Vinta la gara per il porto di Ashdod. Battuta Eurogate, concessione di 25 anni per 300 milioni di dollari di investimenti.

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Ginevra - La società terminalistica Til, che far riferimento alla compagnia Msc di Gianluigi Aponte, ha vinto la gara per la gestione del futuro terminal container Hadarom (Southport) di Ashdod, in Israele. Il terminal entrerà in servizio nel 2021. Avrà un banchina di 1.600 metri di lunghezza, fondali da oltre 17 metri, una capacità di 1,4 milioni di teu e potrà ospitare le grandi portacontainer di ultima generazione, da oltre 18.000 teu di capacità. Til investirà circa 300 milioni di dollari per l’equipaggiamento.Israele ha deciso nel 2012 di dare in concessione ai privati i suoi due maggiori terminal container, quelli costruzione ad Ashdod e a Haifa. Il terminal di Haifa, denominato HaMifratz o Bayport terminal, è stato assegnato in concessione una settimana fa alla società cinese Shanghai International Port Group (Sipg) per un periodo di 25 anni. Sipg ha in gestione alcuni terminal nel maggiore scalo mondiale per i container, quello di Shanghai, oltre che in altri scali europei. Anche il terminal di Haifa sarà operativo dal 2021 e avrà una capacità di oltre un milione di teu. Sipg era l’unico concorrente in gara. Per il porto di Ashdod invece la competizione è stata più serrata. A contendersi la concessione fino all’ultimo sono stati la olandese Til, che ha poi vinto, e la tedesca Eurogate, che controlla in Italia il terminalista Contship. In una prima fase aveva manifestato interesse anche la società filippina Ictsi.
In base a entrambi i bandi di gara per i terminal di Haifa e Ashdod, le Autorità portuali si impegnano a costruire le dighe di protezione dei terminal e le banchine e a dragare le acque antistanti. I vincitori dei contratti, dal canto loro, dovranno progettare, finanziare e costruire l’area operativa del piazzale, comprese le infrastrutture. Una volta completate le opere di base, ai terminalisti Sipg e Til-Msc toccherà comprare e installare le attrezzature mobili e quelle informatiche, come ad esempio gru, mezzi gommati e sistemi di gestione telematica. Il ministro dei Trasporti israeliano, Yisrael Katz, ha espresso soddisfazione per il risultato delle gare, sottolineando che l’arrivo di operatori internazionali rappresenta un punto di svolta storico per il Paese. Il ministro ha aggiunto che il suo ministero e l’agenzia Israel Ports sono determinati a fare dei nuovi terminal la forza trainante dell’economia israeliana, adeguandola agli standard internazionali.
Il ceo di Israel Ports Company, Shlomo Breiman, ha detto a sua volta che «i nuovi porti opereranno secondo gli standard internazionali. Risponderanno alle richieste dell’economia e promuoveranno una competizione vitale nel settore portuale a beneficio pubblico, secondo il modello utilizzato in molti porti del mondo». Parole scontate in un paese come l’Italia, dove il modello delle concessioni a terminalisti privati per periodi più o meno lunghi è stato introdotto la 84 del 1994, legge che da oltre un decennio è stata inserita in un processo di riforma che non si è ancora concluso. Una rivoluzione che ha fatto arrivare in Italia operatori portuali stranieri come Psa di Singapore, Hutchison Ports di Hong Kong, la tedesca Eurogate o la danese Maersk.
In Israele questo percorso è appena al principio. I sindacati portuali hanno risposto al piano di privatizzazione con scioperi che si sono succeduti nel corso degli anni fino allo scorso ottobre. Il governo di Benjamin Netanyahu ha avviato un programma di privatizzazione di asset pubblici, compresi i due porti, da cui conta di ricavare 4 miliardi di dollari e da cui spera di ottenere anche una riduzione della corruzione pubblica. Til (controllata da Msc in partenrship con Gip-Global infrastructure partners, che nel 2013 ha acquisito il 35% delle quote) normalmente acqusisce la gestione dei suoi terminal in joint venture al 50%, ma in questo caso ha vinto da sola la gara.


Fonte: The Medi Telegraph