ACCORDO TRA FINCANTIERI E FINMECCANICA PER LE NAVI MILITARI

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L’annuncio in occasione del varo del sommergibile “Pietro Venuti”

Si è svolta oggi presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano (La Spezia), alla presenza del Ministro della Difesa sen. Roberta Pinotti, la cerimonia di varo del sommergibile “Pietro Venuti”, il terzo della classe “Todaro”, tipo U212A, una serie di quattro unità gemelle commissionate a Fincantieri dalla Direzione Generale degli Armamenti Navali – NAVARM per la Marina Militare Italiana.

 

Alla cerimonia era presente, tra gli altri, il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, amm. Giuseppe De Giorgi, accolto in cantiere dal Presidente di Fincantieri Vincenzo Petrone, dall’Amministratore delegato Giuseppe Bono e dall’Amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti Giovanni Gorno Tempini.

 

A margine della cerimonia è stato firmato un importante accordo di collaborazione nel settore delle costruzioni navali militari tra Fincantieri e Finmeccanica, con l’obiettivo di aumentare la competitività sui mercati nazionali ed esteri, attraverso una più efficace ed efficiente offerta integrata dei prodotti delle due Società. In particolare, la collaborazione si svilupperà sfruttando le sinergie tecniche e commerciali tra l’unità di business Navi Militari di Fincantieri e le aziende del gruppo Finmeccanica (le controllate Selex ES, Oto Melara e WASS nonché la joint venture MBDA Italia) che detengono competenze distintive nei sistemi di combattimento, nell’elettronica e nei sistemi d’arma navali e subacquei.

 

Considerato che tradizionalmente le Marine privilegiano il rapporto con il cantiere, Fincantieri agirà da interfaccia unico verso il cliente, consentendo, al contempo, di valorizzare l’offerta dei prodotti di Finmeccanica in ambito navale.

 

Questo accordo prevede anche una collaborazione nelle attività di ricerca e innovazione per massimizzare il posizionamento sul mercato e razionalizzare gli investimenti, anche attraverso la promozione di attività congiunte di studio nelle aree di interesse comune.

 

Fincantieri e Finmeccanica studieranno inoltre la possibilità di creare una rete comune di fornitori di prodotti e componenti di base, al fine di ottenere adeguate sinergie e contribuire allo sviluppo delle eccellenze tecnologiche delle piccole e medie imprese italiane, garantendone la crescita sia dal punto di vista dimensionale che dello sviluppo scientifico e qualitativo dei prodotti.

 

Giuseppe Bono, Amministratore delegato di Fincantieri, ha commentato: “Oggi è una giornata straordinaria per Fincantieri, per tutta l’industria della Difesa e per l’industria italiana in generale. L’accordo con Finmeccanica infatti è un esempio concreto per realizzare quel “sistema Paese”, a lungo auspicato, che in un momento come questo è ancora più necessario per rafforzare l’economia nazionale. Questa intesa verte sulla capacità di promozione che il prodotto nave ha su tutta la componentistica installata a bordo: in questo modo intendiamo delineare un sistema industriale realmente integrato, che conta su un volume d’affari annuo superiore al miliardo e mezzo di euro e che è in linea con le dimensioni dei principali concorrenti internazionali”. Bono ha concluso: “A sugello di un simile risultato non poteva esserci miglior emblema del “Venuti”, il sommergibile di ultima generazione varato oggi, frutto della collaborazione delle più importanti aziende italiane del settore e dei costanti investimenti in ricerca e sviluppo del Gruppo Fincantieri, che costituisce l’ennesimo esempio delle capacità e del patrimonio di conoscenze che siamo in grado di esprimere nei segmenti tecnologicamente più avanzati della cantieristica navale”.

