Raimondo Briata un artista sugli oceani solcati da MSC Crociere.

Scopriamo insieme chi è Raimondo Briata e la sua storia professionale di artista vissuta in parallelo con la crescita di MSC Crociere

-Raimondo, innanzitutto felice ed onorata di averti conosciuto, ho qualche domanda da porti, che sono certa siano comuni a quelle che ti farebbero coloro che ammirano da sempre le tue opere viste sulle navi MSC. Da dove e quando inizia la tua collaborazione con MSC Crociere e per quale destino?

La mia storia con la MSC inizia in famiglia. Da parte di mia mamma sono cugino di Gianluigi Aponte. Noi siamo i cugini che sono rimasti in Somalia, a Mogadiscio, dove una parte della storia degli Aponte ebbe inizio.

Io quindi sono cresciuto in Somalia, e ci sono tornato più volte, consideravo Mogadiscio casa, fino al ’90, quando il conflitto divenne cosi grave che i miei, dopo molte sofferenze, hanno mollato tutto e sono rientrati in Italia. Nel frattempo io mi ero trasferito negli Stati Uniti, dove avevo continuato coltivando la mia passione per l’arte, dono e dedizione ereditati da mio papà, pittore amatoriale e un grande appassionato d’Arte in generale.

A Mogadiscio, l’albergo che i miei avevano l’Hotel Croce del Sud, tra le altre cose fungeva da punto d’incontro per tutti gli “stravaganti” dell’ epoca, gente che per diverse ragioni: per scrivere un libro, o alla ricerca d’avventura, o per scattare foto e per girare un documentario o un film, o anche solo per dipingere, come nel caso del pittore Salvatore Fiume, erano finiti in Somalia e trovavano alloggio in questo vecchio albergo coloniale che li ospitava all’ombra delle sue mura bianche, sotto i vecchi ventilatori a soffitto al riparo dalle zanzare. In questo ambiente, pieno di colori, suoni, lingue, modi di vestire e incroci di gente proveniente da tutti gli angoli della terra iniziai la mia passione per l’arte.

 

– Molto interessante questo tuo trascorso Raimondo! Quindi non solo il destino ha influito sulla tua carriera, ma anche il far parte della famiglia Aponte. Non so perchè ma ascoltando la tua storia ritrovo nei colori e tratti di alcune tue opere, quel sussurro d’Africa, indimenticabile per un turista, ma sicuramente indelebile per chi come te è nato in quella terra. Torniamo però alla tua vita, negli Stati Uniti avrai trascorso anni nei quali le tue doti di artista avranno stentato a concretizzarsi in un vero e proprio lavoro, quando hai capito che i sogni potevano diventare realtà e tutto in fondo era possibile?

Negli Stati Uniti, ho ottenuto una laurea per insegnare con la qualifica in arti grafiche e arti industriali. Insegnavo al livello liceale, ed esibivo i miei quadri un po’ ovunque, dove mi portava il destino. Dovere insegnare arte in tutte le sue complessità, comunicare le idee e le tecniche agli adolescenti per me era un attività meravigliosa che mi assorbiva e mi dava più di quello che io mi sarei mai immaginato. Per me gli Stati Uniti divennero un luogo dove poter tentare di avverare questo mio sogno di vivere d’arte, anche se non avevo un piano ben preciso, ero facilitato da questo modo di pensare americano, che tutto è possibile. Ho fatto un po’ tutti i mestieri, dal corriere in bicicletta, allo scaricatore di camion, al commesso in vari negozi, al corniciaio, al pescivendolo e anche una breve carriera durata un anno all’ ufficio MSC  nel porto di Boston, tutti mestieri che mi permettevano flessibilità per poter seguire e sviluppare la mia passione. Se avevo bisogno di arrotondare lo stipendio bastava lavorare qualche weekend in più, o lavorare la notte dopo lavoro e ci si arrangiava. Per uno scampato alla Somalia, questo era un paradiso!

