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Discussione: Augustus, ultimo transatlantico italiano sopravvissuto M. M.

  1. #11
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    Re: Augustus, ultimo transatlantico italiano sopravvissuto M. M.

    La costruzione a volumi delle navi passeggeri odierne è nata negli anni Ottanta, quando la dimensione a scatola è risultata la migliore per sfuttare tutti gli spazi con il carico pagante a scapito delle linee affusolate e dinamiche dei liners. Questa forma si è sposata perfettamente con le tecniche costruttive di oggi per sezioni di montaggio. Un volta, come ha detto Marco, lo scafo veniva costruito sullo scalo e solo dopo il varo veniva realizzata la sovrastruttura.
    Le linee dell'Augustus inoltre dipendono anche dalla sua divisione in classi, infatti ad ogni terrazza corrisponde un lido con piscina (quindi 3, uno x classe). Non dimenticare che le caratteristiche tecniche dell'epoca erano studiate per aver il massimo effetto aerodinamico visto che la nave doveva essere più veloce possibile, cosa che oggi non è più importante.
    Spero che la mia spiegazione sia stata chiara, per altri dubbi sono qua.
    Matteo Martinuzzi
    storico navale

  2. #12
    Moderatore Globale L'avatar di marco
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    Re: Augustus, ultimo transatlantico italiano sopravvissuto M. M.

    Citazione Originariamente Scritto da Mate
    Non dimenticare che le caratteristiche tecniche dell'epoca erano studiate per aver il massimo effetto aerodinamico visto che la nave doveva essere più veloce possibile, cosa che oggi non è più importante.
    Anzi, direi: vi ricordate nel film Titanic quando Ismay tentò di convincere il Capitano Smith ad aumentare la velocità della nave per arrivare con un giorno d'anticipo? Gli disse di pensare a quanto sarebbero stati felici i passeggeri nell'arrivare in anticipo, oltre che alla bella figura fatta con la stampa.
    Oggi se una traversata oceanica finisse con un giorno d'anticipo ci sarebbe la rivolta dei passeggeri!!!!

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