Pagina 1 di 5 123 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 42

Discussione: Costa Crociere scappa da Genova?

  1. #1
    Moderatore Globale L'avatar di marco
    Data Registrazione
    09-11-2009
    Località
    Parma
    Messaggi
    16,400

    Costa Crociere scappa da Genova?

    Riportiamo il seguente articolo; è la fine di un'epoca? In ogni caso dispiace sempre per i lavoratori che ci rimettono

    Ecco il piano di Costa Crociere

    Genova - Sino a cento trasferimenti ad Amburgo, ma la sede rimarrà a Genova. Accorpate funzioni tecnico operative con la compagnia tedesca Aida.

    Genova - L’obiettivo è razionalizzare alcune funzioni: oggi ognuno dei cinque brand europei del gruppo Carnival (Costa, Aida, IberoCruceros, P&O, Cunard) ha propri uffici tecnici e acquisti, e il colosso delle crociere americano ha aperto la partita della razionalizzazione sotto un unico ombrello. L’accentramento sta riguardando a livello mondiale tutto il gruppo che creerà presto grandi centri tecnico operativi per rendere più efficienti alcuni processi, accorpandoli ad Amburgo (per l’Europa) e Shanghai per l’emergente mercato asiatico. Costa Crociere non sarà esclusa da questi grandi movimenti. A quanto risulta al Secolo XIX/The Meditelegraph e confermato da più fonti, alla sede di Amburgo dovrebbero trasferirsi da Genova tra le 60 e le 80 unità, ma il tetto massimo sarà sicuramente fissato a 100. In Germania ha sede anche Aida, altro marchio del gruppo che manterrà la sede a Rostock, ma condividerà con Costa alcune divisioni operative che saranno accorpate proprio ad Amburgo.
    Le cifre non sono ancora precise perchè il piano è in fase di limatura e ufficialmente doveva essere reso noto entro Marzo. Si tratta di dipendenti che svolgono attività operative all’interno di diverse divisioni: ruoli tecnici, tra cui anche una parte relativa agli acquisti. Rimarranno sicuramente a Genova invece tutti gli altri uffici, comprese la parte direzionali e il call center: sono due aspetti che avrebbero inciso particolarmente su qualità e numero dei trasferimenti, ma non si muoveranno da Genova. La testa pensante della compagnia e la sede, rimarranno nel capoluogo ligure e lo stesso accadrà con gli operatori del call center che da poco sono stati trasferiti nei nuovi uffici accanto alla sede centrale di Piazza Piccapietra. Un investimento che Costa Crociere ha effettuato non molto tempo fa con il trasferimento degli uffici di Sampierdarena verso il centro città e che vorrebbe valorizzare al massimo.
    Costa Crociere conta attualmente più di 1.000 dipendenti e già a dicembre i vertici della compagnia avevano comunicato che entro tre mesi avrebbero reso noti i piani dei trasferimenti. Il dossier potrebbe aver preso un’improvvisa accelerazione negli ultimi tempi e l’amministratore delegato Michael Thamm dovrebbe comunicare a breve novità su questo fronte. Il dossier, quando sarà reso noto, ma che il Secolo XIX è già in grado di anticipare, dovrebbe anche tranquillizzare sulla bandiera italiana che continuerà a sventolare ancora sulla navi della compagnia. Questo passaggio è un tassello importante per comprendere il futuro di Costa, legato dunque ancora a Genova. In ogni caso venerdì i sindacati si incontreranno con l’azienda in modo formale e il quadro andrà chiarendosi. «Siamo molto preoccupati e continuiamo a monitorare la situazione» spiega Mauro Scognamillo della Fit Cisl che sarà presente all’incontro di venerdì.
    Dalla compagnia per ora non trapela nulla e in attesa della voce dei vertici di Piazza Piccapietra, Costa continua a ribadire: «La nostra sede principale si trova a Genova dove impieghiamo oltre 1.000 persone. Solo negli ultimi due anni abbiamo assunto 200 nuove persone per questa sede. La nostra strategia aziendale, finalizzata alla continua crescita, ci impone di adeguare costantemente le nostre strutture organizzative. I risultati della nostra ultima analisi saranno disponibili tra alcuni mesi». Quando nel 1997 Costa Crociere venne acquistata dal gruppo Carnival, la politica genovese fece ponti d’oro per mantenere il quartier generale della compagnia in città: l’allora ministro Claudio Burlando (che nei prossimi giorni incontrerà Thamm proprio per chiedergli lumi sul piano-Costa) fu l’artefice dell’estensione dei benefici fiscali del registro internazionale anche alle navi da crociera, e la mossa fu provvidenziale per convincere gli americani, che avevano già messo gli occhi su Montecarlo, a mantenere la Costa a Genova, triplicando i dipendenti e creando il polo mediterraneo del gruppo di Micky Arison.


