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Discussione: Concordia, conto alla rovescia per lo smantellamento

  1. #1
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    Concordia, conto alla rovescia per lo smantellamento

    Concordia, conto alla rovescia per lo smantellamento

    Genova - I lavori per lo svuotamento della “Costa Concordia” cominceranno alla fine della prossima settimana.

    Genova - I lavori per lo svuotamento della “Costa Concordia” cominceranno alla fine della prossima settimana. «L’iter autorizzativo per l’avvio della fase di alleggerimento del relitto è in fase di completamento», afferma una nota diffusa ieri dal consorzio Ship Recycling, composto da Saipem al 51% e San Giorgio al Porto al 49%. «Se i chiarimenti che avevamo richiesto sono completi, come penso che sia, il nulla osta arriverà entro la prossima settimana», conferma Cecilia Brescianini, responsabile del servizio Energia, aria e rumore della Provincia di Genova. Con il nulla osta, si potrà procedere alla prima delle quattro fasi che porteranno alla completa sparizione del relitto, che concluderà la sua esistenza distribuito fra aree di conferimento rifiuti e impianti per il riciclaggio dei materiali ancora utilizzabili. La prima fase prevede la rimozione degli arredi interni del relitto, come tavoli, sedie, materassi e altri oggetti che giacciono sparsi sui ponti ora riemersi. I materiali saranno sbarcati su chiatte che li porteranno in zone del porto di Prà-Voltri dove verranno suddivisi in base alla tipologia. Di qui verranno caricati su camion diretti agli impianti di smaltimento e riciclo.
    Il consorzio Ship Recyling, ha consegnato giovedì scorso le osservazioni richieste dalla Provincia riguardo al rispetto di determinate modalità di confezionamento e stoccaggio dei rifiuti e alla definizione delle categorie dei rifiuti stessi. Da quel momento la Provincia ha sette giorni per rispondere, concedendo il nulla osta o presentando ulteriori richieste, in base a quanto prescritto dalla Protezione civile. Ci vorranno 22 mesi per completare le fasi programmate per l’operazione. La prima fase nel porto di Voltri alleggerirà il relitto in modo che il pescaggio, ossia la parte immersa, passerà da 18 a 15 metri. A dicembre avverrà il trasferimento a levante, nell’area dove un tempo era ospitato il vecchio super-bacino galleggiante. Sarà la Capitaneria di porto a supervisionare un’operazione delicata, in un periodo dell’anno non particolarmente favorevole da un punto di vista climatico. Nella nota diffusa ieri, le aziende confermano che i tempi verranno rispettati. Ma non tutti sono così ottimisti. Tommaso Gerbino, il progettista che aveva presentato il primo piano per lo smaltimento, non ha condiviso le scelte che sono state fatte dopo che la nave è arrivata a Genova e si è tolto da ogni responsabilità, esprimendo seri dubbi tecnici sulle modalità con cui viene gestita la fase di alleggerimento del relitto. Da parte sua, il consorzio Ship Recycling precisa che «attualmente, l’iter autorizzativo per l’avvio della fase di alleggerimento del relitto è in fase di completamento. La pianificazione del lavoro di smantellamento e riciclo della Concordia è in linea con i tempi previsti ossia, complessivamente, circa 22 mesi». La nota sottolinea che «le attività necessarie per l’avvio del progetto di smantellamento e riciclo della “Concordia” sono iniziate sin dall’arrivo del relitto a Genova. Si è partiti, anzitutto, con la definizione del progetto di ingegneria esecutiva, mentre circa 50 tecnici hanno lavorato al completamento delle operazioni di messa in sicurezza delle aree interne al relitto con l’installazione di impianti antincendio, elettrici e di illuminazione e delle attrezzature per la movimentazione dei materiali».
    Un punto importante del progetto riguarda l’individuazione delle aree dove saranno stoccati i rifiuti prodotti dall’attività di smantellamento. Il consorzio non specifica quali siano le aree individuate. Tuttavia assicura che «non vi sono criticità legate al conferimento in discarica dei materiali derivanti dalle attività di alleggerimento previste per la prima fase del progetto, per cui esistono già i necessari canali contrattuali con diversi impianti». I lavori di smantellamento valgono 90 milioni, assegnati in un primo momento alla San Giorgio al Porto, società del comparto delle riparazioni navali genovesi, e in seguito a un consorzio composto dalla stessa San Giorgio e da Saipem.

