Costa Concordia , gli ultimi aggiornamenti

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L’ARPAT, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana ha diffuso i risultati dei campionamenti effettuati il 6 febbraio sulle acque intorno all’isola del Giglio, tutti tranne quelli delle analisi batteriologiche che richiedono tempi più lunghi. Le quantità di idrocarburi, solventi e tensioattivi presenti nell’area intorno alla Concordia sono “inferiori alle soglie di rilevabilità analitica”. “Si registra”, si legge, “un leggero incremento del parametro azoto totale e carbonio totale in corrispondenza della poppa della nave”. Conclusione: “Al momento non si riscontrano fenomeni significativi di inquinamento dell’acqua del mare. Alcune modeste anomalie riscontrate nel corso degli ultimi giorni hanno per il momento un carattere temporaneo”.

Intanto le autorità stanno cercando di portare avanti in qualche modo le operazioni intorno alla nave nonostante il maltempo. Ieri per esempio i tecnici della Smit-Neri, la società olandese che si occuperà di recuperare il carburante e rimuovere la nave, sono riusciti a riposizionare e a sostituire i cosiddetti “corpi morti”, indispensabili per ancorare le panne galleggianti di contenimento intorno alla nave.

Ieri il ministro dell’Ambiente Clini, ascoltato dal Senato, ha detto che le grandi navi da crociera non entreranno più nella Laguna di Venezia e nel Bacino di San Marco: la questione era stata nuovamente sollevata dal naufragio della Concordia. Le navi faranno scalo a una “stazione marittima appena fuori il lido di Venezia, nella zona di Pellestrina, dove è stata realizzata un’infrastruttura importante in cemento armato per il montaggio delle paratie del Mose”. Il ministero dell’Ambiente sta lavorando insieme al ministero dell’Infrastrutture a un decreto sulle cosiddette “rotte sensibili”.

 

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