Dal Costa Riviera al Carnival Magic.

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Dal Costa Riviera al Carnival Magic.

Le prime navi da crociera della Costa sono giunte a Savona gia’ nel 1996 con il Costa Riviera, ex Guglielmo Marconi, che fece scalo per la prima volta nel novembre 1996 salutato da una folla di migliaia e migliaia di savonesi. Ricordo che anche io, armata di macchina fotografica, mi ero presa un bel posto in prima linea per l’arrivo di questo liner. Successivamente fecero scalo anche altre navicelle non solo di Costa, ma di compagnie minori.
Ma c’è da dire che il miglior cliente del porto di Savona, in ambito crocieristico, e’ sempre stata la Compagnia genovese.
Si sta parlando ancora di tempi non sospetti nei quali, principalmente, le navi con fumaiolo giallo arrivavano e partivano ancora dalle banchine genovesi.
Allora il porto di Savona era molto diverso. Laddove arrivava il Costa Riviera, mi pare il lunedi’, il resto della settimana approdavano ancora le porta-macchine della Willenius e il via vai dalla banchina ai parcheggi di auto nuove ricavati nell’ambito portuale la faceva ancora da padrone con i colori delle auto in un arcobaleno metallizzato che scendeva e saliva velocemente a ritmo sulle rampe di quelle navi.


Costa Riviera a Savona- Foto Lino M.

Per i passeggeri del lunedi’ si era costruita una tensostruttura bianca che fungeva da Terminal Consorzio Savona Crociere come recitava il cartellone bianco con la scritta rossa a caratteri cubitali….

A poco a poco partirono i lavori per la sistemazione del porto e del primo rudimentale ristrutturazione del waterfront savonese secondo progetti di quegli anni, con l’eliminazione e lo spostamento o chiusura (in caso di rinuncia spesso di proprietari ormai anziani) di moltissime realta’ ed officine meccanico-navali che si trovavano lungo la Darsena e che per l’appunto nella migliore delle ipotesi venivano spostate all’interno dell’area portuale.

Da qui l’inizio di pensare all’area della Darsena come ambito solo turistico con lo spostamento di ormeggi di yachts e barche a vela praticamente in passeggiata.
Il restyling di tale area lasciava i savonesi un pochino meravigliati. Per anni per la popolazione non si era dedicato piu’ di tanto tempo ai cambiamenti ma era bastato l’arrivo di qualche estraneo per stravolgere un’area che era tale e quale da qualche decennio.

Quegli stessi estranei che inizialmente arrivavano nel porto, scendevano e ritornavano a bordo snobbando uno dei piu’ eleganti centri storici e in generale centro citta’ del Nord Italia. La popolazione dapprima curiosa e ben disposta si chiuse un po’ gelosamente in se’ stessa e l’affluenza alla partenza settimanale della nave da crociera, pian piano calava. Per contro, in citta’ i negozianti del centro fanno a gara a realizzare vetrine sempre piu’ complete e piu’ ricche di oggetti anche piu’ stravaganti pur di attirare l’attenzione. Ma sembra che passi del tempo perche’ tutto cio’ sia notato….

Ancora oggi, se in confidenza, qualcuno dei negozianti del centro, rivela che il lato di maggior frequentazione dei turisti in v. Paleocapa (portici ottocenteschi) e’ quello di destra guardando la Torretta (quindi di sinistra con le spalle alla nave) e, tra savonesi, effettivamente, specialmente tra chi osserva il fenomeno, si dice che i “forestieri” nemmeno abbiano voglia di attraversare la strada….

… ma torniamo ancora ai tempi in cui ad arrivare nel porto della Torretta era ancora e solo il Costa Riviera e le navi di Costa ancora scalavano Genova.

Nell’amministrazione cittadina e nelle varie Autorita’ cittadine scaturi’ il desiderio di far di Savona un prodotto turistico a tutti gli effetti.
Ecco allora cercar di modificare quello che era un esperimento e portarlo a livelli maggiori e maggiormente stabili nel tempo.
Ecco, quindi, nel tempo le necessarie strategie e il necessario impiego di sinergie per tramutare un progetto in realta’.

Complice il sovraffollamento delle banchine del porto di Genova e il crescendo del gruppo MSC Crociere e di maggiori esigenze di spazio per tanti altri vettori minori, anche stranieri, si arriva a fare quella che, piu’ che una pretenziosa proposta si rivela una necessaria soluzione anche alla luce di “un po’ di qualche piccola “maretta” ” scatenata dal salvaguardare ciascuno le proprie cose all’ombra della Lanterna.