    Fonte:
    http://www.themeditelegraph.it/it/shipping/shipyard-and-offshore/2014/09/25/concordia-conto-alla-rovescia-per-smantellamento-focus-TXXR8kIVPqQD9Wie3UdMdI/index.html

  2. #2
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    Re: Concordia, conto alla rovescia per lo smantellamento

    A me da però da pensare che in quasi due mesi ancora non sia iniziato nulla di concreto ...

  3. #3
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    Re: Concordia, conto alla rovescia per lo smantellamento

    Infatti.
    La nave è a Genova da fine luglio e ancora non hanno iniziato con lo sgombero degli arredi. Hanno fatto solo sopralluoghi.
    Se le operazioni dovevano concludersi a maggio 2016... i tempi iniziano a slittare.

  4. #4
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    Re: Concordia, conto alla rovescia per lo smantellamento

    Concordia, la prossima settimana inizia lo smantellamento



    Ora che anche l'ultima carta, l'ultima autorizzazione firmata dalla Provincia di Genova è arrivata, può davvero partire la più grande operazione di demolizione di una nave mai realizzata al mondo. Nemmeno l'alluvione sembra in grado di fermare il via alle operazioni di smantellamento della Costa Concordia, che potrebbe già avvenire domani. L'unico stop potrebbe essere legato alla difficoltà nel raggiungere il porto di Prà delle ditte specializzate che dovranno salire a bordo della nave.

    Se infatti le condizioni meteo dovessero essere davvero proibitive dal centro verso il ponente genovese, allora si sceglierebbe di rinviare la partenza. Ma sarebbe comunque un rinvio breve, uno-due giorni al massimo, legato appunto alle condizioni atmosferiche.

    Sul fronte delle autorizzazioni non c'è comunque più nulla da attendere e anche dal punto di vista operativo la macchina può mettersi in moto, con l'obiettivo di restare accesa per ventidue mesi, il tempo necessario a completare la demolizione. La più grande mai avvenuta nella storia delle navi passeggeri, si diceva all'inizio, non solo per le dimensioni dell'unità in questione (stazza lorda 114mila tonnellate) e per il valore della commessa, poco meno di cento milioni di euro, ma ancor più per il progetto messo a punto dal consorzio San Giorgio del Porto-Saipem, un mix di sapere antico e di alta tecnologia che può realmente proiettare Genova all'interno di un business in continua espansione.

    Unica condizione, che venga definitivamente adottata la convenzione internazionale che impone di demolire le navi rispettando l'ambiente e le condizioni di chi lavora. Se invece sarà ancora il dumping sociale e ambientale a fare la differenza, allora il mercato continuerà a essere governato dal Sud Est asiatico e dall'Est europeo. Si vedrà.

    Comunque sia, l'operazione-Concordia può finalmente mettersi in moto, due mesi e mezzo dopo l'attracco alla diga foranea del porto di Prà. Tempo ne è effettivamente passato, ma non inutilmente. Dopo le prime settimane dedicate alla ricerca dell'ultimo corpo ancora disperso, quello del marittimo indiano Russel Rebello, è subito scattata la fase operativa, con un surplus di attività strettamente legate alla sicurezza. I ponti resi scivolosi dalla lunga sosta nelle acque del Giglio, lo scafo deformato, le voragini interne alla nave hanno indotto il consorzio a mettere a punto ogni possibile iniziativa tesa a rendere il lavoro il più sicuro possibile.

    Dall'impianto di illuminazione a quello antincendio, passando per una lunga serie di altri interventi, si è così cercato in queste settimane di garantire le massime condizioni di sicurezza in un luogo che resta comunque molto pericoloso. Ovvio che al suo interno debbano lavorano mani esperte di tecnici specializzati e di operai che conoscono la nave e le sue caratteristiche.

    Il ruolo affidato alla prima fase di "stripping" nel porto di Prà è peraltro molto delicato. L'o- biettivo è, nell'arco di quattrocinque mesi, alleggerire la nave di tutto il materiale non ferroso, circa 18mila tonnellate di prodotti da smaltire e che solo in piccola parte, date le condizioni, potrà essere recuperato e donato alle associazioni impegnate nel sociale e nel volontariato. I primi a salire a bordo saranno i dipendenti delle ditte specializzate che inizieranno il lavoro di smantellamento dai ponti più alti. I soci della Compagnia Unica entreranno in azione poco dopo. Sulla diga attrezzata a cantiere tutto è pronto per accogliere il materiale.

