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Discussione: Itinerario

  1. #1
    Amministratore L'avatar di Ro*
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    Itinerario

    [attachment=05gho77k]SVN08033 crociera Andrea.gif[/attachment5gho77k]Giorno 1
    Savona (Italia)-
    17.00
    Cristoforo Colombo passò anche di qui: ma, attenzione, non per partire alla ricerca di nuove terre da conquistare per i commerci dell'impero spagnolo. Colombo qui si limitò a coltivare la terra e a restare per poche soste, prendendo appunti sui propri viaggi e riordinando le idee per le prossime sfide sul mare.
    Sulle alture di Savona, una cascina tra orti e frutteti, esiste anche la "casa di Colombo", una delle tante sparse per la Liguria, visto che sono molte le cittadine che si arrogano l'onore di aver dato natali e residenza al grande navigatore: Genova, Terrarossa di Moconesi, oltre alla stessa Savona. Ma se c'è un monumento importante per questa città, ricca di storia e d'attività legata soprattutto al proprio porto, questo è indubbiamente il Priamar, il castello che domina la roccaforte sullo scalo e che, da qualche anno, è stato restaurato. E' proprio sul promontorio del Priamar che si sarebbe stabilita la prima comunità alleata di Cartagine contro Roma, descritta già nel 205 a.C. dallo storico latino Tito Livio come "Savo Oppidum Alpinum".
    L'importanza di Savona decresce rapidamente dal momento in cui Roma fonda la città Vada Sabatia, l'attuale Vado, ma dopo le invasioni barbariche diventa un importante insediamento bizantino.
    Savona fu distrutta nel 643 da rotari e longobardi, ma, durante il IX e X secolo, diventa capitale della Marca Aleramica e, successivamente, un libero comune aumentando notevolmente la sua importanza marittima e commerciale e intensificando i suoi traffici soprattutto con la Francia, la Spagna e il nord Africa. La vicinanza con Genova, con la quale per altro anche oggi i savonesi vivono un rapporto conflittuale e campanile, ha spesso messo in difficoltà Savona che, dopo resistenze e battaglie, ha, però, finito per accettare la supremazia della "Superba". Anche Savona, però, trovò il modo di accrescere il proprio prestigio; questo avvenne con l'elezione al soglio pontificio di Sisto IV e Giulio II. Fu l'ultimo cenno di fama di Savona che, dopo la conquista definitiva da parte dei genovesi, nel 1528, cadde in una crisi profonda fino all'avvento di Napoleone. Diventata parte del Regno di Sardegna, viene riconosciuta come provincia solo nel 1927. La città, oggi, vive intorno al porto e alla fortezza del Priamar che è l'autentico simbolo di Savona. Due sono le versioni sull'origine di tale nome: secondo la prima, il "Priamar" deriverebbe il suo nome da "Pietra sul Mare", in quanto la Fortezza sorge su un promontorio roccioso che si affaccia sul mare ligure. La seconda versione ne fa derivare il nome da "Petra Mala", per il fatto che le rocce su cui è fondata sono d'origini sedimentarie e pertanto caratterizzate da un elevata friabilità. All'interno delle mura della fortezza, che annoverava una scuola e un centro di giochi, crebbero Giulio II e Sisto IV e, sempre qui, furono celebrate le glorie del libero Comune (1191) dopo la vittoria dei Ghibellini.
    Castello, fortezza e anche prigione, ospitò tra il 1830 e il 1831 anche la prigionia di Giuseppe Mazzini. Durante l'ultima guerra mondiale, la Fortezza venne impiegata per controllare il traffico del porto di Savona e fu rifugio antibomba. Savona è il centro più importante dell'immediata riviera di ponente. a poca distanza sorgono alcune delle più belle e importanti cittadine balneari liguri come Alassio, Loano, Varazze e Albissola, famosa per la sua lavorazione delle ceramiche.
    Giorno 2
    … navigazione …
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    Giorno 3
    Malaga (Spagna)13.00
    20.00
    Gli arabi la ritenevano il paradiso sulla terra e, forse anche per questo, furono meno duri nelle loro scorribande che li videro prendere confidenza con il territorio e mettervi su casa. La stessa sensazione di pace e di tranquillità la ebbero prima di loro i fenici, che scoprirono questo tratto di costa e che posero il primo insediamento abitato (l'origine del nome è, infatti, fenicia, "malak"). I Cartaginesi la governarono per molti anni prima di abbandonarla alle invasioni barbare dei visigoti. Oggi Malaga è un centro votato al turismo e all'agricoltura, con una spiccata predisposizione all'industria alimentare, che ha reso il commercio di frutta, uva e vino, che si coltiva nella pianura circostante la città, un floridissimo mercato.
