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Discussione: Comunicato Stampa - Backround Ambiente

  1. #1
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    Comunicato Stampa - Backround Ambiente

    Comunicato Stampa.


    MONITORAGGIO E SALVAGUARDIA DELL’ECOSISTEMA NELL’ISOLA DEL GIGLIO
    Il progetto di rimozione del relitto Concordia sin dal primo giorno ha avuto come priorità la
    protezione dell’ambiente dell’Isola del Giglio. Un impegno che non si fermerà quando il relitto
    verrà portato via, ma continuerà anche dopo, con il ripristino dei fondali e un monitoraggio
    costante per i cinque anni successivi alla fine delle operazioni.
    Il progetto di gestione ambientale, che prevede la collaborazione di riconosciute Università e
    Istituti, ha avuto sinora risultati molto positivi. Le analisi indicano infatti che lo stato delle
    acque dell'Isola del Giglio è buono, in linea con quello delle acque della Toscana, e che non è
    stato registrato alcun danno all’ecosistema marino esterno all’area di cantiere.
    Per fare queste valutazioni si è ricorso non solo ad analisi tradizionali, ma ci si è avvalsi anche di
    metodi più sofisticati, come esami su mitili, ricci e sulle specie ittiche del luogo che, prelevate
    periodicamente a campione, sono risultate prive di contaminazioni una volta confrontate con
    quelle dei loro simili residenti nelle altre zone della costa.
    Anche i recenti cicli di campionamento delle acque interne al relitto non hanno destato
    particolari preoccupazioni. In ogni caso, come misura di precauzione, al fine di prevenire
    qualsiasi danno per l’ambiente marino, prima della fase di rotazione della nave sono stati
    aspirati circa 4.000 m3 di acqua, in corrispondenza della zona delle lavanderie e delle cambuse.
    Analogamente, una grande attenzione è stata posta ai fondali, non solo dell’area di cantiere ma
    di tutto il versante orientale dell’isola. Importanti comunità vegetali e animali come le praterie
    di Posidonia e il Coralligeno (habitat protetti dall’Unione Europea) sono stati mappati e vengono
    continuamente monitorati per verificarne lo stato di salute. Fino ad oggi solamente nella zona
    dei lavori si rivelano modifiche allo stato dei fondali, mentre all’esterno non si avvertono segnali
    di alterazioni. Prima dell’avvio del parbuckling si è inoltre provveduto, tra la seconda metà di
    agosto e la prima di settembre del 2013, alla rimozione dello strato di sedimenti accumulatosi
    sul fondale nella zona tra il relitto e la costa: il volume di acqua e sedimenti trattato è stato di
    circa 2500m3.
    L’Isola del Giglio è attualmente uno dei siti più controllati dell’intero Mar Mediterraneo. Al
    fine di garantire che i lavori di rimozione del relitto si svolgano nel rispetto dell’ecosistema
    marino e in generale dell’ambiente, i diversi istituti incaricati per la supervisione ambientale sia
    dall’Osservatorio (ARPAT - Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Toscana,
    ISPRA) sia da Costa Crociere (Università La Sapienza di Roma e società D’Appolonia) effettuano
    controlli in modo continuativo su tutta l’area interessata. I monitoraggi previsti da questo piano
    di intervento si rivolgono non solo all’impatto in mare delle operazioni di rimozione, ma anche
    all’analisi della qualità dell’aria, e del clima acustico, alle rilevazioni naturalistiche
    terrestri e sui beni architettonici presenti sull’isola.
    In particolare sono stati effettuate:
    UNIVERSITA’ LA SAPIENZA: oltre 18.000 analisi (circa 240 campionamenti su 82 parametri)
    delle acque interne e esterne; oltre 3.000 analisi per la ecotossicologia nelle acque, sedimenti
    e organismi marini.
    OCEANOMARE DELPHIS: monitoraggio cetacei con circa 792 campagne di avvistamento per
    un totale di quasi 9.000 km percorsi, 409 rilievi acustici passivi (PAM) della presenza di cetacei
    per un totale di 4.310 minuti di registrazione, 474 campionamenti su 10 stazioni acustiche per il
    rumore, quasi 7.000 minuti di registrazioni; durante il parbuckling sono stati effettuati 1000
    minuti di monitoraggio acustico.
    UNIGENOVA: circa 4.200 campionamenti su 6 parametri chimico-fisici sulle acque esterne,
    acquisiti con sonda multiparametrica. Più di 2.000.000 di dati puntuali acquisiti sullo stato delle
    correnti, 101 campioni analizzati per flussi di sedimento (6 campioni al mese circa); 89 analisi
    mineralogiche sui campioni delle trappole per un totale di 1212 minerali determinati (12
    minerali per ogni analisi); Si sono laureati due Geologi e si stanno laureando 1 Geologo e 1
    Dottore in scienze Ambientali con Tesi relative ai monitoraggi Concordia.
    ARPAT: circa 20.000 analisi su parametri relativi alle acque esterne.
    Tutta l’area dei lavori è inoltre oggetto di rilievi per mezzo di telecamere ROV (Remote Operated
    Vehicle) e riprese subacquee in HD fino a 80 metri di profondità.