-I tuoi rapporti con la famiglia di Gianluigi Aponte sono sempre stati stretti? Non vi siete mai persi di vista?

Io comunque avevo sempre mantenuto un rapporto molto stretto con Raffaella Aponte, che per me era una persona adulta che mi voleva bene e che mi diede molte nozioni sulla vita, difficili da ottenere in un posto come Mogadiscio. Durante i miei anni di collegio in Svizzera, non mi era possibile tornare in Somalia per ogni periodo di vacanza, quindi Raffella mi ospitava a casa sua. Fu li che la mia passione per la cultura e l’arte venne incoraggiata, Raffaella ed io facevamo le ore piccole fino quasi a mattina, magari ad ascoltare lo stesso disco di Rachmaninoff “over and over again”, o l’ultimo di Elton John, e si parlava di tutto. Devo una gran parte della mia formazione come artista a Raffaella. Lei mi comprò i miei primi tubetti di colori, i pennelli, la trementina ecc.

A quel tempo il mio sogno di adolescente era quello di diventare fumettista, e la sera facevo leggere a Raffaella, le mie pagine con i bozzetti dei fumetti e con tanta pazienza, mi offriva critiche e consigli.

-Nell’ascoltarti sto cominciando a configurarmi i successivi passaggi della tua carriera d’artista professionista, continua per cortesia a raccontarmi la tua storia che pare vada in parallelo col debutto di MSC anche come Compagnia Crocieristica.

Quando comprarono l’Achille Lauro, Raffaella ebbe l’idea di organizzare una piccola mostra con alcuni quadri che avevo eseguito alla scuola d’arte. Questi furono i primi miei quadretti a bordo di una nave. Questo mi diede una grande carica e mi riempì di coraggio per continuare nella direzione artistica. Anni dopo quando MSC iniziò a costruire navi da crociera, mi chiesero in un primo momento qualche piccola decorazione, che io riuscivo ad eseguire pur tenendomi il mio posto di insegnate, nonostante a volte fossi un po’ stanco dopo una nottata ai pennelli ed era dura, la mattina presto, dover essere fresco per insegnare.

-Caspita Raimondo! Uno sviluppo in parallelo quindi, mentre la flotta di MSC cresceva, anche il tuo impegno lavorativo ebbe una notevole impennata! Come mutò la tua forma d’arte, in un primo tempo limitata a quadri di stampo tradizionale?

Siamo cresciuti insieme, o meglio mi hanno fatto crescere insieme a loro, i progetti diventarono sempre più ambiziosi.

L’idea dei quadri tradizionali incorniciati, messi in fila non durò a lungo, vi fu un’evoluzione che si spostò subito su “lavori” più grandi che occupavano intere pareti con un intenzione ben precisa seguire l’insieme dell’arredamento e del design pensato da Marco de Jorio, che a mio parere è unico al mondo per il concetto completo e armonioso che da ai suoi progetti.

Questa mia convinzione ha preso forma con il trascorrere del tempo, dato che ormai lavoro insieme a Marco da tanti anni, iniziando con MSC Lirica nel 2002.

-Quando si pensa agli anni 2000 erroneamente se ne ha una panoramica di estrema modernità ed avanguardia, il 2002 invece è ormai lontano e molta acqua è passata sotto alle chiglie delle navi della flotta MSC, i 15 anni di oggi sono come 50 dei tempi passati! La tecnologia ha fatto passi da gigante, soprattutto nella cantieristica navale, quelli recenti sono anni di grande svolta, come hai gestito il tuo lavoro su una nave immensa come Meraviglia?