    Da poco sono arrivati anche gli speciali macchinari che tritureranno i "rifiuti" che poi saranno avviati allo smaltimento. In parallelo, davanti alla banchina ex superbacino che accoglierà la Concordia dopo la fase di "stripping" è già al lavoro la draga che sta abbassando il fondale per non creare problemi di pescaggio alla nave, una volta che potrà staccarsi da Prà. Operazioni che avverranno in sinergia, così da permettere l'immediato trasferimento della Concordia "alleggerita" nel porto di Sampierdarena.

    Fonte Concordia, la prossima settimana inizia lo smantellamento - Repubblica.it

  5. #5
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    Re: Concordia, conto alla rovescia per lo smantellamento

    Costruire case con i resti della Concordia? Renzo Piano: "E' possibile"



    Renzo Piano









    Grosseto, 16 ottobre 2014 - Utilizzare resti della Concordia per costruire palazzi? L'idea, proposta in una tesi di laurea al Politecnico di Milano, sembra possibile, a confermarlo è il guro dell'architettura, Renzo Piano.

    Nello specifico la tesi propone di utilizzare l'acciaio della nave da crociera per costruire residenze popolari a Savoia. E' di una studentessa del Politecnico il progetto: "Il 20% di acciaio, e quel che resta della Concordia, dall'arredamento agli allestimenti, sarebbe utilizzato per costruire case popolari a Savona, non solo, anche in zone terremotate".
    "Si può fare, certamente" - ha asserito l'architetto. "Recuperare acciaio da strutture esistenti si è sempre fatto, in tutto il mondo esistono pavimenti costruiti con il tech delle navi - continua l'architetto. E oltre all'aspetto pratico, si tratta di arte concreta, c'è quello culturale dell'attenzione al riciclo".


    Fonte Costruire case con i resti della Concordia? Renzo Piano: "E' possibile" - Grosseto - La Nazione - Quotidiano di Firenze con le ultime notizie della Toscana e dell?Umbria

  6. #6
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    Re: Concordia, conto alla rovescia per lo smantellamento

    Triturare marchio Costa Concordia, far sparire oggetti e arredi. Ma sarà mercato nero

    ROMA - Triturare marchio Concordia: far sparire oggetti e arredi. Ma sarà mercato nero. Ogni traccia del relitto più famoso del mondo dovrà essere cancellata: mobili, arredi, tappezzeria, suppellettili, oggetti vari con il marchio Costa Concordia finiranno frantumati e ridotti in briciole nell’impianto di triturazione del cantiere di Genova Voltri. E’ quanto ha deciso la casa madre Carnival, intenzionata a stroncare sul nascere qualsiasi mercato di “memorabilia” del tragico naufragio. Niente deve ricordare questa pagina oscura, la memoria, per quanto possibile, deve essere rimossa.
    Il rischio ora è l’inevitabile caccia ai cimeli superstiti, l’affermarsi di un mercato nero di quanto sfuggito al trituratore se non è stato già occultato prima. Le fasi di stoccaggio e demolizione, affidate alla Ship Recyling, procedono secondo i piani prestabiliti: per dire, le 50mila tonnellate di acciaio recuperate dallo scafo sono state divise in 15mila blocchi pronti per essere assegnate alle ditte appaltatrici che per 270 euro a la tonnellata si occuperanno del riciclo.
    Ma i pezzi forti sono già nel mirino dei collezionisti che non si accontentano di ciò che è già in offerta su e-Bay: si tratta di oggettistica varia riferibile a navi di Costa Crociere ma non della Concordia. “I veri collezionisti cercano ben altro: argenteria punzonata, vasellame, strumentazioni di bordo, decorazioni o pezzi di arredamento” (Corriere della Sera).
    Il pezzo più pregiato, per esempio, è stato trafugato quasi subito, il 15 marzo 2012. Si tratta della campana di bronzo della nave, il cui attuale proprietario è sconosciuto: se una campana storica vale intorno ai 4mila euro, questa, originale della Concordia, potenzialmente non ha prezzo.
    Altre scomparse alimenteranno il mercato nero a dispetto del trituratore: un furto nei magazzini di Talamone, il sospetto che i 4 sub a caccia di souvenir intorno al relitto e cacciati dal Giglio non siano un caso isolato


    Fonte Triturare marchio Costa Concordia, far sparire oggetti e arredi. Ma sarÃ* mercato nero | Blitz quotidiano







  7. #7
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    Re: Concordia, conto alla rovescia per lo smantellamento

    Per me è un peccato, piuttosto si potevano vendere e devolvere il ricavato alle famiglie dei defunti e/o beneficenza