    Malaga è, comunque, il centro portuale e d'accesso turistico privilegiato per arrivare a Granada, famosissima per la leggendaria Alhambra, uno dei più celebri complessi architettonici mondiali, nonché uno dei massimi capolavori dell'arte araba: si tratta di una città reale, fortificata sulla cima di una collina, che domina, da 150 metri d'altezza, tutta la città. E' l'unico edificio medievale arabo di tutto il mondo giunto intatto fino ai nostri giorni. Il suo stato di conservazione si deve alla regina Isabella II che, dopo un periodo di totale abbandono, ne ordinò il restauro. Particolarmente degni di essere visitati all'interno dell'Alhambra sono il cortile dei mirti, che costituiva l'ala del palazzo riservata al re e che prende il nome dai cespugli di mirto che cingono la vasca centrale di forma rettangolare e il cortile dei leoni, che con l'harem costituisce il centro degli appartamenti d'inverno del re, ed è considerato un autentico capolavoro di architettura moresca con i suoi dodici leoni di marmo nero che ornano la fontana al centro. L'Alhambra è oggi il monumento più visitato di tutta la Spagna.
    Altrettanto notevole il Generalife, residenza di riposo per i re arabi che qui avevano ricostruito un giardino a immagine e somiglianza del paradiso islamico. Gli aranci, le siepi di mirto e di alloro, lo splendore dei fiori, la vasca centrale alimentata da fontane zampillanti, le colonne slanciate che reggono le arcate e il delizioso cortile, costituiscono lo scenario di un'autentica favola orientale.
    Sempre da Malaga si può raggiungere anche una delle mete turistiche di maggior successo della penisola iberica, la reclamizzatissima Costa del Sol la cui perla, Marbella, può essere paragonata, in quanto a notorietà e fama internazionale, alla nostra Portofino. Marbella è un centro alquanto moderno nato per ospitare il turismo di massa, in cui l'edilizia residenziale ha comunque rispettato, e in qualche modo addirittura tutelato il centro storico di questa cittadina che offre notevoli opportunità di shopping e uno spaccato architettonico tra i più tipici della regione andalusa.
    Gastronomicamente l'Andalusia è una regione estremamente fortunata la cui cucina è varia almeno quanto i suoi aspetti geografici: pesce e frutti di mare, carne speziatissima e variamente accompagnata da specialità di tradizione araba costituiscono i piatti forti di pranzi piacevoli, molto saporiti e arricchiti da un vino tra i migliori d'Europa.
    Giorno 4
    Cadice (Spagna)8.00
    18.00
    La città andalusa di Cadice, importante porto capoluogo di provincia e sede episcopale, è famosa per la sua posizione estremamente pittoresca su una roccia calcarea che si erge sul mare al termine di una lingua di terra lunga 9 chilometri, protesa nel golfo di Cadice sull'Oceano Atlantico e collegata alla terraferma da un ponte.
    Mura imponenti, alte fino a 15 metri, proteggono la città dalle ondate: la differenza tra alta e bassa marea arriva normalmente fino a 2 metri ma in occasione della marea sigiziana, la differenza può raggiungere anche i 3 metri di altezza. Le case bianche con tetti piatti, balconi e i "miradores", le caratteristiche torrette panoramiche, cosi' come i parchi ricchi di palme con un'ampia veduta sull'oceano, conferiscono a Cadice un'insolita attrattiva e le hanno procurato il soprannome di "taza de plata" che significa "tazza d'argento". Cadice, come Marsiglia per la Francia, è sicuramente la più antica e storica città della penisola iberica. Fondata dai Fenici venne occupata dai Cartaginesi che da qui penetrarono nella Spagna meridionale. Durante la II guerra punica cadde sotto il dominio dei Romani e raggiunse la sua massima evoluzione prima di una violenta crisi durante il Medioevo dalla quale la città si risollevò solo dopo la ricolonizzazione e la scoperta dell'America in seguito alla quale la flotta spagnola si ancorò nella sua baia. La perdita delle colonie fecero diminuire ancora un volta la sua importanza riacquistata soltanto in epoca contemporanea.
    Belli i monumenti e le chiese del centro, in particolare quella dedicata a Santa Caterina uno dei capolavori di Murillo, architetto che nel completamento di quest'ultima opera perse la vita. Molto bella anche la Cattedrale, iniziata nel 1722 ma portata a termine solo nel 1838, costituita da un interno a tre navate con enormi colonne ed un'imponente cupola quadrata alta oltre 52 metri.
