Foschi e la riscossa di Costa Crociere ” prenotazioni in crescita e nuove navi”

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Foschi e la riscossa di Costa Crociere "Prenotazioni in crescita e nuove navi" “Non doveva accadere, non accadrà mai più”. Sono le quattro e mezza di un pomeriggio di fine aprile e Pierluigi Foschi, presidente e amministratore delegato di Costa Crociere, torna con la mente alla tragedia della Concordia, naufragata il 13 gennaio davanti all’isola del Giglio. E alla mattina successiva, quando don Mimmo, il suo parroco di San Michele, vedendolo entrare in chiesa, prima ancora di farlo parlare gli disse “Anche Cristo è risorto”.
Immagini di un evento che ha ferito nel profondo Costa Crociere, senza per questo fermarne la vita. Anzi, a tre mesi e mezzo da quella notte, il tabellone luminoso che trasmette in tempo reale l’andamento giornaliero delle prenotazioni, a metà pomeriggio già sfiora le diecimila unità. Lo stesso giorno di un anno fa erano poco più di cinquemila.

Che cosa è accaduto, presidente Foschi?
“Che le persone, una volta compresa la tragedia, hanno capito e sono andate oltre. La marca Costa è rimasta forte, così come i suoi fondamentali. Noi offriamo un prodotto di alta qualità a un prezzo basso e un’ulteriore azione sul prezzo, che abbiamo ridotto, ci ha permesso di riprendere la corsa”.

Nonostante la crisi internazionale? 
“Sì, nonostante la crisi, che non ha precedenti a memoria d’uomo, e nonostante la tragedia della Concordia, doveroso ricordarlo. Ma la risposta di chi ha sperimentato il nostro prodotto non è mai crollata. E questo ci ha

permesso di rimontare subito il terreno perduto all’inizio”.

Come avete vissuto, in questi tre mesi e mezzo?
“Fin al primo giorno abbiamo riversato tutte le nostre attenzionie le nostre forze su quanto accaduto, impiegando oltre mille persone. Abbiamo anche sospeso ogni attività di marketing, ripresa solo a metà marzo”.

Vi siete interrogati su un episodio che non doveva accadere?
“Certo e continuiamo a farlo. Non doveva accadere, è vero, ma non accadrà mai più. Costa Crociere non è un’azienda perfetta, ma un esempio di etica, di professionalità, di preparazione e di addestramento, questo sì”.

Si può fermare il gesto umano, anche se folle come quello accaduto?
“Noi riteniamo che con un’ulteriore implementazione degli standard di sicurezza sia possibile. Abbiamo esaminato ogni più piccolo dettaglio e dovremo chiedere di intervenire a chi ha la responsabilità sui codici della navigazione e a chi regolamenta la sicurezza in mare”.

A cominciare dal ruolo dei comandanti? C’è chi ha sottolineato che il tipo di vacanza impone loro oggi di essere anche uomini di pubbliche relazioni.
“Queste navi sono gigantesche love boat, ma l’errore della Concordia è dovuto al fatto che forse il comandante si è sentito “troppo comandante”. In futuro dovrà essere più ammiraglio, coordinare il lavoro in modo più collegiale. Ma ci sarà il momento per annunciare nel dettaglio queste cose. Di certo mi sento di dire che l’azienda, se prima andava bene, ora andrà ancora meglio, da tutti i punti di vista”.

Costa ha sempre avuto la fiducia dell’azionista, l’americana Carnival, in questi mesi?
“Non è il modo corretto di intendere il nostro rapporto. Con Carnival siamo alla simbiosi di interessi. Loro hanno visto l’opportunità di investire in Italia, lo hanno fatto e la fiducia reciproca si è stabilita fin nelle prime ore della conoscenza. Questa è la formula Carnival”.

La tragedia della Concordia ha anticipato la sua uscita dalla guida operativa?
“L’ha ritardata. Avevo già comunicato, nel 2010, chea settembre del 2011, al compimento dei 65 anni, avrei ridotto le mie responsabilità. A novembre avevamo già individuato il successore, il d. g. di Aida il tedesco Michael Thamm e la nomina era stata fissata per marzo 2012. La vicenda della Concordia ha ritardato il tutto, c’era da gestire questa emergenza e riprendersi nelle vendite, cosa che è avvenuta in tutti i mercati in cui opera Costa”.

La crisi ha colpito allo stesso modo tutti i mercati?
“No. Per Sud Americae Asiaè stata quasi indifferente. Il Nord America l’ha sentita un po’ di più fino all’Europa, dove l’impatto è stato più sensibile in Italia e Germania, e poi in Spagna e Francia”.

Sabato arriva Fascinosa, la quindicesima unità della flotta. Ma i piani di crescita proseguiranno?
“Intanto a ottobre 2014 arriverà la nuova ammiraglia, da 132.500 tonnellate. Nome in codice “Supercosta” e non è detto che il nome non resista fino alla fine. Aida avrà due navi, una il 12 maggio e una nel 2013, sempre dai cantieri tedeschi, e altre due ordinate in Giappone in arrivo nel 2015 e nel 2016″.

E Costa?
“C’è una nuova possibilità con Fincantieri. Da ottobre in poi si può ipotizzare un ulteriore ordine per l’industria navale italiana”.

(01 maggio 2012)

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