  8. #8
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    Re: Concordia, conto alla rovescia per lo smantellamento

    Hai ragione Marco
    Alberto
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  9. #9
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    Re: Concordia, conto alla rovescia per lo smantellamento




    La seconda vita della Concordia diventa business


    SAIPEM E CANTIERI SAN GIORGIO HANNO DATO VITA A UNA NUOVA SOCIETÀ E STANNO USANDO IL PIANO DI RICICLO DEI MATERIALI DEL RELITTO PER METTERE A PUNTO UN NUOVO MODELLO PER GLI SMALTIMENTI NAVALI SETTORE DA CUI L’ITALIA ERA ASSENTE DA ANNI

    La seconda vita della Costa Concordia sarà un’infinità di cose tutte insieme: acciaio per navi ed elettrodomestici, tondini di ferro e travi, rotaie e lamiere; rame sfilato dai cavi elettrici che verrà impiegato in altre attività industriali; piastrelle e marmi che potranno essere recuperati e riutilizzati. E ancora legno, vetro, plastica, carta e cartoni. Tutto fatto a pezzi, triturato, polverizzato prima di tornare a nuova vita. Non chiamatela demolizione, perché quella scattata da pochi giorni al porto di Genova-Prà è soprattutto un’operazione di riciclo. L’obiettivo dei proprietari del relitto, il consorzio formato da Saipem e San Giorgio del Porto che non a caso si chiama “Ship Recycling”, è infatti quello di recuperare fino al 90% di ciò che oggi compone la Concordia. «Ce lo siamo posti come obiettivo e sappiamo che è alla nostra portata spiega Ferdinando Garré, l’amministratore delegato del consorzio che guida anche i San Giorgio, gli storici cantieri genovesi di riparazione e costruzione navale che ora hanno dovuto modificare la loro ragione sociale aggiungendo anche la demolizione -Ben poco di quello che è rimasto dentro la nave per tutto questo tempo e in simili condizioni potrà essere riutilizzato. Ma quasi tutto potrà essere recuperato e riciclato per nuove attività». Per rientrare in un business da cui l’Italia era uscita negli anni Ottanta, il consorzio ha messo a punto un progetto





    totalmente rivoluzionario rispetto alle attività tradizionali di demolizione, spesso condotte in Asia o nell’Est Europeo in condizioni di dumping ambientale in cui si comprime al massimo il costo della manodopera. Pur superiore del doppio rispetto a quella dei concorrenti turchi (104 milioni di euro contro poco più di 40), l’offerta genovese ha fatto breccia nei vecchi proprietari della nave (la Costa Crociere) e ora consente all’Italia di riproporsi con nuovi standard in un business vecchio, ma quanto mai attuale. L’operazione- Concordia, insomma, diventa una sorta di prototipo per un’attività da recuperare rapidamente, perché in grado di produrre ricchezza e lavoro. Concetto, questo, ben chiaro all’autorità portuale di Genova che ha subito messo a punto un piano di ampliamento delle aree industriali dello scalo, con una divisione netta degli spazi fra riparazioni navali e nautica. Tutto comunque comincia o, meglio, ricomincia dalla Concordia. Nella prima fase di “alleggerimento” della nave, funzionale a liberarla di tutto il materiale “non ferroso”, saranno tolte 10mila tonnellate di prodotti. Al lavoro ci sono già 80 operai (che saliranno presto a 150) che stanno togliendo notte e giorno pannelli, mobilio e arredi da ponti e cabine. I materiali ingombranti, sedie, tavoli, divani, materassi, poltrone vengono triturati sulla banchina di Prà trasformata in cantiere e avviati subito a smaltimento nei due centri di Savona e di Bergamo. Stessa sorte anche per i prodotti confezionati rimasti a lungo intrappolati nel relitto, saponi, detergenti, alimenti: avviati ai centri di Alessandria e Torino. Tutto il resto, invece, viene conferito ai “siti specializzati” di Alessandria, Genova, Milano e Torino e recuperato per nuove attività: dal legno (porte e ripiani) al vetro, dalla plastica ai cartoni fino ai rifiuti da apparecchiature elettroniche ed elettriche (televisori, frigoriferi, lampade). Recuperati anche gli inerti (piastrelle, ripiani, marmi) e i rottami metallici, ben 7.700 tonnellate. Una volta liberata da tutto questo, nei primi mesi del 2015, dopo essersi sollevata di tre metri proprio per le operazioni di “alleggerimento”, la nave verrà trasferita nel porto di Sampierdarena. A questo punto, però, a navigare sarà una grande scatola di ferro del peso di circa 40mila tonnellate che verrà fatta a pezzi partendo dai ponti più alti per arrivare fino in fondo. Tempo necessario per concludere tutto, ventidue mesi scattati dall’arrivo della nave in porto, a fine luglio. Come dire che a maggio 2016 non resterà più nulla della Concordia, mentre ciò che la componeva potrà tornare in gran parte a nuova vita. L’acciaio verrà sezionato e venduto come rottame e ad aggiudicarselo saranno le aziende siderurgiche che presenteranno l’offerta migliore. «Ci basiamo sulle tabelle della Camera di Commercio di Milano che indica il prezzo a tonnellata in 270-280 euro», spiega Garré. Moltiplicato per 40mila, fa poco meno di 12 milioni di euro. Il “ferro” finirà nei forni elettrici e tornerà acciaio per l’industria. Anche quella cantieristica, per farne navi. Magari da crociera. Qui sopra, un’immagine del relitto della Costa Concordia nel porto di Genova Prà A lato, Ferdinando Garré, ad di Ship Recycling, il consorzio che si occupa di smantellare la Concordia