    Siviglia, situata a circa 10 metri sul livello del mare, è la capitale dell'Andalusia e, per grandezza, è considerata la quarta città della Spagna. E' collegata al mare da canali e dal Guadalquivir, navigabile anche da grandi piroscafi. La sua posizione è molto particolare perché nonostante disti 87 chilometri dal mare, vanta un porto molto attivo.
    Definita "Città dei mille riflessi" per il suo paesaggio caratterizzato da una miriade di colori, la sua regione si estende a perdita d'occhio tra campi coltivati, ricche di aranceti, vigneti, e uliveti. Siviglia, fondata dagli iberi, fu conquistata da fenici, cartaginesi, greci e romani; capitale di un regno visigoto nel 461,nel 712 passo' in mano agli arabi che la occuparono fino al 1248, quando fu liberata da Ferdinando III di Castiglia che ne fece la sua residenza. Nel 1300 vi regno' Don Pedro el Cruel. Colombo vi sbarcò al ritorno dal suo primo viaggio in America (1493) e iniziò allora per Siviglia un periodo di splendore che durò per oltre un secolo.
    Così come la città gemella, Genova, anche Siviglia ha dedicato al ricordo di Colombo e della sua impresa, nel 1992, un'esposizione internazionale che richiamò in Spagna oltre due milioni di turisti. Tra le sue principali attrattive la cattedrale, eretta in oltre cento anni di lavoro proprio sulla stessa piazza dove un tempo gli arabi avevano costruito una delle moschee principali della Spagna. La torre della Giralda, alta 93 metri, è il simbolo stesso della città: già minareto dell'antica moschea, fu trasformata in campanile mediante l'aggiunta della guglia terminale. Dalla piattaforma della torre si gode un panorama davvero strepitoso così come è straordinariamente suggestivo l'interno della struttura che, tra tanti tesori, ospita anche il monumento funebre a Cristoforo Colombo.
    Altro elemento di grande interesse è l'Alcazar, fortezza e palazzo dei sovrani arabi. Fu iniziata nel XII secolo e successivamente ampliata. La parte principale è opera del Re Pedro el Cruel. In seguito fu ancora ingrandita e più volte restaurata, soprattutto dopo che un terremoto nel 1755 e un incendio nel 1762 lo danneggiarono. Da notare gli splendidi arabeschi policromie, gli azulejos (piastrelle) delle pareti e i soffitti a cassettoni. All'esterno bei giardini moreschi con fontane, piscine e zampilli a sorpresa.
    Due piatti molti popolari della cucina sevigliana sono il "gazpacho" il "cocido andaluz". Il primo e' leggero e rinfrescante mentre il secondo è denso e di gusto intenso. Non male anche il "menudo", un piatto di trippe assortite, i frutti di mare e gli asparagi granari all'andalusa.
    Giorno 5
    Lisbona (Portogallo)8.00
    17.00
    Lisbona, capitale del Portogallo, è certamente una delle più affascinanti città europee: ricca di numerosi monumenti dell'arte manuelina, musei e di edifici costruiti con intelligenza e uniformità. Lisbona si estende ad anfiteatro lungo le pendici di basse colline, specchiandosi nelle acque del fiume Tago, nel punto in cui si forma la strozzatura tra il mare interno, chiamato Mare di Paglia, e l'estuario. L'origine di Lisbona risale a tempi molto antichi di cui si perdono le tracce. Secondo un'antica leggenda, Lisbona sarebbe stata fondata addirittura da Ulisse, in una delle numerose tappe nella sua "Odissea" verso il ritorno a Itaca. Lisbona, secondo gli storici, fu comunque certamente una colonia fenicia fino al 205 avanti Cristo, momento in cui divenne dominio romano col nome di Felicitas Julia.
    Fu successivamente invasa dai visigoti e, quindi, dagli arabi che, chiamandola Lischbuna e costruendo numerose strutture, posero le basi dell'attuale città. Fu Alfonso I a cacciare i mori da Lisbona, restaurandola e rendendola capitale del regno: fu il primo passo verso un progresso che la vide assumere, tra il XV e il XVI secolo, un ruolo di dominio straordinario. Fu un terremoto, nel novembre 1755, a raderla quasi completamente al suolo, causando più di 40.000 vittime.
    La città fu ricostruita, grazie all'impegno del marchese di Pombal, con straordinaria fedeltà rispetto al suo piano urbano originale: il centro di Lisbona è particolarmente esteso. Da Praca de dom Pedro IV, più comunemente nota col nome di Rossio, si amplia verso nord - ovest dove si trova la stazione ferroviaria, costruita in stile neomanuelino, mentre, verso sud, la piazza sfocia in Praca de Comercio lungo la larga rua Augusta I: un elegante quartiere settecentesco progettato dallo stesso marchese Pombal. E' qui che si trovano tutti i ministeri e gli uffici della pubblica amministrazione.
