Naugrafio di Costa Concordia all’Isola del Giglio (aggiornato)

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ULTIMO AGGIORNAMENTO : ore 12.49 RECUPERATA UNA COPPIA DI COREANI E L’HOTEL DIRECTOR DI COSTA CONCORDIA , MANRICO GIANPEDRONI

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AGGIORNAMENTO DEL 15 gennaio

PORTO SANTO STEFANO (GROSSETO)

Sta proseguendo – anche dopo il ritrovamento della coppia di neo-sposi coreani in crociera nel Mediterraneo per il viaggio di nozze – la minuziosa ispezione dei vigili del fuoco sulla nave Costa Concordia che ha fatto naufragio venerdì sera davanti all’Isola del Giglio. Considerando i due sopravvissuti e basandosi sulle cifre ufficiali di ieri sera, i dispersi della Concordia sono calati da 41 a 38 e i soccorritori confidano di trovarne altri. I soccorritori avrebbero raggiunto e salvato il capo commissario di Bordo Marrico Giampetroni. I rumori hanno guidato i soccorritori al ponte. L’area in cui si trovava il superstite è in parte allagata e l’ufficiale è stato trovato in parte in acqua. Inoltre la presenza di materiali pericolanti ha contribuito a ritardare il salvataggio. L’uomo è ferito ad una gamba, che potrebbe anche essere rotta. A differenza dei due sposini coreani tratti in salvo, Gianpetroni è ancora in una cabina sul ponte tre, e non è stato ancora estratto, sia per le difficoltà ambientali legate alla posizione della cabina, sia appunto perchè devono essere coordinati dei soccorsi che permettano il trasporto di un ferito.

Intanto è sceso a 34 il numero dei dispersi. Dopo il ritrovamento della coppia coreana e del commissario di bordo Manrico Giampetroni, è arrivata la notizia di 4 turisti giapponesi che si erano recati a Roma con mezzi propri senza segnalare la propria presenza. Sale, con la frattura alla gamba riportata dal commissario di bordo, a 61 il numero dei feriti, di cui due gravi e 26 già dimessi in giornata. Le tre vittime accertate sono Servel Francis e Micheaud Jean-Pierre, entrambi di nazionalità francese e Thomas Alberto Costilla Mendoza, di nazionalità peruviana, che faceva parte dell’equipaggio. Ma il bilancio potrebbe salire: «Abbiamo gravi sospetti per altre cinque o sei persone», ha detto il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio.

Le ricerche nel relitto semi-affondato proseguiranno no-stop per tutta la giornata di oggi. Sommozzatori e specialisti dei nuclei speleo-fluviali dei vigili del fuoco procedono ispezionando “cabina per cabina” con la speranza di raggiungere altre persone rimaste intrappolate. Quando sulla Costa Concordia sono partiti i black out elettrici dopo l’impatto con uno scoglio, si sono bloccate le serrature elettroniche delle porte delle cabine, che vengono aperte con badge, e non è escluso – viene ipotizzato – che qualcuno sia rimasto chiuso dentro anche per questo senza poter fuggire. Stanotte a causa del buio è stato possibile ispezionare solo la parte della nave rimasta fuori dall’acqua, mentre per verificare la parte sommersa si è dovuto attendere che facesse luce col nuovo giorno.

L’operazione viene svolta in modo accurato e, in particolare per la parte sott’acqua, è previsto l’impiego di speciali strumenti tra cui telecamere capaci di “vedere” oltre gli oblò e di fendere le oscurità marine nelle aree allagate. Intanto gli alberghi della Maremma nella notte hanno continuato a ospitare parte dei sopravvissuti che devono ancora tornare a casa.

La giornata
Dopo 24 ore passate tra paura e conta dei dispersi, in serata arriva la svolta: il comandante della nave Costa Concordia, Francesco Schettino, 52 anni, campano, viene fermato e portato in carcere. Tra le accuse contestate, oltre a naufragio e omicidio colposo plurimo, anche l’abbandono della nave naufragata a 50 metri dall’isola del Giglio, mentre c’erano ancora molti passeggeri da trarre in salvo. Secondo quanto risulta agli inquirenti, avrebbe lasciato la nave attorno a mezzanotte a mezza. È il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, che ha passato il pomeriggio nella caserma dei carabinieri di Orbetello a interrogare quanti tra i membri dell’equipaggio potevano aiutare a ricostruire l’accaduto, a confermare il fermo di Schettino e a spiegare che è indagato, per gli stessi reati, anche il primo ufficiale in plancia.