    Fonte La seconda vita della Concordia diventa business - Repubblica.it




  10. #10
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    Re: Concordia, conto alla rovescia per lo smantellamento

    Costa Concordia dice addio a Prà da domani scatta il nuovo viaggio
    Il relitto navigherà per dieci miglia prima dell’attracco alle Riparazioni previsto per martedì pomeriggio

    Addio al porto di Prà. Domani alle 16 la Costa Concordia, finita la prima fase di “alleggerimento”, lascerà la diga del terminal Vte e prenderà il largo, per fare rientro alle Riparazioni Navali. Ad attenderla c’è la banchina ex superbacino, la stessa a cui attraccò a lungo appunto il vecchio superbacino galleggiante, inutilizzato per decenni prima di essere venduto per un milione di dollari a una società turca che, ancora oggi, lo utilizza per demolire e smantellare navi. Pare proprio il destino di quest’attracco, fare i conti con qualcosa che Genova non utilizza oppure demolisce. In questo caso, però, la prospettiva è quella di aprire una pagina nuova nella storia del business del mare, rientrando nel mercato delle demolizioni. Dopo aver tolto dall’interno del colosso naufragato nel gennaio di tre anni fa davanti all’isola del Giglio 5.700 tonnellate di arredi e allestimenti interni, ora la Concordia può navigare più leggera verso la sua prossima tappa, l’area delle Riparazioni, in cui avverrà la demolizione. A meno di improvvisi peggioramenti meteomarini, l’operazione scatterà domani alla 16, come deciso durante una commissione tecnica in Capitaneria. Il blocco potrebbe scattare solo se l’altezza delle onde dovesse superare il metro e il vento i 15 nodi al secondo. Concordia navigherà per una decina di miglia, senza mai superare i due nodi di velocità. Alle prime ore di martedì sarà già nei pressi dell’imboccatura del porto, ma all’attracco andrà soltanto nel pomeriggio, per non ostacolare le manovre di entrata e di uscita dei traghetti e delle altre navi. Saranno i mezzi della “Rimorchiatori Riuniti” a guidare l’operazione, fin dalla fase di disormeggio, che vedrà impegnati sei mezzi. Il rimorchio, invece, avverrà con l’impiego di altri tre mezzi mentre un quarto navigherà a poca distanza, insieme alle imbarcazioni delle forze di polizia e della Guardia costiera.
    L’ormeggio alla banchina ex superbacino avverrà infine con l’ausilio di 8 rimorchiatori.
    Si chiude così la prima delle tre fasi previste dal progetto di smantellamento e riciclo della Costa Concordia messo a punto dal consorzio “Ship Recycling”.
    La Concordia aveva lasciato il Giglio il 23 luglio e dopo quattro giorni di navigazione assistita era arrivata a Genova alle 6 del mattino. Attraccata alla banchina del porto di Prà, la nave è stata alleggerita di 5.700 tonnellate di arredi e allestimenti interni che, sollevandola di oltre metri, le hanno consentito di raggiungere il pescaggio necessario per il trasferimento del relitto in totale sicurezza nel porto di Sampierdarena.

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    Fonte: Costa Concordia dice addio a PrÃ* da domani scatta il nuovo viaggio - Repubblica.it
    Ultima modifica di Pina; 10-05-15 alle 16:33

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