 

Mauro Moretti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Finmeccanica, ha dichiarato:  “L’accordo siglato quest’oggi, oltre a rendere più efficace la collaborazione tra le industrie italiane che storicamente rappresentano un riferimento all’interno del  settore  navale, costituisce una rilevante opportunità per rafforzare il posizionamento sui mercati internazionali delle eccellenze tecnologiche dei due Gruppi. Finmeccanica mette a disposizione competenze, prodotti e tecnologie nei sistemi di combattimento, d’arma e di sorveglianza, con l’obiettivo di definire un’offerta integrata e competitiva, in grado di soddisfare al meglio i requisiti dei diversi clienti. Anche il sommergibile varato oggi, che integra alcuni tra i più avanzati prodotti di WASS, testimonia la già proficua collaborazione tra Fincantieri e Finmeccanica”.

 

Trieste/Roma, 9 ottobre 2014

 

 Il sommergibile “Venuti”

 

Il “Venuti è il 101esimo sommergibile realizzato al Muggiano dal 1907,  anno in cui venne varato il“Foca” per la Regia Marina Italiana. Da allora questo cantiere si è sempre distinto nella realizzazione di battelli, oltre che per la Marina italiana, anche per quelle di mezzo mondo (Brasile, Spagna, Portogallo, Svezia, Danimarca).

L’unità fa parte della seconda coppia in ordine di realizzazione, e precede di circa un anno il “Romeo Romei”, attualmente in costruzione presso lo stesso cantiere di Muggiano. Nella flotta della Marina questi battelli, la cui consegna è prevista nel 2015 e 2016, sono destinati a prendere il posto dei sommergibili “Prini” e “Pelosi” (classe “Sauro” – terza serie), realizzati alla fine degli anni Ottanta. Il programma per la realizzazione di sommergibili è la prosecuzione di quello iniziato nel 1994 in cooperazione con il German Submarine Consortium, che ha già portato negli anni scorsi alla costruzione di sei battelli per la Germania e di due per l’Italia – il “Todaro” e lo “Scirè”, consegnati da Fincantieri rispettivamente nel 2006 e nel 2007 e che già operano con successo all’interno della flotta della Marina Militare Italiana.

 

Il “Venuti”, così come gli altri battelli della serie, è caratterizzato da soluzioni tecnologiche altamente innovative. È interamente realizzato in materiale amagnetico, con l’applicazione delle più moderne tecniche di silenziamento per la riduzione della segnatura acustica. Inoltre è dotato di un sistema di propulsione silenziosa basato sulla tecnologia delle celle a combustibile in cui l’energia elettrica viene prodotta tramite la reazione di ossigeno e idrogeno, quindi indipendentemente dall’aria, garantendo un’autonomia subacquea da 3 a 4 volte superiore a quella dei sistemi convenzionali a batteria. Ha anche un sistema elettroacustico di comando e controllo armi completamente integrato e un moderno sistema di automazione della piattaforma.

“Venuti” ha un dislocamento di superficie di 1.509 tonnellate, una lunghezza fuori tutto di 55,9 metri, un diametro massimo di 7 metri e può raggiungere in immersione una velocità superiore ai 16 nodi. L’equipaggio è composto da 27 persone.

 

 

Pietro Venuti

2° Capo Silurista

Medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria

 

Nasce a Codroipo (Udine) il 10 giugno 1912. Volontario nella Regia Marina dal marzo 1931, frequentò a Pola il Corso per Specializzazione Torpediniere, al termine del quale si imbarcò sul cacciatorpediniere Strale, sulla torpediniera Cantore e sui sommergibili Squalo e Sciré, ottenendo la promozione a Sottocapo nel 1935.

Partecipò alle operazioni militari in Spagna e, promosso 2° Capo, il 7 aprile 1939 prese imbarco sul sommergibile Galvani dislocato in Mar Rosso.

Il 24 giugno 1940, nel corso di una missione di guerra nelle acque del Mare Arabico, il Galvani fu attaccato da unità nemiche di superficie e colpito nella zona poppiera da un proiettile, la cui esplosione provocò una pericolosa via d’acqua nel locale a lui affidato. Consapevole di votarsi a morte certa, anziché cercare la propria salvezza, vi si chiuse stoicamente all’interno, bloccando la porta stagna e, con il suo cosciente sacrificio, rese così possibile la salvezza dell’unità e del suo equipaggio.

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