di stilare una sua lista, consapevole della difficoltà di stimare con precisione il numero esatto delle navi battenti bandiere ombra."

    in Italia l'impossibilità ( o quasi ) di licenziare i propri dipendenti per le aziende con più di 15 addetti vale se questi sono assunti a tempo indeterminato, ben diverso è il discorso per quei lavoratori che in base a contratti di settore possono essere assunti a tempo determinato. Rimane sempre il principio che se una azienda ha la sede legale ed amministrativa in un determinato stato quella azienda deve sottostare alle leggi di quello stato.
    Riporto i primi articoli della legge italiana riguardo al registro navale internazionale

    Decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457
    "Disposizioni urgenti per lo sviluppo del settore dei trasporti e l'incremento dell'occupazione"

    pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 31 dicembre 1997

    Art. 1.
    Istituzione del Registro internazionale

    1. E' istituito il registro delle navi adibite alla navigazione internazionale, di seguito denominato "Registro internazionale", nel quale sono iscritte, a seguito di specifica autorizzazione del Ministero dei trasporti e della navigazione, le navi adibite esclusivamente a traffici commerciali internazionali.

    2. Il Registro internazionale di cui al comma l e' diviso in tre sezioni nelle quali sono iscritte rispettivamente:
    a) le navi che appartengono a soggetti italiani o di altri Paesi dell'Unione europea ai sensi del comma 1, lettera a), dell'articolo 143 del codice della navigazione, come sostituito dall'artico1o 7;
    b) le navi che appartengono a soggetti non comunitari ai sensi del comma 1, lettera b), dell'articolo 143 del codice della navigazione;
    c) le navi che appartengono a soggetti non comunitari, in regime di sospensione da un registro straniero non comunitario, ai sensi del comma secondo dell'articolo 145 del codice della navigazione, a seguito di locazione a scafo nudo a soggetti giuridici italiani o di altri Paesi dell'Unione europea.

    3. L'autorizzazione di cui al comma 1 e' rilasciata tenuto conto degli appositi contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori del settore di cui agli articoli 2 e 3.

    4. Non possono comunque essere iscritte nel Registro internazionale le navi da guerra, le navi di Stato in servizio non commerciale, le navi da pesca e le unita' da diporto.

    5. Le navi iscritte nel Registro internazionale non possono effettuare servizi di cabotaggio per i quali e' operante la riserva di cui all'articolo 224 del codice della navigazione, come sostituito dall'articolo 7.

    Art. 2.
    Comando ed equipaggio delle navi iscritte nel Registro

    1. Per le navi iscritte nel Registro di cui all'articolo 1, con accordo tra le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori del settore, relativo a ciascuna nave da iscrivere o gia' iscritta nel Registro internazionale, da depositarsi presso l'ufficio di iscrizione della nave, puo' derogarsi a quanto disposto dall'articolo 318 del codice della navigazione, come sostituito dall'articolo 7, fatta eccezione per quanto concerne il comandante ed il primo ufficiale di coperta.

    2. Nella tabella di armamento della nave e' posta annotazione dei componenti dell'equipaggio per i quali, ai sensi dell'accordo di cui al comma 1, puo' derogarsi all'articolo 318 del codice della navigazione; e' in facolta' dell'autorita' competente negare le spedizioni alla nave il cui equipaggio non sia composto in conformita' alla annotazione stessa.

    3. I componenti l'equipaggio devono essere in possesso dei certificati rilasciati dall'amministrazione italiana o di altro Stato contraente previsti dalla convenzione internazionale sugli standards di addestramento, abilitazione e tenuta della guardia per i marittimi, adottata a Londra il 7 luglio 1978 e ratificata con legge 21 novembre 1985, n. 739, o da tali amministrazioni riconosciuti o autorizzati.

    Art. 3.
    Legge regolatrice del contratto di arruolamento Contrattazione collettiva

    1. Le condizioni economiche, normative, previdenziali ed assicurative dei marittimi italiani o comunitari imbarcati sulle navi iscritte nel Registro internazionale sono disciplinate dalla legge regolatrice del contratto di arruolamento e dai contratti collettivi.

    2. Il rapporto di lavoro del personale non comunitario non residente nell'Unione europea, imbarcato a bordo delle navi iscritte nel Registro internazionale, e' regolamentato dalla legge scelta dalle parti o, in mancanza, del Paese del quale il marittimo ha la cittadinanza, fatto salvo quanto stabilito dal comma 3.

    3. Le organizzazioni sindacali sottoscrittrici dei contratti collettivi di cui al comma 1 stabiliscono le condizioni economiche, salariali e assicurative, minime che devono essere comunque osservate per tutti i lavoratori non comunitari impegnati a bordo delle navi iscritte nel Registro internazionale, nel rispetto dei limiti internazionalmente stabiliti.

    Scusate se sono stato un po lungo ma avendo conseguito la patente nautica per unità da diporto a vela e motore fino a 24m senza limiti dalla costa l'argomento allora mi aveva appassionato.

  3. #13
    Moderatore L'avatar di dabi
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    Re: PAUL SOULSBY NUOVO SENIOR VICE PRESIDENT SHARED SERVICES

    Citazione Originariamente Scritto da marco
    Ma per quello anche l'imprenditore brianzolo può impiegare senza problemi legali lavoratori extracomunitari; il problema è che se il lavoratore (extracomunitario o italiano che sia) inizia a fare l'asinol'imprenditore se ne può liberare solo corrispondendo almeno sei mensilità. Questo se piccolo, se con più di 15 dipendenti è obbligato a reintegrarlo ... sulle navi non mi pare sia così macchinoso lasciare a casa qualcuno dell'equipaggio ...

    ho paura che questi bei tempi non esistano piu'...

    non so cambia da settore a settore.. ma le cose sono molto diverse nel mio..

    e aggiungo purtroppo..
    Daniela
    dabi
    moderatore

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