    Fonte: Ecco il piano di Costa Crociere - The Medi Telegraph

  2. #2
    Special User
    Data Registrazione
    24-11-2009
    Località
    Montecelio
    Messaggi
    2,496

    Re: Costa Crociere scappa da Genova?

    Eppure quando se ne parlava tempo addietro Ro diceva di no...


    Inviato dal mio iPhone

  3. #3
    Collaboratore Dirette L'avatar di crocerista99
    Data Registrazione
    30-09-2013
    Località
    Bergamo
    Messaggi
    3,258

    Re: Costa Crociere scappa da Genova?

    Ricordo anche io, sono rimasto sorpreso in quanto la notizia era stata smentita tempo fa...
    Collaboratore Dirette

  4. #4
    Amministratore L'avatar di Ro*
    Data Registrazione
    22-10-2009
    Località
    Finale Ligure
    Messaggi
    23,630

    Re: Costa Crociere scappa da Genova?

    A me Vosta aveva confermato che nel caso era unicamente un dipartimento coinvolto nello spostamento e non la sede Costa.
    Rosalba Scarrone
    Amministratore
    Liveboat.it

    Facebook
    Il blog di Rosalba

  5. #5
    Amministratore L'avatar di Ro*
    Data Registrazione
    22-10-2009
    Località
    Finale Ligure
    Messaggi
    23,630

    Re: Costa Crociere scappa da Genova?

    Ancora oggi comunque nessun comunicato ufficiale meglio attendere
    Rosalba Scarrone
    Amministratore
    Liveboat.it

    Facebook
    Il blog di Rosalba

  6. #6
    Moderatore L'avatar di Pina
    Data Registrazione
    06-05-2010
    Località
    Venaria (TO)
    Messaggi
    3,460

    Re: Costa Crociere scappa da Genova?

    Riporto un articolo pubblicato ieri da "Il fatto quotidiano"


    Costa Crociere lascia Genova e va ad Amburgo: l’addio iniziato dopo il Giglio


    Verso l'annuncio ai 18mila dipendenti da parte dell'ad Thamm subentrato per volere della Carnival poco dopo la sciagura della Concordia. E' la fine dell'italianità della compagnia di navigazione: è l'ultimo sigillo al percorso di vampirizzazione tedesca durato due anni e mezzo


