Lo scalo di Cagliari tra luci ed ombre

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Nonostante lo scalo a Cagliari sia uno dei piu’ gettonati nel Mediterraneo, la banchina del porto non pare adeguata al continuo flusso di crocieristi.

Avete idea di qual’è lo spettacolo che si offre alla vista di noi crocieristi quando arriviamo al porto di Cagliari?

Il panorama è davvero suggestivo!

Vi dico da tempo, che è importante anche la scelta del lato sul quale si acquista la nostra cabina, non solo la sua posizione rispetto alla planimetria di bordo. In crociera godersi un tramonto comodamente seduti sul nostro balcone è un valore aggiunto, come sicuramente affacciarsi la mattina in un luogo nuovo e iniziare a scoprirlo dalla panoramica che offre la balaustra di una grande nave.

Quando si arriva a Cagliari, se ci si affaccia sul lato destro della nave o meglio, di “dritta”, come si dice in gergo marinaro, si può godere, fin da quando si giunge all’imboccatura del porto, la vista dello skyline della Città. I portici di via Roma e la collina del quartiere Castello si stagliano eleganti alla nostra visuale.

Sul molo Ichnusa fa anche bella mostra l’interessante architettura di quello che avrebbe dovuto essere un moderno terminal crociere (ma che invece, realizzato nel posto sbagliato, non ha mai funzionato ed è tuttora inutilizzato), peccato perchè oltre a dar lustro a questa città di scalo sarebbe stato un terminal molto accogliente, dispiace pensare all’ennesimo spreco italiano.

Lo sguardo del passeggero continua a scrutare e si posa sull’imponente maestosità della Basilica di Bonaria ed il promontorio di S. Elia con la “Sella del Diavolo”, la cui sagoma è diventata l’icona del turismo a Cagliari e che rappresentano senza dubbio un colpo d’occhio di rara bellezza.

Con un’impeccabile e quasi leggiadra manovra, resa possibile dalla perizia dell’equipaggio, dei piloti e degli ormeggiatori, la nave piano piano evolve su sé stessa e si adagia dolcemente sulla banchina del Molo Rinascita, sempre sul suo lato di “dritta”, con la prua verso l’imboccatura del porto, pronta a riprendere il largo a fine giornata verso una nuova destinazione.

Ma ecco che lo scenario all’improvviso cambia completamente, lo sguardo cade sulla banchina sottostante che non offre sicuramente un buon benvenuto, è tale e tanta l’incuria nel quale si trova da far quasi passare la voglia di sbarcare. Immaginiamo poi l’effetto su chi non ha scelto il lato di dritta e che all’arrivo della nave non ha goduto del magnifico panorama che Cagliari offre. L’ignaro passeggero con nell’animo l’aspetttiva di scoprire una nuova e bellissima località, viene improvvisamente colto da grande delusione, ma non solo i meno temerari dubiteranno perfino  sull’opportunità di scendere a terra.

Non scordiamo che il crocierista è una particolare tipologia di viaggiatore, chi sceglie un viaggio in crociera, lo fa all’insegna del lusso e della comodità, chi sale su una lussuosa nave viene immediatamente catapultato in un “mondo” da favola che lo avvolgerà per tutta la durata della sua vacanza e non solo, ne verrà stregato a tal punto da continuare a desiderarlo anche una volta sbarcato, spingendolo spesso a riprenotare subito una nuova avventura per mare, soprattutto tornando nelle città che piu’ gli sono piaciute.

Chi non conosce a fondo ” il crocierista ” non lo comprende quando si lamenta anche delle cose meno importanti che riguardano il servizio, ci si stupisce quando si leggono sui social frasi del tenore di queste: Mi cambiano gli asciugamani solo 4 volte al giorno! – Nel cestino del pane vi sono solo 5 tipi di panini – Al buffet anche se si estende per 20 metri c’è poca scelta – La pulizia della nave non era adeguata perchè un giorno ho trovato granellini di polvere sulla mensolina del bagno – Il mio cabinista oggi salutandomi non mi ha chiamata per nome – Nel percorrere il ponte passeggiata ho notato in un angolo delle inaccettabili righe nere per terra , che stonavano rispetto alla pulizia del resto del ponte.