Quanto alla dinamica dell’incidente, secondo il magistrato, il comandante «si è avvicinato molto maldestramente al Giglio, la nave ha preso uno scoglio che si è incastrato sul fianco sinistro, facendola inclinare ed imbarcare tantissima acqua nel giro di due, tre minuti». Ai comandi «c’era Schettino», ed è stato lui «ad ordinare la rotta: questo è quanto ci risulta. È stata una manovra voluta». Al vaglio degli inquirenti anche il fatto che il passaggio molto vicino all’isola del Giglio sia stato deciso per far «salutare» ai croceristi i paesi dell’isola illuminati nel buio. Un’ipotesi questa fatta anche dal sindaco del Giglio Sergio Ortelli: la rotta delle navi che da Civitavecchia «risalgono» verso la Liguria, come la Costa Concordia, è a circa 2-3 miglia dall’isola. Accade anche che «molte navi passano dal Giglio a salutare con un fischio di sirena gli abitanti. Ma questa volta è andata male». Sempre secondo quanto spiegato, l’impatto sullo scoglio è avvenuto alle 21.45 di ieri «ma – aggiunge il procuratore – non è stata avvertita subito la capitaneria». «Il mio assistito – commenta l’avvocato di Schettino, Bruno Leporatti – comprende le ragioni del fermo ma come suo difensore vorrei dire che diverse centinaia di persone devono la vita alla perizia che il comandante della Costa Concordia ha manifestato nell’emergenza». Leporatti era con il suo assistito quando è stato notificato il provvedimento di fermo al comandante, che non è stato sentito dai magistrati. Intanto la nave è stata posta sotto sequestro dalla magistratura così come la “scatola nera”, ovvero la registrazione di quanto avvenuto in plancia durante la navigazione. Acquisiti anche i tracciati della rotta. E proprio la rotta seguita dalla nave e su quale scoglio sia andata a sbattere sono tra le questioni al centro degli accertamenti.

Prima di essere fermato il comandante Schettino aveva riferito: «Mentre navigavamo ad andatura turistica abbiamo impattato uno sperone di roccia che non era segnalato. Secondo la carta nautica, doveva esserci acqua a sufficienza sotto di noi». Attorno al Giglio ci sono delle isolette, come ’Le scolè, che si trovano a 500 metri dal Giglio e sulle quali si è ipotizzato possa essere finita la nave, tutte però, secondo un’abitante dell’isola, «ben segnalate sulle mappe. Chi va per mare questo lo sa». Quanto alla rotta nel corso della giornata si era parlato di «rotta sbagliata: la nave non doveva trovarsi nel punto dove ha impattato lo scoglio», da chiarire il perchè, e successivamente di impatto avvenuto a qualche miglia dal Giglio dove poi la nave si è diretta, dopo aver cambiato rotta. Sulla vicinanza della nave all’isola il dg della compagnia marittima Gianni Onorato, che ha assicurato massima collaborazione con le autorità, ha specificato: «Non è corretto dire che la nave era fuori rotta. È stato un evento imprevedibile aggravato da una non prevedibile inclinazione della nave». Quella penale non è l’unica indagine aperta sulla tragedia: è stata avviata anche un’inchiesta amministrativa, da parte del ministero dei trasporti.

 da : La Stampa

 

 

Liveboat è vicina a tutti i crew member di Costa Concordia , e alle famiglie che hanno perso un parente a causa di questa sciagura . ci auguriamo che tutto torni presto alla normalità  !

Sulla sciagura che ha coinvolto la nave Concordia della Costa Crociere, naufragata in prossimità dell’isola del Giglio nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, come sempre si alimenta la polemica.