    MONITORAGGIO E SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE MARINO
    Il Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università di Roma La Sapienza è stato incaricato
    dal Consorzio Titan/Micoperi per il monitoraggio dell’ambiente marino sulla base di quattro fasi
    di lavoro.
    1. Censimento (Caratterizzazione di base)
    Si è svolta da giugno ad agosto 2012 con l’obiettivo di acquisire informazioni sull’area in cui si
    trova il relitto, raccogliendo elementi conoscitivi utili alle scelte progettuali e per la valutazione
    dei possibili impatti provocati dai lavori, identificando quindi gli interventi ottimali per poterli
    ridurre. Le indagini conoscitive hanno interessato l’ambiente marino in tutte le sue componenti
    (fisica, chimica e dinamica delle acque, popolamenti bentonici e planctonici, praterie di
    Posidonia, popolamenti ittici, rumore subacqueo e osservazione dei mammiferi marini, ecc).
    2. Analisi e monitoraggio durante i lavori
    Dall’inizio dei lavori sono condotti campionamenti delle diverse componenti fisico, chimiche e
    biologiche marine. Oggetto di analisi sono le masse d’acqua, con rilievi sulle correnti, la torbidità
    dell’acqua e la sedimentazione. Tali indicazioni hanno consentito e consentono di tenere sotto
    controllo gli effetti ambientali di tutte le attività di cantiere, garantendo l’attivazione, qualora
    necessario, delle misure di intervento previste.
    Al fine di salvaguardare i mammiferi marini, sono anche previsti monitoraggi acustici per
    verificare i livelli dei rumori subacquei prodotti dalle attività di cantiere e dal traffico marittimo,
    e avvistamenti visivi e sonori per verificare la presenza di cetacei nell’area stessa.
    Come già avvenuto nella fase precedente il parbuckling, anche nella fase di preparazione al
    rigalleggiamento per il successivo trasporto ed in collaborazione con le autorità competenti,
    sono stati definiti i punti di campionamento per le attività di monitoraggio delle acque interne
    al relitto. I risultati delle analisi, seppure non evidenziavano particolari criticità, hanno portato
    alla adozione di una serie di misure di mitigazione, tra le quali il pompaggio di diverse migliaia
    di metri cubi da alcuni volumi interni, che hanno permesso di eliminare completamente il
    rischio di fuoriuscita di inquinanti. Sono state, inoltre, condotte ispezioni visive per mezzo di
    ROV, all’interno dei locali di macchina: tali ispezioni hanno consentito di escludere la presenza
    di idrocarburi liberi in tali locali, la visibilità è risultata ottima e non sono state evidenziate
    particolari criticità.
    Ulteriori indagini riguardanti l’ecosistema marino (praterie di Posidonia oceanica,Coralligeno,
    popolamenti planctonici e algali della zona di marea) sono utilizzate per valutare lo stato di
    salute dell’ambiente, formulare indicazioni per eventuali interventi di mitigazione o ripristino
    ambientale.
    Successivamente alla rimozione ed in accordo con i risultati della caratterizzazione di base e
    delle analisi di monitoraggio, saranno avviate le altre due fasi.
    3. Ripristino dell’ecosistema marino
    In questa fase saranno avviate tutte le attività idonee al ripristino delle condizioni presenti
    precedentemente agli interventi per la rimozione del relitto.
    4. Monitoraggio quinquennale
    Questa fase prevede sia un monitoraggio per rilevare lo stato ambientale al termine dei lavori,
    sia un controllo di lungo periodo (5 anni) particolarmente rivolto a quelle componenti
    ambientali che più lentamente recuperano le loro condizioni originarie.
    Esempi di monitoraggio e salvaguardia dell’ambiente marino:
    Il salvataggio della Pinna nobilis
    Durante la fase di caratterizzazione di base si è evidenziata la presenza di una elevata densità di
    molluschi di Pinna nobilis nell’area dei lavori. All’inizio del monitoraggio sono stati individuati
    gli esemplari a maggiore rischio, circa 200, e sono stati espiantati mediante specifico intervento
    per ottenere il distacco dell’esemplare dal fondo senza danneggiarlo. Successivamente questi
    esemplari sono stati trapiantati in una zona in prossimità del relitto, ma al riparo dai lavori, in
    attesa di essere ricollocati a lavori ultimati.
    Posidonia oceanica e formazioni di Coralligeno
    Il monitoraggio dell’ambiente marino riguarda in particolare anche le praterie di Posidonia e le
    formazioni del Coralligeno, soprattutto nell’area di cantiere che sono tenute sotto costante
    controllo per verificarne le condizioni. Una fitta rete di stazioni di monitoraggio (balises) fisse sul
    fondale e di rilievi, sia in immersione subacquea sia mediante ROV, permettono di seguire
    regolarmente lo stato di salute (densità, ricoprimento, ecc.) della Posidonia. Al di là dell’area
    interessata dal relitto e dal suo cono d’ombra, che ha privato la Posidonia della luce
    indispensabile per la sua vita, nelle altre aree adiacenti al cantiere questa pianta marina non