Insomma il mondo del crocierista è così dorato che anche le piccolissime imperfezioni saltano all’occhio. Immaginatevi ora queste persone, che arrivano in un porto dove la banchina non è adeguata allo stile della loro vacanza. La loro reazione non sarà delle migliori fino a spingerli a scartare lo scalo nelle loro prossime prenotazioni.

Le Compagnie da crociera viziano molto i loro ospiti, facendo si che vengano stregati da tutto ciò che li circonda. Far trovare a terra un servizio adeguato è motivo di opzione verso uno scalo piuttosto di un altro.

A Cagliari c’è il rischio che gettando lo sguardo dal ponte, si dicano: meglio restare a bordo, dove sono a disposizione tutti i conforts, ogni genere di divertimento e, sul lato opposto della nave, si potrà perfino godere, tra un tuffo in piscina ed un cocktail, di un gradevole panorama su una città che pur apparendo bellissima e dal clima invidiabile, non ci ha accolti nel migliore dei modi.

A parte il nuovo terminal crociere (piccolo, ma grazioso e funzionale), la vista è immediatamente catturata da un enorme, vecchio, pericolante e cadente silos, insieme con quel che rimane dei suoi arrugginiti macchinari – un tempo utilizzati per il carico dei cereali sulle navi mercantili – dalla recinzione dell’area circostante (evidentemente collocata proprio a causa del pericolo di crolli, ma quasi completamente  abbattuta), dai cumuli di indicibili e non meglio identificati rifiuti ivi presenti e dove fa bella mostra di sé perfino il relitto abbandonato di un’imbarcazione da diporto.

La situazione non migliora volgendo lo sguardo verso la testata del Molo e più oltre, verso la diga che separa il porto vecchio con il porto canale.

 

Anche il più sprovveduto ed ingenuo visitatore non può fare a meno di notare il pessimo stato della banchina, con gli spigoli sbrecciati in più punti e con la pavimentazione costellata di buche e di vistosi rattoppi, che danno luogo alla formazione di enormi pozzanghere anche dopo la più debole delle piogge.

Non scordiamo che dalla nave scendono persone di ogni età, molti anziani e famiglie con bambini, adolescenti che non badano certo ai pericoli e possono lanciarsi all’avventura tra quelle recinzioni che lasciano spazio ad intrusioni.

Per non parlare delle bitte di ormeggio, totalmente arrugginite per mancanza di qualsiasi manutenzione, degne piu’ di un porto merci di quart’ordine , non certo di uno scalo crocieristico, che accoglie centinaia di migliaia di ospiti in vacanza ogni anno.

Ma l’aspetto più negativo in assoluto è costituito dalla presenza di una grande quantità di semirimorchi disordinatamente parcheggiati lungo tutto il tragitto verso l’uscita del porto e perfino sottobordo alla nave, a cui il relitto di una nave semi affondata sulla diga esterna sembra fare da degno coronamento.

 

Una volta scesi a terra, non si potrà fare a meno di rilevare ulteriori spiacevoli situazioni del tutto singolari.

La prima sorpresa è costituita dal fatto che le poche decine di metri che separano il terminal dal centro Città non possono essere percorse a piedi.

L’utilizzo del servizio di shuttle bus (comodo, efficiente e per di più gratuito) è tassativamente obbligatorio, anche per i più incalliti amanti delle passeggiate a piedi.

Non se la passano meglio i passeggeri imbarcati, che iniziano la loro esperienza di crociera dal porto di Cagliari, che sono sottoposti ad un vero e proprio, quanto inspiegabile, “balletto” per poter raggiungere la nave.

