Appello del Marocco per le crociere: «Portate qui le navi, è sicuro»

Casablanca - Il ministro dei Trasporti al Med Ports di Casablanca. Rabbah: «Condanniamo l’attacco di Tunisi, investiamo sui porti».

Casablanca - Per le strade di Casablanca, accanto a donne coperte dal velo, passeggiano ragazze con i cappelli al vento. All’interno di un grande albergo del centro città, il ministro marocchino dei Trasporti, Aziz Rabbah, partecipa all’inaugurazione di Med Ports, uno dei principali eventi dedicati all’economia marittima dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Il messaggio è chiaro e arriva a pochi giorni di distanza dall’attentato di Tunisi: il comparto produttivo del Nord Africa non può fare a meno del turismo e della presenza delle principali compagnie crocierisitiche. «Il nostro Paese - spiega il ministro Rabbah al Secolo XIX/The MediTelegraph - continua a investire nello sviluppo dei porti. Quello che è successo in Tunisia va condannato. E per quanto riguarda il Marocco mi auguro si possano accogliere, in futuro, sempre più navi cariche di passeggeri che desiderano visitare le bellezze del nostro territorio. Viviamo anche di turismo e non possiamo rinunciare a questo business».
Al momento i più importanti marchi del settore cruise, direttamente o con loro controllate, fanno scalo in Marocco, come è tradizione da anni. Ma è evidente che il recente attentato al Museo del Bardo, potrebbe cambiare le carte in tavola. Secondo i programmi attuali, le navi Costa Crociere fanno tappa nei porti marocchini di Tangeri e Casablanca. Msc tocca le stesse città con un totale di quattro navi programmate per la stagione 2015. Pullmantur, brand del gruppo Royal Caribbean rivolto alla clientela spagnola, porta turisti sia a Tangeri sia a Casablanca. Nei mesi scorsi il governo marocchino, su volontà di re Muhammad VI, ha deciso di stanziare decine di milioni di euro per lo sviluppo del sistema portuale. Una crescita che dovrebbe incrementare sia il traffico merci sia passeggeri. «Quanto successo a Tunisi - sottolinea il ministro Rabbah - potrebbe avere conseguenze negative anche per la nostra economia. Mi auguro non sia così, ce la metteremo tutta, come del resto abbiamo sempre fatto. Non solo per offrire la massima sicurezza alle compagnie e ai loro passeggeri, ma anche per migliorare i servizi che attualmente siamo in grado di garantire».
Nei giorni scorsi, a poche ore di distanza dall’attacco ai turisti, i principali operatori del settore hanno comunicato che, almeno per il momento, nessuna nave da crociera farà tappa in Tunisia. «Decisione inevitabile», commentano gli operatori nordafricani che si aggirano per gli stand della fiera Med Ports, anche se quasi tutti sono convinti che le navi torneranno presto a scalare nel porto di Tunisi. A Casablanca i crocieristi che sbarcano in città sono 250 mila l’anno: l’obiettivo del governo è salire a 350 mila entro il 2016. L’altro scalo nazionale è Tangeri. Tra i turisti che fanno tappa in Marocco la maggior parte proviene dall’Unione Europea, seguono Nord America e Medio Oriente. Il Pil del Marocco ha registrato un aumento considerevole del 4,4%, ma il comparto predominante su tutti è ancora quello agricolo, nonostante la politica adottata dal governo sia di potenziare l’industria ed i servizi.
Per le strade di Casablanca, città di 4 milioni di abitanti dominata da un traffico infernale, basta camminare qualche minuto per passare da eleganti strade alla moda a quartieri dove si respira povertà. Il porto è lì, a due passi dal centro e dalla moschea più grande di tutto Marocco. C’e chi scatta una foto ricordo, chi sorride. Per il momento le navi da crociera continuano ad arrivare, con il loro carico di passeggeri e di euro, da queste parti ben più graditi del dirham. In particolar modo a chi, come Kamal, vende piccoli oggetti di legno sul lungomare di Casablanca. Sorride ad alcuni italiani che fanno acquisti. Allunga la mano, ringrazia, bacia due bancone e dice: «Turisti prima di tutto».

Fonte: themeditelegraph