    Durante la notte del 13 gennaio 2012 all’isola del Giglio non è solo affondata la Costa Concordia, naufragio per il quale la procura di Grosseto ha chiesto 26 anni e 3 mesi per l’unico imputato Francesco Schettino, ma sono colati a picco 65 anni di storia di Costa Crociere, anche se solo oggi la fine dell’italianità della compagnia di navigazione ha assunto contorni più netti. L’annuncio che mercoledì 28 gennaio il ceo di Costa Crociere Michael Thamm dovrebbe fare in videoconferenza ai 18mila dipendenti della compagnia (un migliaio nell’headquarter genovese di piazza Piccapietra, gli altri dislocati sui sette mari a bordo delle 15 navi, compresa l’ammiraglia Diadema inaugurata a novembre) sarà solo apparentemente quello di un semplice trasferimento di poche persone, un centinaio su mille, dalla sede di Genova agli uffici di Amburgo di una nuova società ad hoc creata da Carnival Plc, la grande holding americana delle crociere a cui Costa appartiene dal 1997: in realtà segnerà la fine di un’era, mettendo il sigillo finale a due anni e mezzo di vampirizzazione tedesca di un’azienda simbolo del made in Italy. Fondata nel 1947 come Costa Armatori da Angelo Costa, ricchissimo erede di un impero industriale genovese, Costa Crociere fu la prima compagnia di navigazione al mondo a offrire un servizio crocieristico da svago, e, operando su mercati globali in posizioni di leadership, ha fatto dell’italianità la propria brand equity, ma dopo la notte del Giglio è iniziato il takeover germanico sull’azienda: appena 5 mesi dopo il naufragio della Concordia, infatti, il gran capo di Carnival Micky Arison spedì sulla plancia di comando di Costa il tedesco Thamm, fino ad allora presidente della cugina povera di Costa, la teutonica Aida Cruises, operativa solo sul mercato locale con personale di bordo monolingue tedesco.
    Due anni e mezzo dopo, Thamm ufficializza la riorganizzazione aziendale con annesso spostamento sull’estuario dell’Elba di 100 dipendenti della sede genovese, che saranno assunti dalla nuova società con sede ad Amburgo, mentre Costa manterrà sede legale in Italia e continuerà a battere bandiera tricolore. Oltre alla perdita di posti il lavoro (non tutti potranno sradicare le famiglie per trasferirsi dal sole mediterraneo alla Germania settentrionale) l’effetto più grave dell’operazione è che a lasciare l’Italia sarà l’anima di Costa: infatti il progetto caparbiamente perseguito e compiuto da Thamm su mandato di Carnival nei suoi due anni e mezzo di regno a Genova è stato quello di creare in Germania un’unica testa per tutte le compagnie europee della holding americana: oltre alla società italiana, la tedesca Aida Cruises, l’inglese P&O Cruises e la spagnola Ibero Cruceros. Si svela così la vera mission data a Thamm da Arison nel 2012, dopo la tragedia della Concordia: il tedesco fu infatti mandato a Genova per sostituire dopo 15 anni il vecchio ad di Costa Pier Luigi Foschi, paladino dell’identità storica della società di navigazione italiana. Con quel cambio al vertice, Carnival ruppe il tacito patto stipulato con la politica locale quando acquisì Costa nel 1997: mantenere a Genova la sede aziendale e i posti di lavoro senza attentare all’italianità e parziale autonomia gestionale del brand. Una concessione fatta, a quel tempo, anche perché Claudio Burlando, attuale governatore ligure ma all’epoca ministro dei trasporti e della navigazione, pur di scongiurare il pericolo di un trasferimento da Genova del quartier generale della società, aveva modificato in senso favorevole il regime fiscale delle compagnie da crociera; ma anche una scelta vantaggiosa per gli americani, che per 15 anni hanno sfruttato l’appeal di uno storico brand del made in Italy in un mercato rivolto al target dei turisti internazionali.
    Con l’arrivo a Genova del presidente di Aida tutto ciò è finito e si è innescato un terremoto se possibile peggiore di quello del Giglio: Thamm ha subito smantellato l’azienda di Foschi, liquidando immediatamente un’istituzione del mondo crocieristico come il direttore generale Gianni Onorato, presto accolto in Msc da Aponte, e si è circondato di un management debole e fedele, per poi partire con la vera colonizzazione teutonica, pescando a piene mani, per coprire ruoli chiave dell’azienda italiana, nel management di Aida, che dopo il Giglio ha smesso di essere la sorellastra di Costa in termini di prestigio e fatturato, acquistando peso grazie al pesante passivo della compagnia genovese. Thamm è persino riuscito a inventarsi la Costa Crociere Foundation e a mettervi a capo la propria compagna Sarah Kowalzik, che a Natale ha chiesto a tutti i principali partner Costa una generosa donazione. Lo scorso autunno lo showdown: sono iniziate a circolare le voci su Amburgo, non smentite, lasciate circolare per mesi, e alla fine è arrivata la conferma. Il destino sembra segnato: dopo la prima avanguardia dei 100, si prevede in trasferimento ad Amburgo di altre 400-500 persone. E Costa resterà solo una C gialla sui fumaioli delle navi, un fascinoso marchio, uno dei tanti gusci vuoti dell’italianità.
    di Arsenio Maltese

    Fonte: Costa Crociere lascia Genova e va ad Amburgo: l'addio iniziato dopo il Giglio - Il Fatto Quotidiano

  7. #7
    Moderatore L'avatar di Pina
    Data Registrazione
    06-05-2010
    Località
    Venaria (TO)
    Messaggi
    3,460

    Re: Costa Crociere scappa da Genova?

    Costa Crociere, lunedì sciopero contro i quattro dipartimenti trasferiti ad Amburgo

    GENOVA - Quattro ore di sciopero, lunedì prossimo, dalle 9 alle 13, in Costa Crociere.