    mostra segni di sofferenza.
    Mammiferi marini e il salvataggio del delfino
    Anche la tutela dei mammiferi marini è un tema caro al progetto. Il livello e l’intensità delle
    emissioni sonore causate dalle diverse attività sono infatti costantemente misurate mediante
    idrofoni subacquei. Quando necessario è stato possibile ridurre, modificare o sospendere i lavori
    il cui rumore causava disturbo alla fauna marina. Nell’area di cantiere e a bordo di mezzi navali
    si trovano anche due osservatori qualificati (MMO - Marine Mammals Observer) esperti
    nell’avvistamento e nel riconoscimento dei cetacei nei pressi dell’area di cantiere e nelle aree
    adiacenti.
    Grazie a questi monitoraggi l’8 gennaio 2013 è stato avvistato un delfino in difficoltà a causa di
    un pezzo di rete avvolto intorno al peduncolo caudale, che impediva apparentemente l’attività
    natatoria. Allertati gli enti competenti, i mezzi navali del cantiere, ad intermittenza, per tre
    giorni, hanno interrotto o rallentato le attività, per non arrecare disturbo al delfino in difficoltà e
    per favorirlo nel ritrovamento della via.
    SALVAGUARDIA AMBIENTE TERRESTRE
    Gli esperti di D’Appolonia, leader internazionale nei servizi di ingegneria ambientale, sono stati
    incaricati da Costa Crociere del monitoraggio e della salvaguardia dell’ambiente terrestre, che
    comprende, per tutta la durata del progetto, le seguenti attività:
    - periodici rilievi delle componenti naturalistiche (flora e fauna);
    - rilievo dello stato di consistenza dei beni architettonici;
    - monitoraggio e valutazione di impatto acustico e vibrazionale
    Il monitoraggio della qualità dell’aria è stato portato avanti fino al 10 dicembre 2013 con una
    stazione di controllo dedicata e ha consentito di escludere qualsiasi tipi di effetto sulla qualità
    dell’aria anche nei periodi in cui è stato impiegato il maggior numero di mezzi navali.
    Altre operazioni per salvaguardare l’ambiente
    Recupero del carburante
    Immediatamente dopo l’incidente, Costa Crociere è intervenuta per impedire un potenziale
    impatto ambientale predisponendo delle barriere contenitive (le panne) intorno allo scafo, nel
    caso in cui si fossero verificate delle perdite. Sin dalla giornata di sabato 14 gennaio 2012 la
    Compagnia ha incaricato la società Smit Salvage BV, leader mondiale del settore dei recuperi -
    che si è avvalsa a sua volta della società italiana Tito Neri srl - per elaborare un piano
    d’intervento di recupero del carburante in stretta collaborazione con le Autorità competenti.
    L’estrazione del carburante dai serbatoi è iniziata il 12 febbraio 2012, e si è conclusa con
    successo il 24 marzo 2012. Sono stati aspirati complessivamente 2.042,5 m3 di idrocarburi.
    Raccolta e smaltimento dei rifiuti e delle acque nere
    Il 14 gennaio 2012 è iniziato il recupero del materiale galleggiante, prima ad opera delle
    strutture emergenziali e successivamente da parte di Costa Crociere. Il 13 marzo 2012 le società
    Smit Salvage BV e Tito Neri hanno terminato le operazioni di svuotamento delle acque nere per
    un totale di 240 m3.
    Al termine delle operazioni di rimozione del combustibile, il 25 marzo 2012 sono iniziate le
    operazioni di pulizia del fondale dagli oggetti fuoriusciti dal relitto. In totale sono state
    rimosse circa 24 tonnellate di materiali.
    Altre sostanze ancora presenti a bordo
    A bordo sono ancora presenti principalmente prodotti di pulizia e di igiene raccolti in piccoli
    contenitori omologati e chiusi in depositi. Concordia, infatti, è una nave conforme ai migliori
    standard di rispetto ambientale e tutti gli oggetti potenzialmente inquinanti sono stoccati in
    modo adeguato e sicuro. Essendo molto remota la possibilità di sversamenti, la rimozione in loco
    di questi prodotti avrebbe creato più rischi agli operatori che benefici. Questo è stato
    riconfermato anche dalle valutazioni effettuate in seguito alla rotazione della nave
    (parbuckling).
    marcatusso


  2. #2
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    Re: Comunicato Stampa - Backround Ambiente

    Questo è un testo molto interessante ed istruttivo.

    Oggi molto si è detto al Tg sul fatto che la nave durante il suo spostamento potrebbe sversare qualcosa in mare.

    Martedi sera invece, sempre al Tg, hanno detto che ci sarebbe una petizione da parte di alcuni gigliesi che richiedono che la piattaforma del falso fondale rimanga lì al suo posto come stazione subacquea per i sub e che intendono fare un museo della tragedia

  3. #3
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    Re: Comunicato Stampa - Backround Ambiente

    Io credo che alla fine tutto sarà rimosso, basti pensare che è piena zona portuale quella, anche se il traffico è minimo non credo sarà autorizzata una cosa del genere
    marcatusso


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