Sul profilo facebook  “Costa Crociere  Cruise Staff or Crew members”, si è passata l’intera notte in apprensione per i passeggeri e per i colleghi della Concordia, nella speranza che tutto si risolvesse nel migliore dei modi. All’alba quando i primi telegiornali nazionali hanno cominciato a dare la notizia, si è subito scatenata la polemica nei confronti delle supposizioni fatte da diversi giornalisti radio televisivi e sul fatto che venisse data voce soprattutto ai passeggeri naufragati e non al personale di servizio sulla nave.
“Scrivo queste righe perché quello accaduto oggi mi ha profondamente infastidito”. Inizia così quello che ci ha inviato Yuri Rutigliano, Lecturer un tempo nella “crew” della Costa Crociere. “Questa notte sono stato attaccato a tv e internet per seguire la vicenda del Concordia – prosegue Rutigliano – nave sulla quale sono molti ex-colleghi e attuali amici. Ho pensato ai miei genitori, a mia sorella, alla mia ragazza e alle loro preoccupazioni quando io ero imbarcato e loro a casa a controllare i bollettini meteo. Oggi è successo quello che tutti sapete, la Concordia è lì appoggiata su un fianco”.
Rutigliano come molti suoi colleghi a terra, dalle 21.30 del 13 gennaio, quando la notizia ha iniziato a circolare, è rimasto attaccato al computer, alla tv e alla radio per sapere cosa stesse realmente accadendo, intanto si teneva in contatto con gli altri via Facebook.
Ma per lui, come per molti altri della Costa crew, ovvero i membri e gli ex membri degli equipaggi delle navi da crociera dell’armatore italiano, l’informazione che ha seguito la sciagura non è stata corretta. “Mi spiace dirlo – scrive ancora – ma non ho mai sentito tante sciocchezze e visto tanta mancanza di professionalità giornalistica concentrata in così poco tempo”.
A scatenare il disappunto del lecturer e dei suoi colleghi sono stati soprattutto i commenti e le congetture riguardo l’operato dell’equipaggio durante  e dopo lo stato di emergenza.
“Chi imbarca – spiega Rutigliano – deve seguire corsi a terra di soccorso. Se questi corsi non sono superati non si sale a bordo. Una volta a bordo bisogna seguire altri corsi per familiarizzare con la nave. Poi viene dato ad ogni membro dell’equipaggio un ruolo ben preciso, con mansioni particolari e il marittimo per tutto il tempo a bordo si eserciterà in quel compito”.
Non entra nel merito delle cause dell’incidente, che verranno chiarite da Capitaneria di Porto e dopo l’esame della “scatola nera” della Concordia, e sottolinea: “Non ero a bordo e non posso dire nulla”. Piuttosto difende l’operato dei suoi colleghi. “Se un totale di 1000 persone di equipaggio riesce a far andare a terra incolumi circa 3000 passeggeri, riesco a pensare solo ad una cosa: quel crew ha lavorato alla grande”, scrive Rutigliano e prosegue: “una nave inclinata rende complicatissime tutte le manovre di abandon ship e se in una situazione del genere, si contano tre vittime, bisogna solo complimentarsi con l’equipaggio. Tra l’altro le vittime non sono dovute a negligenza delle procedure di emergenza ma, a quanto mi è dato di sapere, da un malore e da persone che hanno fatto l’unica cosa da non fare: lanciarsi in acqua. Questo non è attribuibile alla preparazione del crew”.
Yuri Rutigliano sottolinea il rispetto per le persone decedute, tra cui un collega, ma come molti altri colleghi che hanno seguito da terra la vicenda, non ritiene possibile “che il personale di bordo non fosse preparato o non avesse eseguito correttamente le manovre di soccorso e salvataggio”.

articolo da : la cartacerta

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Francesco Schettino, comandante della nave Costa Concordia, naufragata davanti all’isola del Giglio, è stato posto in stato di fermo. Lo conferma il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, che lo sta interrogando da alcune ore. Schettino, 52 anni, di Meta di Sorrento, sarebbe accusato di aver abbandonato l’imbarcazione.   da Tgcom24.it

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Il destino beffardo ha voluto che a cent’anni di distanza una tragedia del mare, seppur in proporzioni ridotte, rievocasse in qualche modo la sciagura del Titanic.
La notizia che mai avremmo voluto ascoltare, noi amanti di navi e crociere, si è abbattuta come un ciclone in tutta la sua tragicità, ieri sera intorno alle 22.00.
Costa Concordia, una delle navi di ultima generazione della Compagnia del fumaiolo giallo stava arrivando all’epilogo della sua carriera di grande regina dei mari, incontrando sul suo percorso un banale scoglio, che di lì a poco ne avrebbe provocato la sua straziante agonia.
Le notizie che si susseguivano insieme alle immagini impietosamente proposte, non lasciavano spazio a quel lumicino di speranza a cui ci si aggrappa nel momento in cui si vuole salvare una vita.
Ed è proprio così, avremmo voluto salvarla, contrapponendole immaginarie e poderose braccia lungo la sua fiancata, mentre in uno stillicidio sequenziale di sgomento, si adagiava sui fondali antistanti all’Isola del Giglio, portando con sé sofferenza, dolore, strazio, morte.
Si scriveranno fiumi di parole su questa ennesima tragedia dei mari, ma a noi piace ricordarla così: ciao Concordia….ci mancherai…….