    E' la prima risposta di dipendenti e sindacati alla decisione di Carnival, società proprietaria del marchio, di trasferire quattro dipartimenti (Marine operation, Medical department, Hotel maintenance, Procurement tecnico) che occupano a Genova 161 persone ad Amburgo, dove nascerà il 'Carnival maritime', un centro di eccellenza per la gestione delle compagnie.
    L'Ad di Costa, Michael Thamm, ha incontrato prima il personale dei quattro dipartimenti, poi tutti i dipendenti. Davanti alle preoccupazioni dei lavoratori, secondo quanto riferito dai sindacati, Thamm avrebbe rivolto un invito a lavorare bene, per evitare il rischio di perdere il lavoro. Nei lavoratori è cresciuta l'agitazione. I lavoratori si sono riuniti per due ore in assemblea e sono anche usciti dalla sede per protestare. "Temiamo che questo sia l'inizio di un progressivo trasferimento della società", ha detto Mauro Scognamillo della Cisl. "Vogliamo aprire un tavolo di confronto con l'azienda, siamo disponibili ad ascoltare le ragioni di Costa, ma vogliamo cambiare questa decisione. Abbiamo proposta di creare questo centro di eccellenza a Genova, ma non abbiamo avuto risposta, se non che 'ha deciso Carnival'", ha aggiunto il sindacalista, sottolineando che con il trasferimento anche del centro acquisti "ci rimetterà anche l'indotto".
    Nel frattempo il Comitato portuale di Savona ha approvato la concessione trentennale per Costa Crociere per la gestione delle banchine e dei due Palacrociere, l'ultimo inaugurato nei mesi scorsi. Il comitato ha rinnovato la concessione per altri cinque anni alla Culp Pippo Rebagliati dopo un "rinnovo tecnico" di 90 giorni. Autorizzata anche la linea traghetti di Grimaldi Group tra Savona e Barcellona per il trasporto passeggeri e ro-ro che potranno attraccare sulla banchina riservata alle navi di Costa Crociere.

    Fonte: Costa Crociere, lunedì sciopero contro i quattro dipartimenti trasferiti ad Amburgo, Genova - Economia


  8. #8
    Moderatore L'avatar di Pina
    Data Registrazione
    06-05-2010
    Località
    Venaria (TO)
    Messaggi
    3,460

    Re: Costa Crociere scappa da Genova?

    Costa "taglia" Genova, un vertice a Miami per bloccare il trasloco

    Appello del presidente del porto Luigi Merlo alle istituzioni. Contro i trasferimenti scendono in campo anche gli imprenditori

    Se tutte le strade vanno battute per raggiungere un obiettivo, allora può anche valere la pena andare fino a Miami, Florida. Non certo per una gita di piacere, visto la suggestione del luogo, ma per convincere i vertici di Carnival quanto meno a congelare il piano che trasferisce da Genova ad Amburgo quattro reparti di Costa Crociere operativi nella sede di piazza Piccapietra e che oggi danno lavoro a 161 persone. L'azionista di riferimento della compagnia è la Carnival, numero uno al mondo nel business delle crociere e realtà che ha di fatto reso grande il settore, trasformando l'andar per nave da evento esclusivo per pochi, ricchi e anziani in un fenomeno di massa aperto a famiglie e giovani.

    Non a caso, la compagnia prende il nome dalla prima nave da crociera lanciata dal mitico Ted Arison (padre dell'attuale azionista Micky), "Carnival", proprio perché a bordo doveva prevalere il clima della festa continua, proprio come un Carnevale. Fosse solo per questo bisognerebbe essere grati in eterno a chi ha creato tutto ciò, facendo di Genova uno dei grandi poli internazionali del mercato "cruise" grazie proprio alla Costa, che qui ha la sua sede, ma anche alla storica concorrente di Msc, che alla Stazione Marittima fa arrivare le sue ammiraglie (Costa dal 2004 è a Savona) e presto occuperà un intero grattacielo di San Benigno per riunire le sue attività direzionali e commerciali. Il fatto è che, adesso, il gruppo Carnival dà l'impressione di voler organizzare su altri poli il suo busi- ness. E il primo segnale ufficializzato mercoledì dai vertici di Costa non è affatto tranquillizzante, visto che trasferisce ad Amburgo reparti fino a oggi gestiti da Genova. Se è vero poi che nelle strategie globali del gigante saranno tre i poli del business, cioè Miami, Amburgo e Shangai, allora Genova deve restare in guardia. Per questo, ieri, il comitato portuale, che riunisce tutti i soggetti pubblici e privati legati alla città portuale (istituzioni, imprese, lavoratori) ha lavorato a lungo sul caso-Costa, approvando all'unanimità la proposta del presidente Luigi Merlo, per "una manifestazione di forte vicinanza ai lavoratori coinvolti" e per "una forte azione di mobilitazione delle amministrazioni liguri e del Governo per tentare di superare la proposta in essere".