Le complicate e defatiganti procedure di imbarco in questo porto, non hanno raffronto con nessuno dei tantissimi scali crocieristici, di qualsiasi parte del mondo, che ho potuto visitare.

Pensate che le operazioni di controllo dei bagagli e dei passeggeri si svolgono in un brutto e disadorno hangar, privo di qualsivoglia anche minimo servizio, per di più ubicato a distanza di un centinaio di metri dal varco portuale e raggiungibile solo a piedi. Non vi è ombra del benché minimo carrello per il trasporto  bagagli  – che devono pertanto essere trascinati a mano dai malcapitati crocieristi . L’hangar resta oltretutto ben lontano dal terminal, per raggiungere il quale si dovrà fare, ancora una volta, obbligatoriamente ricorso allo shuttle bus.

Tutto ciò appare del tutto inspiegabile, anche in considerazione del fatto che il terminal crociere è dotato – come chiunque può facilmente osservare – dei più moderni macchinari per i controlli di sicurezza, che tuttavia non vengono utilizzati.

Una moderna ed efficiente struttura che non viene utilizzata al massimo delle sue potenzialità.

Non è dato di sapere perché i controlli di sicurezza non vengano effettuati all’interno del nuovo e funzionale terminal crociere, che è oltretutto dotato di tutti i servizi e di molti comfort per i crocieristi.

Far iniziare la vacanza in nave con un impatto così negativo pare fatto apposta per scoraggiare anche i più intrepidi, così come le condizioni generali del Molo Rinascita (specialmente viste dall’alto della nave all’ormeggio) sembrano voler dissuadere i crocieristi dallo scendere a terra per fare un giro in Città o per scoprire le tante bellezze del territorio.

Dobbiamo augurarci che la nuova Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna ed il suo nuovo Presidente prof. Massimo Deiana ,vogliano prendersi cura di quanto ho brevemente descritto in questo articolo, per individuare ed attuare le soluzioni più efficaci per modificare uno stato di cose che oggettivamente da anni danneggia l’immagine turistica della città e vanifica gli sforzi già compiuti dai gestori del Cagliari Cruise Terminal, per migliorare l’appeal dello scalo crocieristico cittadino nel medio e nel lungo periodo.

 

Il porto di Cagliari è uno dei più importanti (se non il più importante) volano economico della città e merita la massima attenzione. Il suo rilancio e la sua valorizzazione, anche in termini di immagine, potrebbe determinare positive ricadute per l’intera economia dell’Isola.

Concludo dicendo che questo articolo è partito dal cuore di chi come me ama Cagliari e ritiene questo scalo uno dei piu’ belli tra quelli offerti nel Mediterraneo.

Il link ai miei consigli per crocieristi a Cagliari. https://www.liveboat.it/info-e-consigli-scalo-a-cagliari/

Fa male constatare che i grandi sforzi, sia umani che tecnici, che i gestori del Cagliari Cruise Terminal stanno profondendo, vengano poi vanificati da ciò che li circonda ed inevitabilmente coinvolge il flusso dei passeggeri.

L’Italia è una meraviglioso diamante incastonato in un’Europa ormai all’avanguardia in campo crocieristico, le nostre coste e città di scalo sono tra le piu’ gettonate dai crociersiti di tutto il mondo, la ricaduta economica delle crociere sulla nostra nazione è notevole e deve continuare ad esserlo, anzi migliorare ulteriormente.

La banchina di Cagliari deve essere messa in sicurezza in modo da poter continuare a far scegliere lo scalo dalle Compagnie da crociera, rispetto ad altri oggi chiusi per la nota instabilità politica, ma che presto torneranno a competere.

Lasciamo il Porto di Cagliari sulla scia di una grande nave, con l’augurio che presto qualche cosa cambierà, come questo scalo merita che sia.

Rosalba Scarrone

Amministratore e blogger

www.liveboat.it

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