Arrivo a Quebec



















Diario di bordo:

2 Ottobre 09 venerdì - Quebec City


Dopo una notte caratterizzata da una navigazione inavvertibile (e non poteva essere diversamente) raggiungiamo la splendida città di Quebec City, puntualmente alle 8. Accanto a noi, ormeggiata la “Crown Princess”. Il freddo è piuttosto pungente, pioviggina, ma nel corso della mattinata migliorerà.

Osservando la parte alta della città, non si può non restare affascinati, dal simbolo di Quebec, l’edificio forse più famoso che costituisce il biglietto da visita del Canada francofono : lo “Chateau Frontenac”.

Risalente al 1893 questo hotel dall’architettura fiabesca, dotato di frontoni e torri medievaleggianti, sorge sulla “terrasse Dufferin”, un lungo viale pedonale dal pavimento di tavole di legno, su bastioni realizzati su una gigantesca rocca, da cui godere una impareggiabile vista sul fiume.

Oggi il nostro gruppo si à diviso; infatti Laura e Luigi partecipano all’escursione Costa che li porterà a Montreal, mentre noi abbiamo preferito rimanere a Quebec.

Ci inoltriamo a piedi nella città bassa, la cui origine risale agli albori della colonia. La zona del Petit Champlain brulica di attività. Vi si trovano negozi d’arte e d’artigianato, boutique e numerosi ristoranti e bar. Dopo qualche acquisto di prodotti tipici tra cui lo sciroppo d’acero (specialità canadese simile al miele ma di sapore più fruttato ed intenso), utilizzando la funicolare raggiungiamo la città alta, dove continuiamo la nostra passeggiata sino all’ora di pranzo.

Io decido di rientrare a bordo mentre Adriana, Rosalba e Fiorella si fermeranno a pranzo in un ristorantino tipico, dove degusteranno, a loro dire, una zuppa di cipolle “impareggiabile”.

Il pomeriggio sarà ancora dedicato al passeggio nelle zone alta e bassa della città ed allo shopping.

La sera, stanchi e malinconici (la crociera è terminata) la trascorreremo a bordo, in banchina.

Ma le sorprese non sono finite; alle ore 23 Atlantica molla gli ormeggi; no, non continua la crociera!! Si tratta solo di uno spostamento tecnico dovuto a traffico marittimo. Infatti con una manovra della durata di circa un’ora ci posizioneremo su un’altra banchina distante poco meno di due miglia. Sfidando la fredda serata ci ritroviamo su un ponte esterno io e Rosalba per le ultime foto allo “Chateau Frontenac” che si erge, sempre più lontano, maestosamente illuminato.

Terminate le manovre di ormeggio rientriamo per l’ultima notte a bordo.