Ecco quindi come Savona faccia ancora un ulteriore salto in avanti e si trasformi nelle vesti, mai indossate, di futuro Home port di una Compagnia internazionale come Costa Crociere che all’epoca non contava ancora ovviamente tutte queste meravigliose navi che di anno in anno scalano a Savona.

Siamo ancora forse verso la fine degli Anni Novanta, massimo agli inizi del 2000.
Forse c’è bisogno di un restyling e di qualche lavoro per prepararsi ed arrivare pronti a tale ruolo.
Oltre alla nuova Darsena e al nuovo ponticello che collega le due sponde dello specchio acqueo, ecco come si siano aperti vari cantieri per realizzare il nuovo porto di Savona e nuove costruzioni come il plesso Filo d’Acqua e in tempi, molto piu’ recenti lo scenografico Crescent.

All’ombra della Torretta era diventato necessario costruire qualcosa che non fosse una tensostruttura provvisoria ma un vero e proprio terminal e non un terminal banale ma un terminal moderno e all’altezza. Il progetto sembrava faraonico per Savona ma si diceva necessario per far bella figura nell’accoglienza di migliaia di persone.

Viene allora pian piano costruito il Terminal crocieristico inaugurato con una megafesta in occasione del battesimo di Costa Fortuna nel lontano, si fa per dire, Nov. 2003.

In soli sette anni la citta’ della Torretta ne aveva fatta di strada… Dal Costa Riviera, si era passati ad ospitare navi piu’ moderne come il Costa Victoria, il Costa Marina, il Costa Allegra, fino a che proprio quell’avvenimento con Costa Fortuna, decreto’ che Savona, ormai non era piu’ una sconosciuta realta’ ma una citta’ addirittura degna di essere la cornice di un evento glamour come puo’ essere solo l’inaugurazione e il battesimo della allora piu’ grande nave da crociera italiana.

Di acqua ancora ne e’ passata sotto i ponti… ormai l’arrivo di Costa Magica, l’anno successivo e l’ormai saldo ruolo di Home Port di Costa Crociere non puo’ che far nascere nuovi progetti sempre piu’ esaltanti per la citta’ di Savona. Da qui con due semplici conti di lunghezza banchina e lunghezza navi impegnate la scoperta e il bisogno di un altro approdo. Ecco parlare di terzo approdo tanto sospirato da alcuni e tanto anche, se vogliamo, bocciato da altri.
Ma alla fine la legge dei grandi numeri ha la precedenza su tutto.
Ecco quindi dopo qualche anno dalla consegna del terminal l’inaugurazione di questa altra banchina assolutamente necessaria quando i giganti in porto sono almeno 3.

E gia’ perche’ ormai i Savonesi non si stupiscono nemmeno di quante centinaia di metri di banchina possano occupare contemporaneamente le navi che arrivano alla Torretta. Ormai nemmeno e’ un fatto da documentare con fotografie e riprese tanta e’ l’abitudine a vederlo gia’ da qualche anno.

Ormai Savona e’ oltre che home port anche scalo per migliaia di passeggeri che la visitano durante l’itinerario magari iniziato a Civitavecchia e che rimangono stupiti dalla modernita’ e dal gusto storico di alcuni elementi visibilmente e culturalmente ottocenteschi immersi ed incastonati in realizzazioni dell’altro giorno…

Savona e’ una citta’ che ha saputo fare di una scommessa buttata li’ per gioco una realta’ produttiva e turistica assolutamente a carattere internazionale.
E gia’… perche’, se i savonesi, ormai, pensano e considerano “vicini di casa” le migliaia di persone che provengono da tutta Europa quasi ogni giorno (tedeschi, francesi, spagnoli…) allo stesso tempo, si trovano ad interagire con un mondo che e’ davvero internazionale e a parlare inglese anche solo per spiegare dove e’ situata una certa Chiesa o un certo monumento. eh sì… io scommetto che quello del 24 maggio 2011 con l’arrivo di Carnival Magic sotto la Torretta, non e’ soltanto un caso fortuito, ma un assaggio di quello che, secondo me, sara’ forse dalla prossima stagione 2012 o dal 2013, realta’, e cioe’, il non piu’ cercar di soddisfare le esigenze e le aspettative dei propri connazionali o dei cugini tedeschi, francesi, spagnoli… ma anche far i conti con l’accoglienza di un prodotto geograficamente distante da noi, ossia, il prodotto americano.

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Articolo di Serena 87
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