    Il Chiado è la via più elegante di Lisbona: palazzi e chiese barocche si alternano a negozi di grande lusso e richiamo. La chiesa di Sao Roque, eretta nel 1570 su progetto di Filippo Terzi e completata dopo il terremoto del 1755, è il luogo di culto più caro ai portoghesi, che sono molto legati alla tradizione cristiana e, in particolare, cattolica. Essa presenta all'interno capolavori di stile barocco; notevole è la cappella di San Giovanni disegnata ed eseguita nel 1742, dietro ordine di re Joao V, e arricchita di mosaici e pietre preziose da M. Maretti. A destra della chiesa si trova il Museo contenente splendidi esempi di arte sacra.
    Il Simbolo della città è la Torre de Belem: fu eretta nel punto in cui Vasco de Gama partì per il suo viaggio verso le Indie. Costruita dentro il fiume, la torre serviva a proteggere l'ingresso delle navi nel porto. Anch'essa capolavoro dell'arte manuelina, e' una fusione d'arte romanico - gotica con aspetti rinascimentali e orientaleggianti.
    Grazie alla sua privilegiata posizione geografica, e alle varie influenze acquisite nel corso dei secoli, la cucina portoghese offre un'ampia varietà di specialità gastronomiche. Ottimi sono i piatti a base di pesce, eccellente anche la carne, specialmente quella di cacciagione, appetitosi i salumi e principalmente il prosciutto. Il Portogallo e' inoltre un produttore di ottimi vini che si accompagnano molto bene sia alla cucina locale sia a quella internazionale.
    A poca distanza da Lisbona davvero notevole è la residenza estiva dei reali portoghesi che, a Queluz, vollero costruire il proprio "buen retiro" dagli obblighi di governo e di corte. Si tratta di un castello che non ha nulla da invidiare a Versailles: ricchissima sia per l'aspetto architettonico che per quello più strettamente artistico dominato da giardini che sono ritenuti tra i più belli del mondo.
    Un aspetto particolarmente significativo della visita a Lisbona è rappresentato dal nuovo quartiere fieristico Expo '98 che ha recentemente ospitato i festeggiamenti e le celebrazioni del cinquecentenario della partenza di Vasco de Gama per le Indie: su questi padiglioni Lisbona ha puntato moltissimo per il proprio rilancio europeo in chiave culturale e artistica.
    Giorno 6
    Vigo (Spagna)9.00
    19.00
    Vigo sarà il nostro porto di attracco per raggiungere Santiago de Compostela uno dei più famosi luoghi sacri della Cristianità, nel Medioevo importante quanto Gerusalemme e Roma. Secondo la leggenda, l'apostolo Giacomo, Santiago, dopo la morte di Gesù venne in Spagna a predicare il Vangelo. Ritornò poi in Giudea dove fu decapitato per ordine di Erode. I suoi discepoli riportarono il corpo in Spagna, per seppellirlo. All'inizio i fedeli si recarono a pregare sulla sua tomba che però, in seguito ad anni di guerre e disordini, venne abbandonata e dimenticata. All'inizio del IX secolo, un eremita notò una stella che brillava immobile sopra la collina in un campo ("campus stellae", ovvero "campo della stella"). Nel luogo vennero rinvenuti un altare e una tomba contenente un corpo decapitato. Sulla tomba del santo, re Alfonso II delle Asturie fece costruire una chiesa, sostituita poi da una più grande intorno all'anno 900. Al-Mansur saccheggiò la città nel 997 e distrusse la chiesa lasciando però intatta la tomba. L'attuale cattedrale risale in gran parte ai secoli XI e XII. Il culto di S.Giacomo crebbe sempre più con storie sulla sua presunta mirabile intercessione nelle battaglie contro i Mori. Il Santo fu visto apparire la prima volta nella battaglia di Clavijo nel 844. Nel corso degli anni, S.Giacomo uccisore dei Mori, passato alla storia come "Santiago Matamoros", fu riverito come il Patrone del Paese. Sempre più numerosi, da tutta l'Europa, i pellegrini raggiungevano il santuario, intorno a cui sorse una città, percorrendo il cosiddetto "cammino de Santiago" e trovando ospitalità durante il viaggio negli ospizi dei monaci e dei cavalieri degli ordini religiosi. Con i loro rozzi mantelli, i robusti sandali e i cappelli a larga tesa ornati da una conchiglia di mollusco, il simbolo del Santo, i pellegrini diretti a Santiago si riconoscevano facilmente.
