Costa Concordia , 3 febbraio 2012

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Le ricerche intorno al relitto della Concordia continuano a essere interrotte nella parte sommersa della Concordia, mentre continuano oggi nella parte emersa (ormai quasi completamente esplorata) e nell’area di mare intorno alla nave, in un’area di circa 18 km quadrati.

Il quotidiano Il Tirreno ha riunito in una pagina i nomi e poche informazioni anagrafiche sulle 32 persone di cui è stata accertata la morte o che rimangono disperse. L’agenzia di stampa Associated Press ha pubblicato ieri un articolo in inglese, ripreso poi da molti giornali di tutto il mondo tra cui il New York Times, in cui ci si occupa dei “tesori sommersi” della Costa Concordia e della possibilità che nei prossimi mesi si scatenino ricerche non autorizzate nel relitto. La nave resta di proprietà di Costa Crociere, mentre gli oggetti personali dei passeggeri ancora a bordo rimangono di loro proprietà, e al momento le autorità hanno impedito per chiunque l’avvicinamento al relitto a meno di un miglio nautico, ma secondo l’articolo questo non fermerà i cercatori di tesori.

Potrebbe essere solo questione di tempo prima che i cercatori di tesori mettano gli occhi sulle spoglie sommerse della Costa Concordia, che aveva più di 4.200 persone a bordo. “Fino a quando ci saranno corpi nella nave, nessuno se ne occuperà perché è un luogo di sepoltura”, dice Robert Marx, un esperto sommozzatore e autore di numerosi libri di storia marittima, archeologia sottomarina e ricerca di tesori. “Ma quando tutti i corpi saranno fuori, ci sarà una corsa alle cose di valore.” Anche la mafia, dice, ha squadre sottomarine specializzate nella ricerca dei relitti.

Ieri il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, ha detto in un incontro con gli abitanti del Giglio che la nave sarà rimossa interamente e non a tronconi. Il piano preciso per la rimozione deve essere ancora deciso: ieri Costa Crociere ha annunciato di avere istituito un “comitato tecnico” per stabilirlo, e per il quale ha invitato a partecipare a una gara d’appalto dieci società specializzate in operazioni marine, tra cui Smit Salvage e la livornese Tito Neri già al lavoro nei giorni scorsi per la rimozione del carburante. Le società dovrebbero presentare i loro piani tecnici per la rimozione all’inizio di marzo del 2012. La Costa ha detto che il piano definitivo sarà poi scelto entro la fine del mese di marzo.

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