Parti dal presupposto che si lavora sul concetto del design Italiano, sviluppato sulla conoscenza di questo mondo e questa società: complessa, multi etnica, multi culturale, che si caratterizza nel Mediterraneo, e nello stile di vita mediterraneo, con il suo apprezzamento per l’armonia e la qualità di vita a tutto tondo. Questo secondo me è lo stile di architettura di De Jorio Design, di questo è fatto, e questo riesce a comunicare anche attraverso le mie opere. A differenza del famoso “melting pot” americano in cui io vivo quotidianamente, che si è bello per un infinità di motivi, ma esteticamente a volte produce delle dissonanze, manca un armonia generale. Questo “melting pot” Mediterraneo che tra l’altro sotto l’Impero Romano era il “melting pot” originale, con il passare del tempo si e addolcito e ha prodotto una qualità di vita o meglio una filosofia nella quale vivere bene.

Secondo me MSC Crociere, gli architetti e tutti i collaboratori che assume, l’hanno nel sangue, ed è questo che riescono a comunicare e ad offrire alla clientela che la sceglie per le proprie crociere. Questo concetto viene rappresentato sempre meglio ed in versione contemporanea, per interfacciarsi con tutte le culture del mondo, evoluzione dovuta anche all’ entusiasmo e alla visione globale che è stata introdotta da Pier Francesco Vago, uomo dalle grandi idee, un vero imput per tutti a guardare ed agire verso il futuro con risultati immediati e concreti.Il mio lavoro è oggi molto intenso, e lo sarà maggiormente in il futuro con l’arrivo delle nuove mega navi della flotta MSC.

-Quali sono le tecniche che utilizzi per le tue opere?

Le tecniche che uso sono semplici, per la maggiore sono tecniche miste a base di vernici acriliche, colle e resine. In tanti casi mi piace lavorare a strati, metto insieme le immagini con tanti strati e poi a seconda rimuovo alcuni strati o ne aggiungo altri.

Questo mi permette di vedere un po’ la storia o la cronologia dell’ immagine, questa nozione mi consente di trasmettere sulle mie tele o pannelli, quella patina che il tempo lascia sulle cose, la stessa di una superficie logorata e stratificata, come i muri di un vecchio edificio. Utilizzo materiali come il cartone, e la carta.

Faccio molto uso di stampini che ritaglio io stesso, e mi piace molto lavorare con la foglia d’oro, d’argento e tutto quello che luccica e riflette la luce. Al giorno d’oggi ci sono cosi tante nuove vernici, colori esclusivi, come quelli iridescenti, con effetti di ogni tipo dall’ fosforescente ai colori che cambiano aspetto a seconda della luce, che c’e da perdersi tra i materiali. Faccio insomma un po’ uso di tutto ciò che mi crea ispirazione.

Raimondo è partito dall’America col suo carico di opere d’arte per raggiungere Saint Nazaire dove l’insieme di un grande progetto ha preso forma ed è avvenuta quella magica fusione di colori e forme che hanno mostrato l’anima di MSC Meraviglia, la nuova grandissima nave di MSC Crociere.

 

 

Questa è una mia breve biografia in relazione al mio lavoro in collaborazione con MSC, questo più che un lavoro è ormai un progetto di vita, è un crescere insieme. La mia è una situazione molto fortunata, nel senso che pochi collaboratori artistici, secondo me, sono dentro ad una visione così completa e così unita all’intero progetto architettonico, in ogni minimo dettaglio entro a far parte di un idea molto più grande. Adesso in tipico “MSC Style” si corre verso una nuova vicina meta, senza tregua e questa meta si chiama MSC Seaside!

 

Ringrazio Raimondo Briata per avermi raccontato la sua storia e per avermi insegnato ad apprezzare ancor più le sue magnifiche opere.

Rosalba Scarrone

Amministratore e Blogger

www.liveboat.it

 

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  • Matteo

    E’ sempre interessante vedere le varie opere artistiche a bordo delle navi Msc Crociere, ora finalmente abbiamo potuto conoscere anche la storia di chi le crea una ad una, grazie a Rosalba per avercela raccontata e complimenti all’autore.