    Nel dettaglio, Merlo propone di dar vita a una delegazione locale e nazionale che chieda e ottenga un incontro ai massimi vertici prima con il gruppo Costa e poi con Carnival, da tenersi se necessario direttamente a Miami. A farne parte dovrebbero essere Regione e Comune, autorità portuali di Genova e Savona e una presenza di peso del Governo. La situazione è preoccupante e grave, come riassume Merlo che allarga poi il ragionamento alla cronica disattenzione di questo Paese ai temi dell'economia del mare. "Faccio appello alla massima coesione della nostra comunità per capire come affrontare questo momento - spiega - È un tema delicato, che torna a tutti i livelli in tutta Italia. Dovreb- be diventare un caso nazionale, perché io sento una forte sensazione di insofferenza generale nei confronti del 'sistema-Paese'. Le multinazionali straniere spesso non comprendono le dinamiche, talvolta irrazionali, che regolano il nostro Paese e questo può avere effetti molto gravi nel settore della portualità e dello shipping. Sinceramente ritengo che certi atteggiamenti, eccessivi e spesso assolutamente inconcepibili, a livello politico e mediatico, penso anche alla vicenda Concordia, non abbiano certo aiutato a rappresentare al Gruppo Carnival un Paese in grado di valorizzare una realtà che investe tantissimo in Italia. Insomma, se io fossi un manager della multinazionale, avrei la sensazione che questo Paese abbia di fatto abbandonato questo settore. Segnali allarmanti arrivano anche da altri importantissimi gruppi. Questo è di assoluta gravità e Genova non può assistere immobile: penso, per esempio, che l'incontro convocato dal ministro Lupi il 9 febbraio sulla portualità non possa avvenire senza che si faccia luce sui troppi nervi scoperti. Non abbiamo bisogno di grandi passerelle dove non si decide mai nulla, ma di una nuova e vera politica del settore senza neppure prendere un solo giorno".

    "Il rapporto con Costa va assolutamente recuperato - aggiunge l'assessore allo Sviluppo Economico Emanuele Piazza - Vogliamo valorizzare la sede e non rinunciamo all'idea che, in prospettiva, qualche nave possa tornare a scalare il nostro porto. Terremo comunque aperto il canale con i sindacati per la gestione di questa emergenza. Li riceverò a Tursi e intendo dare periodicità a questi incontri. Siamo di fronte a una cessione di ramo d'azienda e quindi vogliamo chiarezza sulle strategie industriali ".

    Massima allerta anche sul fronte imprenditoriale che chiede al governo di intervenire sulla vicenda. A firmare l'appello sono i presidenti di Ascom, Confesercenti, Cna, Confartigianato, Confservizi, Assagenti, Assedil Ance, Spediporto, Lega Coop e Coldiretti.

    Grande in particolare la preoccupazione per le possibili conseguenze sull'indotto, formato dalle numerose categorie di imprese di servizi che forniscono le navi Costa - si legge nell'appello - Per sfatare questo rischio, le associazioni chiedono che i ministeri competenti, con l'appoggio dei ministri liguri, aprano subito un tavolo tecnico con Costa e Carnival per valutare quali siano le condizioni per continuare ad operare a Genova".

    Fonte: Costa "taglia" Genova, un vertice a Miami per bloccare il trasloco - Repubblica.it



  9. #9
    Special User
    Data Registrazione
    24-11-2009
    Località
    Montecelio
    Messaggi
    2,496

    Re: Costa Crociere scappa da Genova?

    Per solidarietà dovrebbero fare sciopero tutti i dipendenti compresi quelli imbarcati


    Inviato dal mio iPhone

  10. #10
    Moderatore Globale L'avatar di marco
    Data Registrazione
    09-11-2009
    Località
    Parma
    Messaggi
    16,400

    Re: Costa Crociere scappa da Genova?

    E perchè mai Mauro, per rischiare di perdere il posto? Lo sai che su certe cose non scherzano ...

    Altra riflessione: ho letto tanti commenti su facebook, tutti a prendersela con Thamm. Ma a nessuno viene in mente di prendersela con Arison?
    Del resto è stato lui a mettere una figura favorevole a questo trasferimento, ma se lui per primo non avesse voluto, del trasferimento non se ne parlerebbe nemmeno.

Pagina 1 di 5 123 ... UltimaUltima

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
  • Il codice BB è Attivato
  • Le faccine sono Attivato
  • Il codice [IMG] è Attivato
  • Il codice [VIDEO] è Disattivato
  • Il codice HTML è Disattivato