    Tanti visitatori si stupiscono di trovare a Santiago una cattedrale barocca anziché medioevale. Dapprima si vede infatti l'ornatissima facciata Obradoiro, aggiunta nel XVIII secolo. Dietro a questa si innalza però la vecchia chiesa con il suo magnifico Portico della Gloria (1188), un capolavoro romanico opera di Maestro Matheo. Il narcete consta di tre portali ornati di figure e sculture in rilievo. Davanti alla colonna centrale, dove c'è una serena raffigurazione di S.Giacomo con il bastone da pellegrino, i fedeli sostavano toccando la pietra con la mano, un gesto talmente ripetuto nei secoli da lasciare nella pietra le impronte delle dita. L'interno della cattedrale, sempre in penombra, si rivela sobrio, animato però da fastose cerimonie che si svolgono nei giorni festivi quando otto uomini vestiti di rosso portano un gigantesco turibolo d'argento ("botafumeiro"), lo appendono alla volta e poi lo fanno oscillare. Sibilando e mandando scintille, il turibolo spande il profumo dell'incenso in tutta la cattedrale rievocando riti antichi. L'immensa Plaza de Espana, sul lato ovest della cattedrale, è fiancheggiata da begli edifici di varie epoche e stili che formano però un insieme armonioso. L'Hostal de los Reyes Catolicos fu costruito da Ferdinando e Isabella come ospizio e ospedale per i pellegrini. La sua facciata in stile plateresco cela un magnifico albergo.
    Per il gusto del palato, potrete gustare le specialità spagnole per eccellenza: la paella e il gazpacho che variano molto da un posto all'altro. Esistono infatti almeno trenta ricette per il gazpacho, una zuppa fredda, di origine moresca, i cui ingredienti principali sono: pomodori, cetrioli, peperoni, olio, aceto e basilico. Il riso allo zafferano della paella si può accompagnare a pollo, coniglio, salsiccia, prosciutto, gamberi, molluschi, calamari e perfino aragosta. Quanto ai vini della regione, buoni i bianchi Albarino e Ribeiro; Agullo e Condado sono leggermente frizzanti e vanno bene soprattutto con i crostacei.
    Per quanto riguarda lo shopping, suggeriamo gli articoli in cuoio, candelieri e altri oggetti di artigianato in ferro battuto e i gioielli in argento per i quali gli abitanti della Galizia sono famosi. A Santiago cercate il simbolo dei pellegrini, ossia la conchiglia di mollusco d'argento.
    Giorno 7
    … navigazione …
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    Giorno 8
    Le Havre (Francia)9.00
    20.00
    Città della Francia nordoccidentale, capoluogo del dipartimento della Seine-Maritime, sul canale della Manica, sorge sull'estuario della Senna, in piena Normandia.
    È uno dei principali porti marittimi del paese: la sua attività, bruscamente interrotta dalla seconda guerra mondiale, al termine della quale il suo porto è stato praticamente raso al suolo, è cresciuto in misura esponenziale e nel corso degli ultimi anni si è ulteriormente sviluppato seguendo per volume di traffico soltanto lo scalo di Marsiglia.
    Oggi è perfettamente attrezzato sia per i transatlantici che per i traghetti veloci che collegano Francia e Gran Bretagna. È inoltre un grande centro commerciale con industrie cantieristiche navali, meccaniche, tessili e alimentari: una città dai ritmi moderni che offre un'occupazione praticamente totale e che vive non solo intorno al suo porto ma anche della notevolissima vita culturale che è ospitata dalle sue istituzioni. Infatti, nonostante le devastanti incursioni che l'hanno fortemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale, Le Havre conserva numerosi edifici antichi. Le sue origini sono tuttavia piuttosto recenti: fondata nel 1517 da Francesco I che voleva un baluardo militare pronto a reagire a un eventuale attacco inglese, Le Havre nasce come un porto militare che ospita anche piccole attività di scambio commerciale e di pesca. La vocazione militare di Le Havre viene confermata anche nei due secoli successivi soprattutto con Richelieu e Vauban che rendono Le Havre ulteriormente fortificata a protezione di un porto sempre più difeso ma anche sempre più pronto ad ospitare unità militari navali offensive.
    Lo sviluppo di Le Havre è immediato e dirompente: il porto alle foci della Senna diventa la porta della grandeur francese sull'Oceano, contendendo a La Rochelle il ruolo dominante di baluardo marittimo francese.
    Le Havre come detto pagherà duramente durante la seconda guerra mondiale la sua vocazione militare: invasa dai tedeschi, che ne volevano fare una base strategica per i propri sommergibili stravolgendo così la sua rete di infrastrutture, la città e il porto verranno incessantemente bombardate dalle unità navali e aeree alleate fino alla caduta del presidio nazista e al ritiro delle truppe tedesche che lasceranno la città in una situazione a dir poco disperata.