Articolo di Fiore51

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La nave Concordia della Costa Crociere partita da Civitavecchia e diretta a Savona, per un’avaria si è incagliata nei pressi dell’isola del Giglio. Evacuati i 3.208 passeggeri, italiani, tedeschi e francesi e i 1.023 uomini del personale di bordo, non è ancora accertato il numero esatto delle vittime, che continuano a aumentare durante le operazioni di soccorso.

Dalle testimonianze raccolte attraverso alcuni passeggeri tratti in salvo, sembra che intorno alle 21.30, mentre si trovavano a cena, sia improvvisamente venuta a mancare la luce. Subito hanno udito prima un colpo e poi un boato e le stoviglie sono cadute per terra. Dopo poco torna la luce e il comandate comunica che si è trattato di un guasto elettrico, ma che si sta operando la riparazione.

Qualcuno però ha la sensazione che la nave si in posizione inclinata. L’equipaggio invita i passeggeri a indossare il giubbetto salvagente e portarsi sul ponte in prossimità delle scialuppe, rassicurando che si tratta solo di una misura preventiva.
Di lì a poco arrivano i sette squilli brevi e uno lungo, segnale che indica l’immediato abbandono della nave. Alcuni passeggeri parlano di scene “da Titanic”, vengono calate le scialuppe e si iniziano le operazioni per portare i passeggeri e l’equipaggio sulla terra ferma.
La Guardia Costiera scrive in un comunicato stampa ufficiale, emesso all’una circa del mattino, che: “Alle 2200 circa del giorno 13 gennaio la nave da crociera Costa Concordia, di bandiera italiana,di 290 metri di lunghezza, a seguito di un sinistro marittimo, in prossimità dell’isola del Giglio, ha iniziato ad imbarcare acqua e ad inclinarsi di circa 20°. La nave non è affondata ed è ancora in condizioni di galleggiabilità. Il comando di bordo ha prudenzialmente avviato le procedure di abbandono nave, che al momento non sono ancora terminate. A bordo si trovavano 4231 persone, di cui 1023 facenti parte dell’equipaggio. Il coordinamento delle operazioni di soccorso è stato fin da subito assunto dalla Guardia Costiera di Livorno che ha inviato sul luogo dell’incidente le proprie motovedette, unitamente a quelle della Guardia Costiera di Porto Santo Stefano, Porto Ferraio e Civitavecchia. In area anche un elicottero partito dalla Base aerea della Guardia Costiera di Sarzana per monitorare dall’alto lo sviluppo della situazione ed intervenire in caso di necessità. Per ogni esigenza sono state inviate sul luogo dell’incidente 4 navi mercantili in navigazione nell’area, individuate con il sistema di monitoraggio del traffico navale a disposizione della Guardia Costiera. In particolare sul traghetto Aegilium della società Toremar sono state già imbarcate alcune delle persone che hanno abbandonato la nave, per essere trasferite all’isola del Giglio. In zona coordinati dalla Guardia Costiera di Livorno anche mezzi navali della Guardia di Finanza, Polizia di Stato ed un elicottero della Marina Militare”.
Le notizie si susseguono, si parla di vittime, di passeggeri che si sono buttati in acqua per la paura, il Sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, parla di piena emergenza. La popolazione dell’isola si mette subito a disposizione per dare conforto e aiuto agli evacuati. Il parroco dell’isola ha aperto la chiesa di San Lorenzo e Massimiliano per accogliere i passeggeri della nave portati a terra.
Intanto alle due del mattino circa, la Guardia Costiera emette un nuovo comunicato stampa: “Continuano le operazioni di salvataggio delle persone rimaste ancora a bordo della nave da crociera Costa Concordia. Un aero-soccorritore della Guardia Costiera verricellato da un elicottero sulla nave ha effettuato un primo sopralluogo per agevolare l’afflusso delle persone nell’area da cui effettuare il recupero con gli elicotteri. Tre gli elicotteri della Guardia Costiera, uno della Marina Militare e uno dell’Aeronautica che al momento si alternano per recuperare dall’alto le persone presenti ancora a bordo. Operano intanto anche le motovedette giunte sul posto per agevolare il recupero”.
Ma l’Isola del Giglio non è in grado di accogliere oltre 4.000 persone. Si appronta a fianco alla macchina dei soccorsi, quella per il trasferimento. Allestito un posto medico avanzato. La protezione civile ha montato delle tende da campo a Porto Santo Stefano pronte a raccogliere le persone evacuate. Molti gli alberghi in maremma, per i quali il prefetto a disposto la riapertura immediata per far fronte all’emergenza. Il prefetto di Grosseto, Giuseppe Linardi, aspetta intanto che si concludano le operazioni di soccorso, per fare un riscontro con le liste passeggeri fornite dalla compagnia e poter dare un bilancio certo.
Verso le tre del mattino, intanto, parte dall’Isola del Giglio con direzione Porto Santo Stefano, il traghetto Maregiglio con un primo carico di naufraghi. I superstiti trasportati sulla banchina, sono momentaneamente ospitati in una trentina di pullman messi a disposizione dall’azienda dei trasporti locale, per proteggerli dal freddo e dargli un riparo.
Mentre sono ancora in corso le operazioni di salvataggio, si parla di otto vittime, ma il bilancio potrebbe salire, soprattutto per quel che riguarda i dispersi, che qualora non fossero intrappolati a bordo della nave, sarebbero nelle acque gelide del mare. Una trentina i feriti, diversi dei quali in modo grave. Al momento non è certo il numero dei dispersi, cinquanta sono le persone ancora intrappolate sulla nave, tra cui alcuni disabili.