    La ricostruzione inizierà immediatamente ma sarà solo dopo gli anni '60 che Le Havre riuscirà a ritagliarsi uno spazio nuovamente sensibile nell'economia marittima e portuale francese riconquistando le linee delle grandi navi da crociera e dei transatlantici e riaffermando la sua leadership in campo cantieristico. La rivoluzione dei container che Le Havre intuisce in tempo dotandosi di adatte infrastrutture per la ricettività di navi portacontenitori fa il resto. Oggi Le Havre è un porto di straordinaria ricettività che si apre al mondo, accogliendo però anche migliaia di turisti che attraverso il suo scalo desiderano visitare una regione affascinante come la Normandia.
    Non solo: l'estuario della Senna è oggi un meraviglioso paradiso naturale che ospita migliaia di specie animali e vegetali che qui hanno trovato il loro ambiente ideale. Protetto dal governo come parco, tutelato dagli abitanti che ne sorvegliano la crescita e ne difendono ogni angolo con una grande sensibilità ambientale, la regione costiera di Le Havre rappresenta una straordinaria balconata naturale sul mare.
    Le Havre, che ospita circa 200mila abitanti, si conferma invece una città in perenne movimento e di grandi spazi aperti con numerosi monumenti e mille attività culturali, mostre e vernissage di grande prestigio che vengono organizzati costantemente e che rendono la città, insieme a Besançon, Angers, Nantes e Caen uno dei centri culturalmente più ricchi e fiorenti di tutta la Francia.
    I luoghi di maggiore interesse sono la chiesa di Notre-Dame (XVI-XVII secolo), la chiesa moderna Saint-Joseph e il Museo delle Belle Arti André Malraux.
    Giorno 9
    Harwich (Gran Bretagna)8.00
    19.00
    Harwich è una città costiera trafficata dell’Inghilterra meridionale situata sull’estuario dei fiumi Stour e Orwell nel nord-est dell’Essex. La città di poco piú di 15 mila abitanti è un porto storicamente importante che ha offerto nei secoli un ancoraggio protetto per le spedizioni. La sua fondazione risale al XIII secolo. Nel 1657 divenne una base navale, fortificata con imponenti edifici come l’Harwich Redoubt, la Beacon Hill Battery e la Bath Side Battery.
    La vecchia città di Harwick è un’area di conservazione che racchiude molti edifici storici, ma anche se le origini sono quelle medievali, la maggior parte ha ora facciate che risalgono al XVIIII secolo. La vicina città di Dovercourt, benché appaia molto più moderna, ha però una citazione nel “Domesday Book”, il censimento fatto realizzare da Guglielmo il Conquistatore nel 1086. Con i treni in partenza dal porto di Harwich si giunge a Londra in meno di un’ora e mezzo.
    Una volta arrivati nella capitale britannica bisogna solo sapere quanto tempo si ha a disposizione e che cosa si vuole vedere. L’offerta turistica a Londra non conosce limiti di nessun genere, ed ecco quindi un paio di indicazioni di carattere generale: il centro, la City, è il cuore finanziario del Regno Unito, ed uno tra i più importanti del mondo. Una passeggiata da queste parti serve per rednersi conto di quanto la finanza giochi un ruolo importante nei destini non solo dell’Inghilterra, ma del mondo. Nel West End si trovano invece Trafalgar Square, Oxford Street (strada dello shopping per eccellenza), Regent Street (centro principale dei grandi magazzini).
    A Soho, sempre nel West Ende, si scopre la vita tumultuosa nelle strade strette e affollate di pub e ristoranti, negozietti, teatri, cinema e night. West London è il distretto degli eleganti quartieri residenziali come Notting Hill, teatro del famoso film con Julia Roberts; Chelsea e Kensington sono diventati la riviera preferita degli oligarchi russi, i pochi che possono permettersi i prezzi esorbitanti dei palazzi.
    Le principali attrazioni turistiche sono situate in ogni caso in centro: la Westminster Abbey, il palazzo reale di Buckingham Palace, Clarence House, lo Science Museum, il Natural History Museum, il Victoria and Albert Museum, Hyde Park. Da non perdere poi la cattedrale di San Paolo, la National Gallery, la Tate Modern e il London Bridge, il Tower Bridge e la Torre di Londra, il British Museum. Il volto della metropoli inglese è comunque cambiato nel corso degli ultimi anni: dalla costruzione del costosissimo Millennium Dome, il gigante bianco, al London Eye e alla Tate Modern (collegati dal Millennium Bridge), ed è prevedibile che nei prossimi anni subirà ulteriori mutamenti: nel 2012 sono in calendario i Giochi Olimpici estivi e sono previsti notevoli investimenti per poter accogliere le migliaia di atleti e soprattutto i milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo.
    Giorno 10
    … navigazione …
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    Giorno 11
    Copenhagen (Danimarca)8.00
    Dal sito Costa Crociere

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    Rosalba Scarrone
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  2. #2
    Moderatore Globale L'avatar di felixalice
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    Re: Itinerario

    Non vedo l'ora di vedere le splendide foto che ci arriveranno da questa crociera... è uno dei miei itinerari preferiti, e non ho ancora avuto modo di provarla.

    Alice
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  3. #3
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    Re: Itinerario

    Siamo tutti pronti per partire in un altra straordinaria avventura a bordo di Deliziosa!!
    Domani imbarcheremo tutti !!
    Si riparteee
    Baci
    Domy
    Domy88
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  4. #4
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    Re: Itinerario

    E cosi tocca ad Andrea!!! Sicuramente sarà una diretta stupenda e ricchissima di foto come sempre!!!

    Vai Andreeee!!!!
    Danila78

    Special User

  5. #5
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    Re: Itinerario

    Evvai che bello domani si parte yuppiiiii
    Poi questo itinerario é veramente bello

  6. #6
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    cecina(Li)
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    Re: Itinerario

    bellissimo itinerario!!!!
    Che bello si riparte, almeno con la fantasia!
    Ciao sandra
    Sandra

  7. #7
    Moderatore Globale L'avatar di marco
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    Re: Itinerario

    Ma che bell'itinerario; e che bella nave; insomma, un'accoppiata vincente ... la farei proprio!!!

    Mi raccomando, mi aspetto una descrizione dettagliatissima dei luoghi visitati e delle attrattive da visitare: se a Le Havre vale la pena fare la sfacchinata per Parigi o se c'è qualche escursione interessante più vicino, per esempio. Oppure commenti sulle scogliere di Dover, o ancora cosa vedere a Vigo, Lisbona o Cadice ... insomma, ogni giorno leggerò la vostra diretta!!!

    Divertitevi ragazzi!!!

  8. #8
    Moderatore Globale L'avatar di felixalice
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    Re: Itinerario

    Citazione Originariamente Scritto da marco
    se a Le Havre vale la pena fare la sfacchinata per Parigi
    Che bello io quest'estate ci andrò, ma anziché in nave in camper e ragazzi vi porterò a casa foto su foto!!!

    Buon viaggio Andrea

    Alice
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