articolo by  http://www.certastampa.com

Foto da Facebook

AGGIORNAMENTO DELLE 18.26

E’ pesante il bilancio, ancora provvisorio, della tragedia della nave Costa Concordia affondata all’Isola del Giglio: tre vittime, due francesi e un peruviano; 67 i feriti  e almeno 60 persone che mancano all’appello. La nave ha urtato uno scoglio, lo ha confermato il direttore generale di Costa Crociere, Gianni Onorato, il quale ha anche spiegato che “c’e’ stata una imprevedibileinclinazione repentina della nave” e questo ha complicato la situazione non consentendo di operare con le scialuppe in modo efficiente.E’ pesante il bilancio, ancora provvisorio, della tragedia della nave Costa Concordia, affondata all’Isola del Giglio: tre vittime, due francesi e un peruviano; 67 i feriti e almeno 60 persone che mancano all’appello. La nave ha urtato uno scoglio, lo ha confermato il direttore generale di Costa Crociere, Gianni Onorato, il quale ha anche spiegato che “c’e’ stata una imprevedibile inclinazione repentina della nave” e questo ha complicato la situazione non consentendo di operare con le scialuppe in modo efficiente. Le due ipotesi sulle quali si indaga sono quelle di errore umano o rottura della strumentazione di bordo. Il comandante della nave e’ gia’ stato interrogato e cosi’ pure altri testimoni, alle ricerca di elementi utili per capire e ricostruire quanto e’ accaduto, prima che venga analizzata la ‘scatola nera’ a bordo della nave. Il direttore della Costa Crociere ha assicurato che ora la nave e’ “in piena sicurezza” e in serata saranno sistemate “panne per isolarla” in via precauzionale. Lo stesso Onorato ha tranquillizzato su possibili perdite di carburante: “sono gia’ arrivati tecnici dall’Olanda” che si occuperanno di questo problema.

DICHIARAZIONE GIANNI ONORATO

“E’ difficile dire cosa è successo. Le autorità hanno la nostra piena collaborazione per capire le ragioni di questa tragedia senza precedenti nella nostra storia”. Così Gianni Onorato, direttore generale di Costa Crociere, commenta il naufragio di una nave della compagnia vicino all’isola del Giglio. “Guardia costiera, autorità, forze dell’ordine e cittadini hanno dato un contributo incredibile, accolto i nostri ospiti nelle loro case – continua – E’ stata una grande prova di solidarietà”.
Sulla dinamica dell’incidente spiega: “La nave procedeva come fa 52 volte l’anno quando per ragioni da chiarire ha urtato uno scoglio. Il comandante, che era sul ponte, ha valutato i primi danni e ha deciso di mettere in sicurezza la nave e ha dato l’ordine di evacuazione”. “Purtroppo una inclinazione molto veloce – spiega Onorato – ha interrotto l’evacuazione normale e la situazione si è complicata, non permettendo di operare con le scialuppe. A quel punto è intervenuta la Guardia Costiera”.

 

Foto da Facebook

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